Matteo Renzi

Corriere della Sera: Renzi e l’operazione «Cento luoghi» Quasi un social network (ma dal vivo)

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 corrieredellaseraIn diecimila all’iniziativa voluta dal sindaco di Firenze. «Un successo che non mi aspettavo.» FIRENZE – L’ubiquità non è uno dei doni di Matteo Renzi e dunque delle cento assemblee da lui volute e organizzate di notte in altrettanti luoghi della città, il sindaco di Firenze è riuscito ad essere presente solo a una, quella al parco della Cascine.

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Però qualche piccolo miracolo Renzi lo ha compiuto. Il primo: nei «Cento luoghi», l’evento lanciato per la prima volta da Palazzo Vecchio, sono arrivati 10.300 fiorentini, sfidando il maltempo, programmi tv e immergendosi in un mondo sconosciuto della politica. Il secondo: alla kermesse sono intervenuti anche due consiglieri dell’opposizione (Lega e Udc). Il terzo: politici di lunga carriera sono riusciti a trasformarsi in «amici della gente» capaci di offrire persino qualche spuntino. Alle cento assemblee, dalle 21.30 sino alle 23.30 con appendice finale a Palazzo Vecchio, hanno partecipato assessori e consiglieri comunali, funzionari, tecnici, esperti.

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Tutti impegnati a spiegare i progetti che da oggi in poi cambieranno la città e soprattutto a chiedere ai concittadini pareri, proposte, miglioramenti. Un esempio, unico e incredibile, di democrazia partecipativa. Che qualcuno con ironia ha paragonato ai soviet e alle parate propagandistiche della Cina di Mao, ma che in realtà ha centrato l’obiettivo somigliando più che al vetero-marxismo a una sorta di social network fuori da Internet nei veri luoghi della città.

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CLIMA SQUISITAMENTE TOSCANO – «Un successo che non mi aspettavo neppure io – spiega il sindaco -. La gente è scesa in piazza, ha discusso di progetti grandi e piccoli, si è detta d’accordo, ha contestato, ha avanzato proposte vere che sono state raccolte e messe immediatamente su Internet e che saranno oggetto di nuovi approfondimenti». Il clima dell’evento?

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Squisitamente toscano. Discussioni serie, accesissime a volte e anche le solite battutacce fiorentine. Come quando una signora di 65 anni, accorsa alle Cascine, si è rivolta al sindaco-picconatore. E, ricordandosi le ultime uscite politiche contro il suo partito di vecchietti, ha esordito: «E io secondo lei sarei da rottamare?». Renzi si era raccomandato che le assemblee non fossero troppo seriose e burocratiche. «Accogliete i cittadini come veri amici, metteteli a loro agio», aveva suggerito.

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E così alcuni consiglieri e funzionari hanno persino preparato spuntini con assaggi e bevande. E la vice comandante dei vigili urbani, Antonella Manzione, ha preparato una torna al formaggio andata a ruba quasi subito. «E tutto questo è accaduto poche ore prima che la politica nazionale si manifestasse in Parlamento con le solite beghe personali – spiega Renzi – e scontri tra partiti che non rappresentano più il nostro mondo. A Firenze abbiamo dimostrato che nuove forme di rappresentanza sono possibili e che i cittadini possono essere coinvolti nelle scelte politiche in modo trasparente e dinamico».

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