Matteo Renzi

Rassegna stampa

Una partita a calcio per ingannare l’attesa

lanazione

lanazione

STAVOLTA non c’è la maratona. E neppure la Fiorentina, visto che i viola giocheranno alle 20.45 sul terreno di gioco del Franchi contro la Sampdoria. Come ingannare l’attesa? Comunque fedele alle metafore calcistiche spesso usate in campagna elettorale, Matteo Renzi trascorrerà il pomeriggio e aspetterà la chiusura dei seggi del secondo turno giocando a pallone. Secondo quanto appreso il Rottamatore ha già organizzato per domani pomeriggio una partita di calcio con il suo staff, dividendo gli stessi collaboratori in due squadre. Al momento non è stato ancora reso noto quando voterà.

LA NAZIONE, 1 dicembre 2012

Renzi: “Patti non ne faccio ma Bersani chiami se ha bisogno”

lastampa

lastampadi FEDERICO GEREMICCA

Una mano nella tasca dei jeans, nell’altra un vecchio microfono: e visto così, «il giovanotto» sembra quasi un attore col suo monologo, lassù sulle quinte del teatro Sannazaro mentre la gente gli si accalca intorno. «Dicono che il nostro è un sogno, e che sta finendo. Può essere, magari: ma quelli che sognano solo di notte, ignorano molte cose rispetto a quelli che sognano anche di giorno…». Applausi, applausi, applausi. Perchè il sogno di Matteo Renzi sta forse finendo: ma il risveglio, per qualcuno, rischia di trasformarsi in incubo. Che faranno Bersani e Renzi a giochi fatti? Davvero stringeranno patti per “rottamare” un bel po’ di altri?

Fausto Brizzi: «Io e Matteo siamo la generazione Goldrake»

pubblico giornale

pubblico giornaledi PAOLO VALENTINI

Ecco un renziano di ferro. Cosa condivide con lui?

Ci accomunano molti valori e non ci divide niente. Abbiamo fatto entrambi gli scout. Ci accomunano tantissimi riferimenti generazionali. A Renzi quando parli di comunicazione capisce immediatamente di cosa stiamo parlando.

(Fausto Brizzi è regista e sceneggiatore italiano. I suoi ultimi film: Come è bello far l’amore, Ex, Maschi contro femmine, Femmine contro maschi)

Mi attaccano ma sarà un boomerang

unita

unitadi VLADIMIRO FRULLETTI su l’Unità

Matteo Renzi «lo non ho violato nulla Stanno cacciando elettori che vorrebbero votare al ballottaggio: così prendono consensi ora e perdono le elezioni poi»

Il nuovo scontro sulle regole l’ha colpito. «Pensare che sono andato io ad abbracciare Bersani dopo il confronto tv. Speriamo di recuperare, ma certe cicatrici si rimargineranno a fatica».

L’accusano di violare le regole. C’è un ricorso dei 4 candidati contro di lei. Luigi Berlinguer, presidente dei garanti, parla di tentativo di inquinare le primarie.

«E’ tutto molto triste. Francamente non penso di meritare questo atteggiamento. Ci sono 50mila elettori che si stanno dichiarando di centrosinistra, che si stanno iscrivendo all’albo degli elettori, che stanno dando la propria disponibilità a partecipare alle primarie. Invece vengono respinte dal Partito democratico. Sono gli stessi a cui tra tre mesi il candidato premier, chiunque vincerà domenica, dovrà andare a chiedere il voto. Ma da, come si fa a dire che si inquina. Sono veramente triste. Perché ieri sera (mercoledì ndr) mi sembrava che ci fosse un altro clima».

