Matteo Renzi

Approvato il primo regolamento urbanistico di Firenze

foto (10)Oltre 750.000 metri quadrati di superficie in movimento e 73 aree di trasformazione, un miliardo e mezzo di euro di interventi possibili, 10.000 posti di lavoro creati, oltre 60 milioni di euro di oneri di urbanizzazione previsti, quasi 40 metri quadrati ad abitante per le dotazioni di servizi collettivi (scuole, verde, parcheggi), ovvero piu’ del doppio di quanto previsto dalle norme. Questi i principali numero del regolamento urbanistico comunale (ruc), il primo della città.

“Il regolamento urbanistico – ha annunciato il sindaco Matteo Renzi, presentando il documento insieme all’assessore all’urbanistica Elisabetta Meucci – è un passo in avanti straordinario: dopo il Piano strutturale a volumi zero, primi tra le grandi città a farlo, adesso variamo questo strumento, anch’esso a volumi zero, che consentirà la trasformazione di oltre 750 mila metri quadrati di città”. “Si tratta – ha spiegato – del primo regolamento urbanistico della città, dato che l’ultimo piano regolatore risale a una quindicina di anni fa. Grazie al ruc sono possibili 73 aree di trasformazione e si potranno creare 10 mila posti di lavoro dagli interventi. Il tutto con uno strumento che semplifica le procedure e ha un occhio di riguardo verso l’ambiente. Ringrazio gli uffici e il nostro personale che in questi mesi hanno lavorato al meglio per ottenere questo risultato”.

“Mi piace – ha commentato Renzi – che l’adozione del ruc arrivi dopo il primo week end con la novità del mercato di San Lorenzo ‘liberato’ dai banchi accanto alla Basilica. Firenze sta cambiando e stiamo smentendo i profeti del malaugurio, quelli che ci dicevano che la città si sarebbe bloccata con un Piano strutturale a volumi zero. È esattamente l’opposto, la città sta trovando una sua fisionomia e sua identità, e questo grazie al disegno complessivo che mette insieme le pedonalizzazioni, la riqualificazione del Parco delle Cascine, la trasformazione di San Lorenzo, l’attenzione al verde e alla sostenibilità”.