Matteo Renzi

Enews 365 – Som un equip!

1 Papa Francesco
Colpisce e stupisce lo stile di Papa Bergoglio, il suo relazionarsi da parroco e compagno di strada più che da giudice. Colpisce e stupisce il nome che ha scelto, Francesco. Colpisce e stupisce che tocchi per la prima volta a un gesuita, che tocchi per la prima volta a un americano. Da credente dico che mi piace un Papa che come prima cosa prega e fa pregare. La centralità del cristianesimo è Cristo, non un insieme di regole o un complicato gioco di liturgie. E spero che quel suo appello a una chiesa povera e per i poveri – che già esiste in tanta parte del mondo – si realizzi anche nei Sacri Palazzi, dove magari sarebbe bello ci fosse un po’ meno politica e finanza e un po’ più fede e carità. Se anche sciolgono lo Ior, insomma, noi ce ne facciamo una ragione… Da laico, da Sindaco, dico che auguriamo buon lavoro al nuovo Papa, aspettandolo a Firenze nel novembre del 2015 per il convegno della Cei. Per quella data auspichiamo di aver sistemato definitivamente non soltanto l’Opera del Duomo, ma tutta la direttrice di via del Proconsolo che unirà il Duomo agli Uffizi passando per i musei di Palazzo Vecchio, Galileo, Bargello, i musei universitari e il nuovo San Firenze. Questi lavori di ristrutturazione coroneranno tra l’altro i 150 anni di Firenze capitale.

2 le altre… sedi vacanti
L’elezione di due figure di qualità come Laura Boldrini e Piero Grasso alla guida dei due rami del Parlamento dimostra che quando il centrosinistra non gioca di rimessa, aspettando i movimenti dei 5 Stelle, ma fa delle proposte credibili vince e convince. Purtroppo questo non significa che i numeri ottenuti diano la garanzia di formare il Governo. Ma la logica di andare all’attacco e non restare chiusi in difesa, regalando il gioco a Beppe Grillo, mi pare funzioni. Aggiungo che a mio giudizio la vera novità parlamentare di queste elezioni – mi sono sgolato invano per dirlo – è il profondo rinnovamento che ha avuto il gruppo parlamentare del PD. Ne hanno parlato in pochi, visto che la visibilità mediatica è stata tutta altrove. Ma il gruppo del PD è fatto da persone che sono in larga parte davvero molto interessanti. Dunque, speriamo bene. L’Italia ha necessità essenzialmente di due cose: un gigantesco piano per il lavoro e una riforma della politica e della burocrazia. Un Governo che libera posti di lavoro e riduce i posti della politica – suonerà demagogico, per carità – può restituire un minimo di fiducia verso la cosa pubblica. Paradossalmente con questo Parlamento potrebbe essere più semplice che con altri. Questo momento potrebbe trasformarsi nella più grande occasione che la politica ha da vent’anni per cambiare se stessa. Ecco perchè in questi giorni parlando con Floris a Ballarò, con Fazio a Che Tempo che Fa, con la Jerkov sul Messaggero, con Damilano sull’Espresso, ho chiesto di mettere il lavoro al centro non come frase usurata ma come concreta creazione di opportunità.

3 Firenze
Mentre a Roma si discute, nelle città la vita va avanti. In questi giorni a Firenze abbiamo ospitato la bellissima manifestazione di Libera, con don Ciotti e le famiglie delle vittime contro le mafie, che ha fatto tappa nella nostra città proprio nel ventennale della strage dei Georgofili. Abbiamo organizzato un sopralluogo nei principali cantieri del centro storico. E nella prossima enews, lunedì 25 marzo, mi perdonerete se darò conto soprattutto degli stati di avanzamento degli interventi a Firenze. Si tratta infatti del “Capodanno Fiorentino” e per me è tradizione scrivere una lettera ai miei concittadini sullo stato dell’arte, le cose fatte, quelle da fare, i progetti falliti. Penso infatti che la forza di una persona eletta direttamente risieda nella necessità di rendicontare e verificare il proprio lavoro in modo costante. Riportare la moralità in politica non significa solo eliminare il finanziamento pubblico ai partiti o abbassare i superstipendi (anche questo, sia chiaro!): ma significa anche e soprattutto dimostrare che lo stipendio che tu ricevi serve a qualcosa. Non stai a chiacchierare, ma fai, realizzi, ottieni.

Pensierino della sera
È morta Teresa Mattei che giovanissima fu deputata all’Assemblea Costituente nel 1946. Quando l’ho incontrata, qualche anno fa, mi ha raccontato un suo cruccio. Che l’articolo 3 della Costituzione fosse un articolo privo di qualcosa. Recita infatti: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Lei avrebbe voluto inserire anche l’espressione “senza distinzione di età”. Perchè i bambini sono cittadini a tutti gli effetti, non solo quando compiono 18 anni (o, allora, 21). Mi colpì molto questa sua riflessione, che può sembrare banale ma racchiude un elemento di profonda bellezza. Lo dico tutti i martedì, quando vado a incontrare i ragazzi nelle scuole (domani, tra l’altro, inauguriamo finalmente la palestra della Santa Maria a Coverciano): “Voi siete cittadini già adesso”. Per noi siete importanti. Vorrei che non ci dimenticassimo mai di questo appuntamento. E alla memoria di Teresa va la scelta di dare una mano ai bambini più in difficoltà che abbiamo fatto vendendo il camper delle primarie ( qui la notizia e la foto) destinando i 30mila euro di ricavato alla Fondazione Tommasino Bacciotti per i piccoli malati di tumore. Informazione di servizio. Da questa settimana, l’enews si arricchisce di una foto notizia, che fa da titolo alla newsletter. Non me ne vorranno gli amici milanisti, ma per questa settimana ho scelto la straordinaria istantanea del Camp Nou, lo stadio del Barcellona. Contro il Milan, il Barca doveva fare una rimonta molto difficile. Dal primo minuto lo stadio era una bolgia. E i novantamila spettatori hanno inscenato una coreografia splendida con scritto: “Som un equip!”, siamo una squadra. Messaggio bellissimo, tosto, emozionante. È rimasto colpito anche chi di noi stava davanti a un televisore. Figuriamoci i calciatori in campo, che infatti hanno giocato una partita strabiliante, caricati dall’affetto dei tifosi. Ah, funzionasse così anche per i politici…
Un sorriso,
Matteo

Post-Scriptum
Se passate da Firenze, in questi giorni, fate un salto alla nuova mostra che apre venerdì in Palazzo Strozzi. È una partnership con il Louvre, molto bella, voluta con intelligenza e caparbietà dalla direttrice del Bargello, Beatrice Paolozzi Strozzi. Una città culturale non può basarsi solo sulle mostre. Sono fiero dei dati delle biblioteche (in 5 anni abbiamo aumentato gli spazi del 60%, ampliato gli orari e le presenze segnano un +81%, da 571.000 a 1.052.000) o degli ingressi in Palazzo Vecchio (più spazi, più orari e le presenze sono passate da 361.000 a 566.000, +57%). Ma è un dato di fatto che dopo la pedonalizzazione di via Tornabuoni, che sta tornando a nuova vita con le pietre al posto delle auto, l’investimento in Palazzo Strozzi è un tassello importante dell’offerta culturale della città.
Ditemi che ne pensate, vi prego: sindaco@comune.fi.it