Matteo Renzi

Il sindaco Renzi al Mandela Forum per il ‘Meeting per la Memoria’

giornomemoria2014Diecimila studenti e alcuni sopravvissuti dei campi di concentramento, insieme, per non dimenticare le atrocità della guerra e della Shoah: ragazzi, professori, amministratori locali, deportati ma anche prigionieri politici e militari internati si sono dati appuntamento questa mattina al Mandela Forum per il ‘Meeting per la Memoria’ intitolato ‘Chi salva una vita, salva il mondo intero. Alla ricerca dei Giusti’, promosso dalla Regione Toscana in occasione della Giornata della Memoria.

“Il Giorno della Memoria ha una particolarità – ha detto il sindaco Matteo Renzi -: non ricorda soltanto dei valori, non ricorda solo la resistenza alla guerra, ricorda un momento preciso che è il momento nel quale le barriere del campo di sterminio di Auschwitz furono abbattute”.

“Oggi – ha continuato il sindaco – abbiamo la grande possibilità di ascoltare chi in quel campo di stermino o in un campo analogo ha vissuto una parte della propria vita”. E rivolgendosi ai ragazzi ha detto loro che: “Le persone che ascolterete non vi stanno raccontando un film, non vi stanno raccontando una storiellina e non vi stanno invitando ad essere più buoni. Vi stanno dicendo che queste cose sono accadute e che dipende anche da noi che non accadano più”.

Nel corso dell’evento hanno raccontato la loro terribile esperienza Tatiana e Andra Bucci, deportate ad Auschwitz all’età di 4 e 6 anni; Kitty Braun Falaschi, deportata a Ravensbruck e Bergen-Belsen all’età di 9 anni; Marcello Martini, giovane staffetta partigiana della resistenza toscana, deportato all’età di 14 anni a Mauthausen, e Antonio Ceseri, internato in Germania come militare e sopravvissuto alla strage di soldati italiani di Treuenbrietzen.

“Spesso – ha aggiunto Renzi – raccontano che la politica ha dei lussi, ed è vero che ci sono persone che dimostrano di non aver capito, ma il vero lusso grandissimo della politica non è l’auto blu o incontrare chissà chi, ma conoscere storie belle che ti cambiano il cuore, che cambiano la tua vita”.

Il sindaco ha infine raccontato che il suo modo di pensare è cambiato dopo un viaggio ad Auschwitz con un ex deportato, Nedo Fiano: “Torniamo a credere che il futuro sarà più bello se lo scriviamo insieme”.