Bersani – Renzi: Due idee di Italia (e di partito) Una storia che ha cambiato il Pd

corrieredellasera

corrieredellaseradi Pierluigi Battista

Un conflitto politico aperto, esplicito. Non solo di stile, come dicono gli esperti di marketing politico, ma di contenuti, di modelli, di visioni del mondo. Persino sul Medio Oriente Pierluigi Bersani e Matteo Renzi sono in posizioni antitetiche. Nell’assenza di un vero protagonista di centrodestra, chi vincerà queste primarie darà un profilo marcatamente diverso anche alla Farnesina. Un conflitto vitale.

Ieri sera è sembrato che Bersani accettasse questa discussione con la pazienza del saggio molestato da un ragazzo scalpitante. Lui che le primarie le ha accettate, anche a costo di entrare in attrito con un parte influente della nomenclatura di partito, non dovrebbe sbagliare pensando che un conflitto così aspro sia un limite o un ostaclo all’unità, o un’esuberanza giovanile da domare con la saggezza dell’esperienza. Invece tutti gli spettatori che hanno assistito al duello fra Bersani e Renzi hanno perfettamente capito che il governo del dopo elezioni sarà diversissimo a seconda del nome del vincitore. E’ la prima volta nella storia del Pd, la prima nella storia del centrosinistra, la prima nella storia italiana. Diversità sul mercato del lavoro, diversità sul finanziamento pubblico ai partiti, diversità sulla scuola, sulla ricerca, sul merito, diversità sulla politica internazionale, diversità sulle alleanze, diversità sulle liberalizzazioni, sulla politica industriale.

Vince Renzi, almeno il confronto

ilfoglio

ilfogliodi Claudio Cerasa su ilfoglio.it

Matteo Renzi ha vinto il confronto televisivo di stasera contro Pier Luigi Bersani forse persino con un margine di vantaggio maggiore rispetto a quello che aveva già registrato due settimane fa su Sky. Renzi è apparso più sicuro, più sorridente, più preciso e ha assestato un paio di colpi da ko a Bersani su alcuni temi in particolare: finanziamento pubblico ai partiti, alleanza con Casini, conflitto di interesse, vocazione maggioritaria, rischio nuova Unione con il segretario. Bersani – anche nella postura – è apparso più debole e meno preciso e un po’ più vago su molti argomenti (politica industriale, per esempio, ci si sarebbe aspettato qualche risposta più ficcante, qualche esempio) e ha dimostrato ancora una volta di non avere grandissima dimistichezza con la tv.

L’intervista Margherita Hack «Mi garba Vendola ma domenica scelgo il ragazzo»

Dice Margherita Hack, la figlia delle stelle con il cuore a sinistra, che domenica scorsa avrebbe votato per Vendola: «Lui sì che mi garba ma»… Cos’è successo professoressa Hack?

«Ero fuori Trieste e non ce l’ho fatta a tornare in tempo per andare al seggio. Domenica prossima però ci voglio andare eh!».

E per chi vota?

«Per il sindaco Renzi, il ragazzo, non può che fare meglio di quel poco o nulla fatto da questi politici molli».

Renzi e una sinistra allargata, tornano ideali e valori del primo Pd

corrieredellasera

corrieredellaseradi MICHELE SALVATI

Caro direttore, al seggio dove ho votato uno degli scrutatori mi dice preoccupato: «Sai, Salvati, che hanno votato anche alcuni che conosco e che avevano votato per Berlusconi? Brave persone, per carità, ma sicuramente di destra!». Se soltanto le primarie servissero a eliminare queste reazioni di pelle, ad accogliere con soddisfazione chi si sposta dal Pdl al Pd, ad evitare etichette approssimative di destra o sinistra, avrebbero già raggiunto un buon risultato. Perché è evidente che il Pd non riuscirà mai a governare se questi spostamenti non avvengono. O meglio, non riuscirà mai a governare da solo, in un sistema di alternanza, e lo potrà solo fare coalizzandosi con altri partiti cui delega la rappresentanza di un mitico «centro», mentre si riserva quella di rappresentare la «vera» sinistra.

Pagina 5 di 31« Prima...34567...102030...Ultima »