Matteo Renzi

Barricate del rottamatore «Più soldi ai partiti? Sono pazzi»

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Matteo Renzi GiglioIn Parlamento 58 deputati, dal Pd all’Idv passando per l’Udc per arrivare al Pdl, hanno sottoscritto la proposta di legge di Ugo Sposetti, ex tesoriere Ds, oggi parlamentare del Pd, per raddoppiare i finanziamenti ai partiti politici. Al sindaco di Firenze, Matteo Renzi, il rottamator-fustigatore di questa stagione politica è saltata la mosca al naso.Sindaco, guardi che la proposta è del Pd.
«Pazzi, sono tutti pazzi. Sono senza parole. A forza di stare nei palazzi romani hanno perso il contatto con la realtà. Le istituzioni vivono un rapporto difficile con i cittadini e propongono di raddoppiare i finanziamenti ai partiti con la scusa delle fondazioni».

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Scusi Renzi, ma la democrazia costa?
«Il rischio della demagogia in questi casi è sempre forte, me ne rendo conto. E’ evidente che la democrazia costa più della dittatura, ma bisogna evitare che in nome del valore della democrazia si compiano atti come questo. I partiti ricevono già 160 milioni di euro di rimborso».

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Le sembrano troppi?
«Se qualcuno ha davvero a cuore l’importanza della democrazia non può pensare di raddoppiare quella cifra. Deve invece darsi una regolata».

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Perché?
«Perché sono queste le misure che alimentano l’antipolitica. Il bello è che poi accusano me di essere antipolitico».

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Enrico Letta dice di non essere d’accordo con quella proposta di legge, ma di avere a cuore il rispetto dell’articolo 49 della Costituzione, quello che garantisce la libera associazione dei cittadini nei partiti.
«E io concordo con Letta, ma senza ulteriori costi per i cittadini. Già mi sembrano un’enormità i 165 milioni di euro. E ora tirano fuori il cavallo di Troia delle fondazioni per averne altri 185. Aggiungo che fino a vent’anni fa la capacità di rappresentanza dei partiti era molto più forte, ma ora le cose sono cambiate».

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Magari i soldi servono a questo.
«No. La forza dei partiti non si compra. E’ vero l’esatto opposto. Continuo a pensare che il Pd debba invece sostenere una lenzuolata istituzionale: metà parlamentari, via le pensioni ai consiglieri regionali, via i vitalizi. Cancellare i consiglieri provinciali e far rappresentare i comuni dai sindaci a costo zero. Queste sono proposte per salvaguardare la credibilità della classe dirigente. Le ho scritte tutte anche nel mio libro «Fuori». Poi non ci lamentiamo se i grillini o la Lega salgono in cattedra».

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Cosa è pronto a fare per fermare questa proposta di legge?
«Anche iniziative di visibilità mediatica. Non si può tacere».

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D’Alema sostiene che una classe dirigente cambia quando ce n’è un’altra pronta a sostituirla.
«La nostra generazione deve fare di più. Deve essere più forte. La proposta di raddoppiare i soldi per i partiti, però, mi sembra il miglior spot possibile per la rottamazione».

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Intervista di Paola Fichera sul Quotidiano Nazionale

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