Matteo Renzi

Enews 534, giovedì 19 luglio 2018

Buongiorno! Tre riflessioni per l’enews di questa settimana e poi un breve kit per difendersi. Difendersi dal caldo? Quello impossibile. Difendersi dalle bugie scientifiche di chi sta al Governo, ma anziché governare fa propaganda tutti i giorni.

1. Sono appena tornato da Johannesburg, dove ero stato invitato alla cerimonia per i 100 anni della nascita di Nelson Mandela. Il discorso ufficiale è stato tenuto da un grandissimo Barack Obama (qui il suo lungo intervento). Ho avuto occasione di fare un bilaterale con Obama al mattino: l’ho trovato davvero bene, molto deciso a lavorare per il progetto educativo e culturale di formazione di una nuova classe dirigente in tutto il mondo (ricordate? Ne abbiamo parlato anche a Milano e Chicago lo scorso anno). Abbiamo molti progetti per il futuro e sarà bello non perdere mai la speranza e l’ottimismo di poter cambiare, nonostante che la storia ogni tanto vada a zigzag, come disse proprio Obama dopo le elezioni del 2016. Continuare a crederci, a lottare, a combattere. Del resto è il messaggio dell’intera vita di Nelson Mandela. Qui trovate un mio post e qui trovate un bel video di Ivan Scalfarotto ieri alla Camera che, mentre lo ricorda, fa riferimento a Josephine, la donna camerunense salvata da una ONG in mare che apre questa enews. Un augurio per tutti noi con le parole di Mandela? “Possano le tue scelte riflettere le tue speranze, non le tue paure”.

2. Nel frattempo c’è un altro Presidente alla Casa Bianca e si chiama Donald Trump. Il suo incontro con Putin a Helsinki è stato molto criticato persino dai commentatori più fedeli alla sua linea. Perché Trump ha dato ragione a Putin su tutto, persino sulle storie di interferenze elettorali su cui rapporti ufficiali dei servizi segreti americani hanno scritto parole pesanti. Avreste mai immaginato, vi domando, la scena di un Presidente americano che dovendo scegliere tra i russi e la CIA dà ragione ai russi? Io no. E infatti oltre Oceano ci sono rimasti talmente male che Trump si è dovuto scusare. Pensate che a un certo punto persino la Fox News ha iniziato a parlar male del Presidente. La Fox, ci rendiamo conto? La Fox che parla male di Trump, con le dovute differenze di autorevolezza mediatica e politica, equivale a immaginare che un giorno Il Fatto Quotidiano scriva un articolo contro Di Maio o Davigo. Scenari impensabili, insomma.

3. Eppure c’è una parte positiva tutta da costruire. Per questo vi invito a segnare in Agenda l’appuntamento del 19-20-21 ottobre alla Leopolda. Sarà un’occasione per lanciare una grande sfida per mille ragazzi under 30. Nelle prossime E-News inizieremo a discutere di come preparare questo appuntamento, tutti insieme.

Breve kit di sopravvivenza alle Bugie del Governo.

I. Hanno abolito i vitalizi? Non è vero. Hanno semplicemente ricalcolato alcuni vitalizi e solo i vitalizi degli altri. Il vitalizio di Di Maio – perché Di Maio, Fico e tanti altri con la scorsa legislatura hanno ottenuto il vitalizio – non lo hanno toccato. Hanno toccato alcuni di quelli del passato. Bene, è facile fare gli splendidi con i vitalizi degli altri. Si dice: quei soldi serviranno per chi sta peggio. No, è una battaglia che non fanno per il sociale, ma che fanno esclusivamente per i loro social. E invece la verità è semplice: hanno ricalcolato alcuni vitalizi degli altri, tenendosi integro il proprio maturato nella scorsa legislatura.

