Matteo Renzi

Conferenza dei sindaci statunitensi a Washington, l’intervento del sindaco Renzi

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Ieri il sindaco Matteo Renzi ha partecipato alla The U.S. Conference of Mayors, la conferenza dei sindaci statunitensi che si è tenuta a Washington.
Di seguito la traduzione in italiano dell’intervento che il primo cittadino fiorentino ha fatto in inglese.

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Cari amici e colleghi,
sono molto onorato e orgoglioso di essere qui, con voi, stasera, a Washington DC.

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Vorrei ringraziare vivamente per l’invito il presidente della conferenza dei sindaci, Miss Elizabeth B. Kautz, il vice presidente Sig. Antonio R. Villaraigosa e il signor amministratore delegato Tom Cochran.
Vi porto i saluti della mia città. Una città ricca di storia, bellezza, cultura e arte. La città di Firenze.

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Lì, sono nate e vissute alcune delle più grandi figure del Rinascimento. Vorrei ricordare Leonardo da Vinci, Michelangelo, Galileo, Dante, Machiavelli e molti altri.
È un grande onore per me lavorare a Palazzo Vecchio, nel Palazzo dove hanno lavorato e vissuto tante grandi personalità del passato. Ma è anche un grande onore per me essere qui, stasera, perché conosco il debito morale del popolo fiorentino verso gli Stati Uniti d’America.

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Ieri i vostri nonni hanno combattuto a Firenze, per aiutarci a riconquistare la libertà dopo 20 anni di regime.
Oggi le vostre figlie e figli vengono a studiare a Firenze. Voi sapete che Firenze è la città che ha il maggior numero di università americane, al di fuori degli Stati Uniti. E non molto tempo fa, una azienda statunitense, la General Electric, ha acquisito la società più importante della nostra città come numero di dipendenti e fatturato, Nuovo Pignone, che ora è un leader mondiale nel settore del petrolio e del gas.

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Firenze ha uno straordinario patrimonio culturale: il David di Michelangelo, la Galleria degli Uffizi, il Duomo, la nostra Cattedrale, la Cupola del Brunelleschi, il Campanile di Giotto. Ma ospita anche un piccolo cimitero, in un posto che si chiama “I Falciani”, dove riposano centinaia di soldati americani.

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Firenze è anche l’intelligenza delle ragazze e dei ragazzi di tutti gli Stati americani che vengono a portare il loro contributo, studiando per un periodo di tempo in città. Firenze è anche i lavoratori coraggiosi che in tempi di crisi continuano a credere nel futuro e a investire il loro talento. E Firenze è naturalmente anche il turista che decide di venire in riva all’Arno perché pensa che la bellezza di questa città sia da vedere e non solo da raccontare.

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Ci unisce un nome. Il vostro nome. Il nome di un Paese, il nome di un continente. Voi siete gli Stati Uniti d’America. L’uomo che ha dato il nome al vostro Paese era un fiorentino. Il suo nome è Amerigo Vespucci.
Amerigo non ha scoperto l’America. Non è stato il primo ad arrivare qui. Ha avuto un ruolo più significativo e bello in questa storia. Ha dato il suo nome all’America e la consapevolezza di essere un Paese nuovo. Firenze e gli Stati Uniti condivideranno gli stessi valori per sempre.

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Nel 2012, fra due anni, ci sarà un anniversario importante: 500 anni dalla morte di Amerigo. 500 anni dalla morte di colui che è l’inventore, in qualche modo, di un continente.
Con il sostegno del governo italiano, la città di Firenze organizzerà un evento speciale, lungo un anno, per ricordare Amerigo e la sua vita meravigliosa basata sulla sua intuizione. Ma soprattutto sarà una grande occasione per lavorare insieme e pensare al futuro del nostro mondo e delle nostre città.

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Nel nome di Amerigo, diamo nome al futuro.

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Un’occasione per ricordare il passato, ma anche per costruire insieme il futuro.

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Mi piacerebbe lanciare un’idea: saremmo onorati di ospitare nel 2012 la conferenza dei sindaci USA a Firenze.

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Questo è un invito per fare l’incontro in Palazzo Vecchio, di fronte al David di Michelangelo.