Matteo Renzi

Enews 363 – Lunedì 17 Dicembre 2012

Ciao a tutti, ben ritrovati! Sono passate appena due settimane, ma sembra trascorso un anno dal momento finale delle primarie. Che per noi è stato questo video qui, alla Fortezza.

Nel mezzo è accaduto di tutto, dal rientro in campo di Berlusconi (che mi ha pure lasciato la “porta aperta”: gli ho risposto su Facebook qui e su Twitter qui) alla discussione su quello che farà Mario Monti. A chi dice: se le primarie avessero visto un risultato differente oggi la politica italiana sarebbe diversa, rispondo che non ha senso perdersi dietro ai se.

In molti mi scrivono e vorrei ringraziarvi: è bellissimo leggervi, risalendo il filo di una speranza condivisa. E anche se qualcuno adesso avverte la nostalgia per qualcosa che poteva essere e non è stato, se qualcuno ha il nodo alla gola di cui parlo nel video, vorrei invitarvi a tener duro e non cedere al pessimismo: il futuro ci raggiungerà presto.

Ok, stavolta non ce l’abbiamo fatta, ma teniamo nel cuore le tante immagini di donne e uomini che tornano a impegnarsi in politica. Questo è un successo vostro, siatene orgogliosi. Ci teniamo anche le ironie – spesso molto divertenti – della campagna elettorale: ad esempio negli ultimi giorni abbiamo lanciato il “Se Vince Renzi” (clicca qui) spiegando che in caso di vittoria avremmo abolito il finanziamento pubblico ai partiti, semplificato la vita delle imprese, investito sull’innovazione tecnologica, eccetera. è bastato poco perché la rete si scatenasse in modo fantastico contro lo stile della nostra campagna: ecco allora nascere il “Se vince Renzi i mobili Ikea si monteranno da soli” “Se vince Renzi sarà possibile frullare a biliardino”, eccetera. Una seria campagna elettorale è divertente anche quando ti prendono in giro… Da parte mia avverto la responsabilità bellissima di aver contribuito a far sì che tante persone tornassero a riconciliarsi con la politica. Alcune di loro – dopo questi quindici giorni – sono inquiete. Sembra essersi rotto l’incantesimo e la bella politica, quella della lealtà e del rispetto, pare aver lasciato il posto al ritorno dei soliti noti. Le stesse facce di sempre si riaffacciano sulla scena, come se non fossero mai andate via.

Qualcuno mi chiede: ma non leggi i sondaggi pubblicati dai giornali (qui ad esempio una interessante indagine di Ilvo Diamanti per Repubblica)? Perché non facciamo qualcosa?
Vorrei essere chiaro e sincero con voi. Noi ci abbiamo provato. E molto abbiamo fatto. Rivendendo le foto dei teatri pieni, rileggendo le vostre email, rimettendo in fila gli avvenimenti mi rendo conto che si è trattato di una esperienza straordinaria. Ma qualcosa è mancato. E non ce l’abbiamo fatta. Ecco il perché del mio silenzio di questi giorni. Le nostre proposte erano chiare, dalla rottamazione ai contenuti programmatici. Il risultato è stato altrettanto chiaro e non ci ha premiato. La responsabilità di valorizzare i nostri temi e le persone che possono rappresentarli adesso è passata nelle mani dei vincitori delle primarie, se lo riterranno utile e opportuno. Adesso tocca a chi ha vinto, non a noi: sinceramente penso che sia loro interesse farlo, se davvero vogliamo vincere le elezioni. Ma in ogni caso tocca a loro, non a noi. Il fatto che siano state indette primarie per la scelta dei parlamentari mi sembra un primo passo interessante. Naturalmente ci sono mille problemi – a cominciare dalla data – ma l’idea di coinvolgere la gente nella definizione delle candidature mi sembra giusta. Chi di voi ha votato il 25 novembre potrà partecipare anche alla scelta dei parlamentari del centrosinistra: una bella responsabilità, no?
Per un commento più approfondito su ciò che potrà avvenire nelle prossime settimane attendiamo di capire come Bersani deciderà di muoversi e soprattutto quello che farà Mario Monti. Vi leggo con piacere – come sempre – al matteo@matteorenzi.it.

