Matteo Renzi

Enews 447, lunedì 17 ottobre 2016

È stata una bella settimana. Intensa e difficile ma bella. Una delle più belle da quando siamo a Palazzo Chigi per qualità e quantità del lavoro che abbiamo prodotto.

1. Il terremoto
Abbiamo fatto il decreto sul terremoto e personalmente sono tornato ad Amatrice, Accumoli, Arquata. Per il momento – a differenza di altre vicende del passato – non ci sono polemiche e stiamo lavorando tutti insieme, bene, per queste terre. Per l’Italia. Avevamo garantito che non li avremmo abbandonati una volta spente le luci delle telecamere: niente più che il nostro dovere. Lo stiamo facendo tutti insieme, con gli italiani che in queste vicende mostrano il loro volto migliore. Anche se non ne parla più nessuno, noi siamo sempre lì, con il cuore e con la concretezza. E grazie a tutti quelli che ci stanno lavorando duro.

2. La legge di Bilancio 2017

Abbiamo fatto la legge di stabilità. Ci sono molte buone notizie e chi si lamenta dei tanti bonus forse lo fa perché rimpiange la stagione dei malus. La stagione in cui le finanziarie servivano a prendere soldi agli italiani, anziché a restituirli.
Mi sembra una buona notizia l’aumento di due miliardi dei fondi per la sanità. Che scritta così sembra una cosa burocratica. Ma vuol dire più soldi per i farmaci oncologici innovativi, cioè più anni di vita per i malati di alcuni tumori. Più soldi per epatiteC o per i vaccini. E anche più medici e infermieri giovani. Ma grazie al lavoro di Consip stiamo abbattendo le spese, riducendole ai costi standard e dunque aumentano gli spazi per i servizi.
Abbiamo aumentato i soldi per le pensioni basse: non saranno 80 euro al mese ma sono un aiuto vero per chi vive al minimo. E soprattutto abbiamo previsto una misura organica e strategica sulla competitività e l’Industria 4.0. Chi dice che noi non abbiamo un disegno dovrebbe fare come quell’esercizio della “Settimana Enigmistica”: unire i puntini. E mettere in fila tutte le cose che abbiamo fatto fino ad oggi: giù le tasse dagli 80 euro all’irap costo del lavoro, dalla prima casa alle tasse agricole. Stiamo abbassando le tasse e aumentando i diritti. Il deficit è al livello più basso degli ultimi dieci anni, il debito è stabilizzato. La lotta all’evasione ha raggiunto nel 2015 il record di tutti i tempi con quasi 15 miliardi recuperati: ma lo facciamo senza il modello punitivo del passato che puntava su un sistema vessatorio. Per noi il cittadino va coinvolto prima non stangato subito. Dopo i Gufi, insomma, facciamo i conti anche con i Vampiri.
Il bonus sismico e ristrutturazione sarà esteso ai condomini e agli alberghi. La scuola a cominciare da quella dell’infanzia sul modello Reggio Emilia. La ricerca e l’agricoltura.
Si può fare meglio? Sì, sempre. Ma intanto stiamo facendo.

  • Qui trovate la conferenza stampa.
  • Qui l’intervista di ieri al Tg1.
  • Qui l’intervista di oggi a QN – Resto del Carlino, La Nazione.

3.Le periferie

Abbiamo liberato le risorse per le periferie, sia nel versante sport (qui) il mio intervento a Palazzo Chigi con il presidente del CONI), sia nel versante comuni (qui) il mio intervento a Bari all’Assemblea Anci).
È facile scrivere pensosi editoriali sulla questione delle periferie nella società globale. Meno facile è scrivere leggi per dare soldi e strumenti per combattere il degrado e la solitudine delle periferie. Io sono molto felice del lavoro che sta svolgendo l’Italia perché partendo dal principio “Un euro in sicurezza, un euro in cultura”, stiamo offrendo un modello diverso da tutti gli altri Paesi europei. Aver finanziato tutte le proposte dei comuni capoluogo sulle periferie (di tutti i colori politici: da Roma a Torino, da Napoli a Milano, da Palermo a Trieste) dimostra una volta di più che noi vogliamo lavorare insieme, con tutti.

Varie

Questo in rapida sintesi il lavoro della settimana. Con un grande abbraccio a chi dice che ci occupiamo solo di referendum (che peraltro vede crescere sempre di più la piattaforma www.bastaunsi.it: circa 400.000€ raccolti, oltre cinquemila comitati, migliaia di persone che si stanno offrendo volontarie per l’ultimo mese di campagna). L’unica cosa che personalmente ritengo fondamentale è chiedere che gli italiani entrino nel merito. Leggano il quesito referendario perché la risposta Sì o No non è una su una domanda a caso, ma sulla riduzione dei posti e dei costi della politica, sul bicameralismo, sul CNEL. Se stiamo sul merito, poi saranno gli italiani a decidere.
È sempre lo stesso approccio. Tu fai una legge di stabilità e anziché dibattere nel merito si chiedono: ma chissà cosa c’è dietro. Tu fai una riforma costituzionale e anziché dibattere nel merito si chiedono: ma chissà cosa c’è dietro. Noi invece ci domandiamo che cosa c’è davanti, il merito del quesito, il futuro dell’Italia e degli italiani.
Chi si domanda sempre cosa c’è dietro ai complotti. Chi si domanda cosa c’è davanti ai cittadini. La differenza tra fare polemica e fare politica, in fin dei conti, è tutta lì.

I miei interventi della settimana.
A Politics in una trasmissione molto serrata
Alla Fao per la giornata mondiale dell’alimentazione
Il ricordo di Ettore Bernabei alla prima della fiction sui Medici (che andrà in onda domani sera, su Rai1)

Pensierino della Sera
L’Italia sta guidando l’Europa su Marte. La sonda Schiaparelli (eh già) sta per ammartare. Se tutto va bene mercoledì l’Europa sarà sul pianeta rosso, prima a farlo dopo gli Stati Uniti. Questa missione spaziale di straordinaria importanza vede l’Italia come Paese leader, anche nei finanziamenti, e Torino come capitale del progetto. È una cosa enorme, non valorizzata a sufficienza. Si dirà: ma che senso ha andare su Marte quando l’Europa talvolta non riesce a entrare nelle periferie delle sue capitali? Vero. Ma l’umanità va avanti solo se qualcuno indica obiettivi ambiziosi e prova a raggiungerli. Non c’è contrasto tra investire sulla ricerca e lavorare contro la povertà. Altrimenti si vive di piccolo cabotaggio, come vorrebbero i minimalisti. Che con la scusa di pensare ai tanti problemi di ogni giorno si dimenticano quale grande sia la loro responsabilità verso il nostro futuro. L’Italia che ho in mente aumenta il fondo per la non autosufficienza ma investe sempre di più in ricerca e innovazione. Non si dice No al futuro, non rinuncia alle sfide solo perché sono impegnative, mai.

Un sorriso,
Matteo
www.bastaunsi.it