II. Se vogliamo recuperare davvero soldi, la Lega potrebbe iniziare a restituire il maltolto. Ci sono alcuni senatori del PD, che tutti i giorni intervengono in aula – nel silenzio dei media – per chiedere alla #LegaLadrona di rispettare la Sentenza della Cassazione. Che fine hanno fatto quei 49 milioni che sono stati rubati al popolo italiano? Perché non ne parla nessuno? Immaginate se fosse accaduta al PD una cosa del genere. A noi hanno fatto le pulci anche per presunti concorsi esterni in traffici di influenza e per ragioni di presunta inopportunità. Ci hanno scatenato talkshow e troll, insulti sgarbati e pensosi editoriali. E non c’era niente, al punto che qualcuno si è dovuto persino inventare prove false. Qui c’è una sentenza della Cassazione e nessuno viene neanche in Parlamento a rispondere? Abbiamo chiesto a Salvini come ministro dell’Interno e a Bonafede come ministro della Giustizia. Che aspettano a venire in Aula e rispondere come loro dovere istituzionale? Possono fare anche la diretta Facebook, dopo, se vogliono. Ma devono farla dall’Aula, rispondendo ai Senatori.

III. A proposito del ministro della Giustizia. Stiamo aspettando che risponda in Senato a una interrogazione parlamentare sui suoi rapporti con l’avvocato Lanzalone. Qui una inchiesta di Repubblica. Come era quel coro? “Onestà, onestà, onestà”. Qui il post di Dario Parrini. Nel frattempo per chi crede alle Istituzioni, un tweet che spiega a Salvini che non si può strumentalizzare l’Arma dei Carabinieri e che bisogna rispettare il lavoro degli inquirenti.

IV. Il Ministro Di Maio si è arrabbiato con i tecnici perché hanno certificato che il suo Decreto Legge che ha prodotto con grandi sforzi porterà alla perdita di 80.000 posti di lavoro in dieci anni. E la cosa incredibile è che quel dato è inserito nella relazione di Di Maio, non negli interventi dell’opposizione. Non è un complotto, è una confessione! È il primo ministro della storia che potrebbe cambiare nome al Suo dicastero: doveva essere il ministro del lavoro, grazie alle sue brillanti intuizioni è diventato il ministro della disoccupazione. Abbiamo cercato di aiutare Di Maio, sia nel metodo che nel merito. Qui trovate il post con cui Maria Elena Boschi spiega al Ministro che quando si firma qualcosa un membro di Governo dovrebbe leggere ciò che scrive e qui un’intervista di Teresa Bellanova su come creare posti di lavoro, non disoccupati. E poi non si dica che noi non siamo un’opposizione costruttiva: diamo suggerimenti persino al ministro della disoccupazione.

V. Sull’immigrazione. Qui trovate un post per il ministro Toninelli e qui cinque domande a Matteo Salvini. Sono cinque domande facili facili. Quando si entra nel merito, non rispondono mai. Perché?

Il pensierino della sera lo riciclo: metto qui ciò che ho scritto prima della finale mondiale. Perché dopo aver visto le bellissime immagini delle feste in Francia (e anche in Croazia, in fin dei conti), ho pensato che fosse più attuale dopo il match che prima.

“La finale della Coppa del Mondo non è mai solo una partita di calcio. E la sfida Francia-Croazia, non fa eccezione.
In un tempo in cui tanti, troppi, scommettono sulla paura personalmente mi emoziono vedendo in campo da un lato un team multietnico guidato da un giovane cresciuto in una banlieue e dall’altro una squadra fatta da uomini che hanno conosciuto da bambini la guerra sulla propria pelle e che proprio per questo conoscono l’importanza della pace e del dialogo. Che vinca il migliore naturalmente. E che anche il calcio aiuti tutti noi a recuperare quel senso di appartenenza e di comunità che va oltre le tribù, le minacce, le inquietudini della stagione che stiamo vivendo. Mai cedere alla cultura della paura e dell’intolleranza.”

Un sorriso,
Matteo

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