Nel frattempo ho ripreso a tempo pieno l’attività di sindaco, come promesso. Qualcuno si è lamentato per questo ma vorrei sommessamente far notare che è ciò che avevo detto fin dal primo giorno. Per una volta che un politico mantiene l’impegno che si era preso… Mi sono rimesso sotto con grande determinazione (qui un’intervista al Corriere Fiorentino sullo stato dell’arte delle cose da fare in città) e in questi quindici giorni abbiamo fatto qualche passo in avanti. Segnalo tra le tante:

  • Abbiamo abbattuto la palazzina uffici che segna l’inizio della fase due dei lavori per il nuovo Teatro dell’Opera tra la Leopolda e le Cascine. Aver ottenuto gli ultimi fondi è stato un bel colpo. Lo termineremo a maggio 2014. Cos’è un teatro per la città, cosa significa, come lo gestiremo: tutti temi di grande interesse su cui torneremo in futuro. Segnalo anche che abbiamo finanziato i nuovi lavori del Teatro della Pergola (credo di aver sbagliato – in campagna elettorale – a non valorizzare a sufficienza il molto che abbiamo fatto per la cultura in città come paradigma delle sfide nazionali. Ma ci torneremo…) e che siamo al rush finale anche per il Museo del 900 in Piazza Santa Maria Novella. E prima delle elezioni conto anche sulla nuova illuminazione delle Cascine. Firenze deve diventare una città dove l’investimento sulla cultura deve essere la regola, non l’eccezione.
  • Abbiamo acceso le luci di Natale e l’Albero in Piazza del Duomo (grazie ai Vigili del fuoco di Madonna di Campiglio e al comune di Pinzolo). Nell’occasione abbiamo consegnato un assegno da 50mila euro, frutto della Vogue Fashion Night, al sindaco di Finale Emilia per la ricostruzione della scuola media. Abbiamo voluto che i bambini si rendessero conto che stare in una città significa vivere anche la solidarietà e l’attenzione agli altri: ecco perché la consegna è stata fatta durante il momento dell’accensione dell’albero. Accanto al singolo evento abbiamo organizzato la rassegna F-LIGHT – Firenze Light Festival 2012, grazie alla collaborazione di numerose aziende coordinate e supportate da SILFIspa.
  • Firenze internazionale. L’anno scorso ospitammo i sindaci di città di mezzo mondo, quest’anno abbiamo ospitato Nkosazana Dlamini-Zuma, la Presidente della Commissione dell’Unione Africana, ed ex ministro della Sanità e degli Interni del Sudafrica. Per molti aspetti il futuro dell’Africa è il futuro del mondo. E io credo che anche le città possano (e debbano) avere un ruolo sulla scena politica internazionale, sulla scorta degli insegnamenti di un grandissimo predecessore quale era Giorgio La Pira (che era anche santo, ma questa è un’altra storia!)
  • Sul sociale. Abbiamo inaugurato il nuovo Help Center alla Stazione e messo a punto una risposta all’emergenza freddo che fa di Firenze una delle città più all’avanguardia in questo settore. Abbiamo inaugurato alla Madonnina del Grappa la nuova sede del progetto PACI, che è un pilastro a livello nazionale delle politiche di accoglienza e di integrazione.
  • Ho partecipato alla vestizione dei nuovi fratelli della Misericordia di Badia a Ripoli e del Galluzzo, come segno d’attenzione della città verso il volontariato. Attenzione che è testimoniata da molti gesti simbolici, come ad esempio il pranzo di Natale che il ristorante più prestigioso della città, uno dei più prestigiosi al mondo, Pinchiorri, ha voluto offrire come tradizione agli anziani di Montedomini.
  • Ricordando Piazza Dalmazia. Firenze ha riaperto la ferita di un anno fa quando un killer razzista uccise Mor e Modou, due venditori ambulanti senegalesi e ferì altre tre persone di cui una in modo molto serio, Mustafà. Abbiamo scelto di non fare convegni e iniziative del genere, piene di parole cariche di retorica, ma di compiere alcuni gesti simbolici. Il primo dei quali è stato organizzare un concerto al Nelson Mandela Forum (qui la pagina dell’evento) aperto da questo video (qui). Un concerto per avvicinare quante più persone possibili, specie giovani, aiutando a riflettere sull’accaduto. Per me è stato poi molto emozionante andare a trovare Mustafà, presso l’Unità spinale di Careggi e scoprire un ragazzo – poco più giovane di me – che sta combattendo da una sedia a rotelle, aggrappato alla vita con una dignità straordinaria.
  • Decoro in centro. Abbiamo iniziato a cambiare i cestini del centro storico. So che questa cosa potrà farvi sorridere. Ma in una città di turismo la sfida di cambiare i cestini (e la testa di chi butta i rifiuti per terra) è una grande sfida. Noi metteremo 300 nuovi cestini in centro: possiamo chiedere un minimo di decoro in più a fiorentini e turisti? Nel frattempo, la nuova pavimentazione di Via Tornabuoni conferma che le pedonalizzazioni sono, innanzitutto, un’operazione culturale.
  • Mercoledì ho inaugurato 60 nuovi alloggi di edilizia residenziale in viale Canova. Le case sono certificate in classe “A” permettendo così un minor numero di emissioni inquinanti e un maggior risparmio. Perché il rispetto dell’ambiente in città passa anche dal modo in cui si costruiscono le case.
  • Abbiamo chiuso il programma per il Capodanno 2013 che vedrà quest’anno i consueti quattro concerti nelle piazze di Firenze. Il principale – ancora in Piazza Stazione – vedrà la partecipazione dei Subsonica. In settimana i dettagli, ma dico a chi non sa cosa fare per il capodanno di iniziare a pensare a fare un salto a Firenze (magari dopo il 29 dicembre, così fate persino in tempo a votare alle parlamentarie!)

