Matteo Renzi

Rassegna stampa

«Sull’incarico decide il Colle. Leali ma il partito ora cambi»

messaggero

messaggeroDa Il Messaggero del 7 Marzo 2013

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«Questa legislatura ha ogni caratteristica per battere i record di durata in negativo. Se fallisce il tentativo di Pier Luigi? É chiaro che si aprirebbe uno scenario diverso»\r\nC’è chi lo vede già designato premier di un governo di responsabilità nazionale o candidato alle primarie per guidare il Pd a nuove elezioni. Di certo Matteo Renzi ragionava su scenari ben diversi, con il punto fermo della ricandidatura a sindaco di Firenze nel 2014 per poi, semmai, forte di quella vittoria annunciata, affrontare nuovamente la corsa per la leadership di un centrosinistra di governo. Lo tsunami elettorale lo sta costringendo a rivedere in fretta le prossime tappe. Intanto ieri ha partecipato alla direzione pd per la terza volta dacché è in campo, e quindi comunque un segnale lo voleva dare. Poi però se n’è andato senza parlare.

Ora patto con PDL oppure si torna al voto. Bersani si è fatto umiliare dal M5S

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corrieredellaseradi ALDO CAZZULLO

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Il sindaco di Firenze: basta vivacchiare, bisogna avere le idee chiare. Riuniamo i gruppi e lanciamo una proposta forte

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«Pensiamo a cos’è successo nel mondo dal 25 febbraio a oggi. In Vaticano c’era ancora Ratzinger; in un mese è stata scritta una pagina di storia. Il pianeta corre. E l’Italia è totalmente ferma. Le aziende chiudono. La disoccupazione aumenta. E la politica perde tempo. La tempistica prevista dalla Costituzione va rispettata. Ma qui si sta facendo melina. Si rinvia tutto alla scelta di un presidente della Repubblica più sensibile a dare l’incarico a Tizio o a Caio. Ma questo alimenta l’antipolitica. La vera moralità non è solo tagliare i costi; è rendere efficiente quel che fai».
Matteo Renzi, cosa dovrebbe fare il Pd? Un governo con il Pdl, o no?
«Il Pd deve decidere: o Berlusconi è il capo degli impresentabili, e allora chiediamo di andare a votare subito; oppure Berlusconi è un interlocutore perché ha preso dieci milioni di voti. Non è possibile che il noto giurista Migliavacca un giorno proponga ai grillini di votare insieme la richiesta di arresto per Berlusconi, che tra l’altro non è neanche arrivata, e il giorno dopo offra al Pdl la presidenza della convenzione per riscrivere la Carta costituzionale. In un momento si vagheggia Berlusconi in manette, in un altro ci si incontra di nascosto con Verdini. Non si può stare così, in mezzo al guado. Io ho tutto l’interesse a votare subito. Ma l’importante è decidersi».

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“Io sono pronto”

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«Sarà una legislatura breve. Ma spero possa almeno fare una riforma elettorale perché i cittadini scelgano il prossimo Sindaco d’Italia. E se ci saranno le condizioni, mi candiderò». Parla l’ex sfidante di Bersani

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Sulla scrivania del suo ufficio a Palazzo Vecchio, accanto alla stanza di Leone X, Matteo Renzi gioca con i pennarelli e sfoglia le foto dei cardinali in conclave. E’ reduce da una discussione in famiglia sul nuovo papa, il sindaco di Firenze, cattolico praticante, lo vorrebbe aperto sulle questioni etiche, un papa “rottamatore”. Ma in politica depone la sua antica bandiera: «Rottamazione non comunica speranza.

Matteo Renzi intervistato a Ballarò

“Niente polemiche, ma non vengo ai summit di partito con Rosy Bindi”

lastampa

lastampaDi FEDERICO GEREMICCA

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Parla il sindaco di Firenze: “Abbiamo regalato un rigore a Beppe Grillo e sottovalutato Berlusconi”. I giornalisti telefonano, pressano, insistono per le interviste… Ma che cosa dovrei dire che non ho già detto? E se poi pensano che ora mi metta ad attaccare Bersani, vuol dire che non hanno capito niente: io non faccio lo sciacallo». Pomeriggio inoltrato, Palazzo Vecchio, il sole che tramonta mentre Matteo Renzi conclude una rapida riunione di staff per poi riunire la sua giunta. Come da subito dopo le primarie, infatti, è tornato e continua a fare il sindaco a tempo pieno: ma da 48 ore a questa parte è inseguito da struggenti appelli al ritorno in campo o da tweet e messaggini che evocano quel che avrebbe potuto essere e non è stato. 

Io in campo per Bersani ma senza finti unanimismi

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20130120 renziIntervista di Carlo Fusi pubblicata sul Messaggero del 20 gennaio 2013 – L’ex rottamatore conferma il sostegno al leader: «E’ il miglior candidato premier possibile. Ingroia? Tra noi e loro c’è un’evidente diversità, se le distanze si allungano è un bene»

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«Io in campo per Bersani ma senza finti unanimismi»

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A giudizio di Matteo Renzi è un fatto positivo che Ingroia tagli i ponti con Pier Luigi Bersani indicando in Monti il «vero pericolo»: «Il toto alleanze non mi appassiona, dobbiamo pensare a ciò che serve all’Italia. Le mosse di Ingroia mi sembrano dettate più dalla voglia dei contarsi a sinistra che non da quella di governare il Paese.

Ho ricevuto molto più di quello che ho dato.

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matteo-renzi-fortezza

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La dolce rivoluzione

larepubblica

larepubblicadi OSCAR FARINETTI

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BELLE primarie, mi sono piaciute. Ho visto una parentesi di bellezza della politica “in questo mondo pieno di nebbia”. Cinque galantuomini (una è donna e chiedo scusa se il maschile prevale) si sono affrontati con lealtà e coraggio su temi forti.

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Così facendo hanno coinvolto anche gente come me, senza tessera in tasca, a dire la propria. Appare chiaro a tutti che il Pd è in grado di mettere insieme pensieri anche diversi di chi si sente progressista e vuole provare a raddrizzare questo Paese.

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