Matteo Renzi

Attenti al flop

 Attenti al flop
di MARIO LAVIA su Europa

europaIeri ci sarebbe voluto un bel sussulto di ragionevolezza sulle regole per le primarie. Ma non è arrivato. C’è ancora la giornata di oggi per svelenire quel cima pesantissimo che da qualche giorno si è addensato sul Pd così da arrivare alla assemblea di domani con la fondata speranza che non ci si tiri le sedie. Sarebbe un delitto. Perché il meccanismo delle primarie, pur con tutti i suoi difetti, si stava già mostrando funzionale alla crescita dell’attenzione e dei consensi (virtuali) del Pd. Bersani, che le primarie ha sempre voluto e difeso da critiche anche feroci provenienti dalla sua stessa maggioranza, ha capito da tempo che un movimento forte nel vivo della società può solo fare del bene.

Ci sono ancora 24 ore per svelenire il clima e non scoraggiare la partecipazione maggioranza, ha capito da tempo che un movimento forte nel vivo della società può solo fare del bene. Per effetto della campagna renziana sulla rottamazione, o meglio, per l’aggressività con cui è stata condotta, è chiaro che nel Pd c’è chi sta vivendo questa storia come una resa dei conti. Politica e personale. Cosa che spiega la speculare aggressività di alcuni dirigenti anti-Renzi. Ma è lo stesso sconfortante che esponenti di primo piano che pure sostengono la candidatura del segretario in queste ore lo mettano in guardia da possibili- e secondo noi necessarie – revisioni delle regole di cui si parla. Regole che possono scoraggiare la partecipazione al voto, come questa strana idea dell’obbligo di pre-registrazione, non si capisce poi dove. Bisogna stare attenti. Ma è lo stesso sconfortante che esponenti di primo piano che pure sostengono la candidatura del segretario in queste ore lo mettano in guardia da possibili “e secondo noi necessarie “revisioni delle regole di cui si parla. Regole che possono scoraggiare la partecipazione al voto, come questa strana idea dell’obbligo di pre-registrazione, non si capisce poi dove. Bisogna stare attenti. Perché deve essere chiaro che se si andasse, per esempio, sotto la cifra delle ultime primarie (che poi erano solo del Pd) “quelle di Bersani e Franceschini del 2009: oltre 3 milioni di persone “sarebbe un flop. Un pessimo viatico per le “secondarie”. Una sconfitta. Ci sarebbe veramente da preoccuparsi se il partito che si candida a governare il paese non recuperasse un minimo di razionalità politica, condizione per portare ai gazebo, appunto, oltre tre milioni di italiani e vincere la sfida delle primarie, che è anche sfida a se stessi.

Europa – 5 Ottobre 2012

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