Matteo Renzi

Rassegna stampa

Renzi batte Bersani e scuote Alfano

iltempo

iltempodi GIAMPAOLO ROSSI

Il dibattito televisivo dell’altra sera lo ha confermato: Matteo Renzi ha vinto comunque vadano le sue primarie. Ha vinto nonostante i suoi denigratori, quasi tutti nel centrosinistra, e nonostante i suoi estimatori, quasi tutti a destra. Ha vinto nonostante non sia amato da quel partito, che lui ama anche meno; nonostante una sinistra impaurita e goffa abbia trasformato le primarie del Pd nel labirinto del Minotauro. Renzi ha vinto perché ha rimesso in moto l’automobile di una sinistra ferma da anni sul bordo della strada con le gomme bucate; ha vinto perché, in poche settimane ha riscritto un’ agenda politica, culturale e comunicativa che era scolpita tra Berlinguer, Prodi e Zapatero.

Perchè dobbiamo dire grazie a Renzi e a Grillo

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di ENRICO MENTANA su Vanity Fair

Caro Mentana,
abbiamo problemi gravi, il lavoro, i prezzi, le tasse: e voi passate il tempo a parlarci di primarie e legge elettorale! – Andrea Carletti

vanityfairAvrebbe ragione se non fosse che proprio attraverso quegli strumenti, le primarie e la nuova legge elettorale, si dovranno scegliere gli aspiranti premier e i parlamentari che dovranno trovare le soluzioni ai problemi che ha indicato. Ho presente come tutti il grado di discredito e di sfiducia che circonda la politica: ma dalle secche del quasi-Ventennio che abbiamo alle spalle si esce solo con un nuovo patto tra elettori ed eletti, chiunque siano i secondi. Quel che non è più riproponibile è un Parlamento di nominati, scelti dallo stesso capo che solitariamente ha deciso di essere il candidato a primo ministro, perché anche questo ha scavato il solco tra partiti e opinione pubblica. Si è cercato di tenere nascosto questo peccato originale attraverso la contrapposizione militare tra berlusconiani e anti: in guerra c’è poco spazio per la democrazia. Ma, come nelle guerre vere, la popolazione si è stancata della continua chiamata alle armi e delle ristrettezze a essa connesse; e ora che le truppe sono sciolte e i soldati tornano disordinatamente a casa, tutti
reclamano scelte trasparenti e nuove per arginare lo sfacelo.

Renzi ha ragione, contro il declino si premia il merito

sole24ore

sole24oredi Gianluca Violante su Il Sole 24 Ore

Premiare il merito. È questa la priorità del programma di Matteo Renzi per far ripartire l’economia italiana. Permettere ai giovani più talentuosi, più studiosi, più creativi e più imprenditoriali di mettersi in gioco fino in fondo e realizzare tutto il proprio potenziale. Perché la meritocrazia (una brutta parola con bellissimi contenuti) è alla radice della crescita economica. E l’assenza di crescita è il vero problema dell’Italia.
Per convincersene, è sufficiente soffermarsi su una statistica drammatica: il ranking mondiale della crescita economica nel decennio 2001-2010 vede l’Italia al 167esimo posto su 179 Paesi (fonte Fmi). La performance di crescita in quest’ultimo decennio è stata determinata, in gran parte, da come i Paesi del mondo hanno affrontato la vera sfida del secondo millennio: la globalizzazione dei mercati. Da una parte c’è la Cina, che sta mostrando un’impressionante capacità di adattamento e si sta imponendo come potenza economica mondiale. All’estremo opposto c’è l’Italia, che per ora la sfida la sta perdendo nettamente.
L’apertura globale dei mercati di beni e servizi viene vista da molti come una minaccia ai posti di lavoro nei settori tradizionali, nei quali i Paesi in via di sviluppo sono avvantaggiati dal basso costo del lavoro. E purtroppo, in parte è così. Ma è anche, e soprattutto, una grande opportunità perché, per la prima volta nella storia, il talento e il merito individuale ricevono un riconoscimento e una remunerazione su scala globale.