Pensierino della sera. Oggi ho fatto un augurio via Twitter e Facebook ai candidati al Concorsone sulla scuola. Conosco per mille motivi le critiche radicali – e spesso giustificate – che sono state mosse a questa iniziativa del Ministero. Ma mi ha ugualmente colpito sentire la desolazione e la rassegnazione di risposte di alcuni candidati. Questo Paese tornerà a crescere solo quando il ruolo dell’insegnante tornerà a essere un ruolo di prestigio sociale. L’abbiamo detto più volte in campagna elettorale (clicca qui), ma spero che chiunque avrà la responsabilità di governare la scuola nei prossimi anni abbia la consapevolezza del fatto che questa è un’assoluta priorità educativa, culturale, sociale. Quindi politica…

Un sorriso
Matteo

Post Scriptum. Per le candidature al Parlamento nelle file del PD si ipotizza la creazione di una quota nazionale da riservare da parte del segretario nazionale a candidati eleggibili senza passare dalle primarie. Si può discutere se sia opportuno o meno concedere al segretario nazionale questa riserva. Ma se si accetta la logica, ci sono persone che più di altre meriterebbero un simile riconoscimento. Tra i miei amici mi ha molto colpito l’atteggiamento di un senatore che avrebbe tutti i titoli accademici e politici per chiedere questa corsia preferenziale, vale a dire Pietro Ichino. Ne conosciamo idee e coerenza, determinazione e onestà: dicevano che le sue idee valessero il 2% del PD. Oggi possiamo dire che sono almeno il 40% visto che è stato uno dei più efficaci estensori del programma. Ieri pomeriggio mi ha telefonato. Immaginavo mi chiedesse di intercedere per stare anche lui nella quota. E invece mi ha detto: “Caro Matteo, non accetterei di tornare in Parlamento nuovamente cooptato. La quota può essere per persone alla prima esperienza. Io ho il dovere di cercarmi i voti. Proverò a essere eletto con le primarie nella mia città: solo così accetterò di tornare in Parlamento”. Orgoglioso di essere nella stessa squadra di persone come Pietro Ichino.