L’intervista di Donato Bendicenti a Matteo Renzi

Donato Bendicenti ha intervistato per Rainews24 Matteo Renzi, candidato alle prossime primarie del centrosinistra

Renzi non è solo un passante nella sinistra

europa

europa«Renzi parla del nulla», ha detto Massimo D’Alema qualche giorno fa. L’ha detto quasi nell’esatto momento in cui a Milano il sindaco di Firenze insieme a Ermete Realacci raccontava la propria idea di green economy: non un astratto atto di fede su quanto è bello, buono e giusto preoccuparsi di ambiente, ma una exit strategy dalla crisi fondata su scelte molto concrete e molto innovative come privilegiare le piccole opere pubbliche e la manutenzione del territorio rispetto alle grandi infrastrutture o lavorare perché da qui a pochi decenni l’Italia ricavi dalle fonti rinnovabili il 100% dell’energia di cui ha bisogno.

PD, i cinque candidati divisi su fisco e lavoro

sole24ore

sole24oredi  EMILIA PATTA su Il Sole 24 Ore

Scontro sui fondi pubblici ai partiti: per Renzi da abolire per gli altri da ridurre

ROMA Pier Luigi Bersani, Matteo Renzi, Nichi Vendola, Laura Puppato e Bruno Tabacci sono in piedi davanti a un leggìo. Lo sfondo va dal rosso al nero al verde. E la prima domanda che il moderatore di Skytg 24 Gianluca Semprini pone ai 5 candidati alle primarie del centrosinistra è di quelle che nel mondo occidentale fanno vincere o perdere le elezioni: il peso fiscale va ridotto? Gli occhi sono puntati sui due competitor principali, Bersani e Renzi, e sul leader di Sel Vendola. Il sindaco di Firenze nuota nel suo mare, avendo fatto della riduzione della pressione fiscale il punto principale del suo programma. Ma per tutti il peso fiscale va ridotto. «Di tasse il Paese sta morendo – esordisce Renzi -. C’è bisogno di combattere l’evasione, ma anche di cambiare le regole del gioco, proponiamo che lo Stato mandi a casa la dichiarazione dei redditi precompilata, e così il cittadino dialoga, discute e conclude la transazione con lo Stato». Renzi è l’unico a dire che l’Imu reintrodotta dal governo Monti deve restare così com’ è. Per tutti gli altri va ridotta sulla  prima casa (per Vendola addirittura una «patrimoniale sui poveri»). Bersani ribadisce la sua ricetta: abbassare il carico fiscale sui redditi medi e bassi, sul lavoro, e per le imprese che investono sui giovani e sulle donne.

Il sindaco contro le tasse e i fondi ai partiti

unita

unitaNiente patrimoniale e nessuna volontà di mettere in discussione il patto di stabilità con l’Europa. Cravatta viola (scaramantica opzione pro Fiorentina), voce un po’ rotta dall’emozione e un sorriso a mezza bocca, Renzi inzia come gli altri dalle tasse. E punta a mostrarsi come il più «montiano». Promette che non aumenterà la pressione fiscale, ma anche che non toccherà l’attuale Imu. E a riprova che a Palazzo Chigi può fare quel che dice ricorda che a Firenze le tasse le ha abbassate mettendo l’addizionale Irpef ai livelli più bassi d’Italia. Il come è una lotta all’evasione che prenda esempio dal modello Usa lontano da Equitalia «debole coi forti e forte coi deboli». Mentre la patrimoniale, dice a Vendola, è «una mezza barzelletta» visto che i super-ricchi ufficiali oggi sono poche centinaia. E anche sul patto di stabilità prende le distanze dalle posizioni di sinistra spiegando che solo metterlo in discussione si reca «un danno all’Italia».
Insomma via Sky Renzi cerca di far capire che da leader del centrosinistra sposterebbe l’asse più verso il centro. Ma non rinunciando a promettere un cambiamento profondo.

C’è chi crede alle profezie dei Maya…

Dal dibattito televisivo tra i candidati alle primarie del centrosinistra andato in onda il 12 novembre 2012 su SKY TG24

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