Matteo Renzi

Diecimila mail di idee, arriva la versione finale del programma di Matteo Renzi

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“Bersani è molto più pop di Renzi.” Giuliano da Empoli, responsabile del programma elettorale di Matteo Renzi, presenta oggi la versione finale, arricchita da contributi e suggerimenti di queste settimane, del programma pubblicato on line (www.matteorenzi.it) il giorno della partenza del Camper da Verona. “Noi, infatti, abbiamo scritto un vero programma, con le idee e le soluzioni che intendiamo portare avanti. Bersani, invece, si limita a slogan privi di contenuto, basta andare sul suo sito a scaricare l’opuscoletto multicolore che chiamano ‘programma’. A Sky ha detto che il mondo è troppo complicato per fare proposte precise, la verità è che non ha neanche un’idea nuova da proporre, solo vecchie ricette che hanno già dimostrato di non funzionare”.

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“In questi due mesi – ha aggiunto da Empoli – abbiamo ricevuto oltre diecimila proposte via mail, che ci hanno permesso di integrare e di migliorare il nostro programma. In più, ci sono decine di esperti che hanno lavorato in gruppi di lavoro sui vari temi. Ma la vera chiave sono le esperienze sul territorio. Per parlare di giustizia siamo andati a vedere come funziona il tribunale di Torino, per parlare di cultura abbiamo studiato i musei civici di Udine, per l’efficienza energetica le cose che si fanno in Trentino, per la cultura della legalità ci siamo consultati con le associazioni che lavorano sul campo in Sicilia. Così abbiamo prodotto un programma che non è il solito libro dei sogni, ma il ritratto di un’Italia che funziona e c’è già: basta farla entrare”. Anche la nuova versione è da oggi on line (www.matteorenzi.it).

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Al di là di questa diversità di approccio, da Empoli ha voluto sottolineare ancora una volta le differenze di contenuto del programma di Renzi rispetto agli altri candidati: “Sul tema dei costi della politica, Renzi è l’unico a proporre l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, a fronte di generiche indicazioni di “riduzioni” o di “controlli aggiuntivi.

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In materia di sostenibilità finanziaria, Renzi è l’unico a non rinunciare alla disciplina di bilancio, assumendo un impegno preciso sulla prosecuzione delle misure di contenimento della spesa (riforma Fornero delle pensioni, che Vendola e Bersani vogliono smantellare), sul taglio della spesa intermedia, su un vero programma di dismissioni del patrimonio dello Stato. Benché con toni diversi, sia Vendola (il cui programma implica maggiori spese per circa 80 miliardi l’anno), sia Bersani si aspettano che l’Europa conceda loro ciò che non ha concesso a Monti: lo smantellamento o significative modifiche del fiscal compact.

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Sul tema del fisco, Renzi è l’unico contrario a qualsiasi nuova imposta.

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Sul tema delle politiche industriali, Bersani ripropone lo schema dei grandi investimenti pubblici sui settori strategici. Renzi sostiene che la prima politica industriale, da noi, sia la semplificazione a 360 gradi, unita a un massiccio investimento in capitale umano.

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Sul lavoro, le direzioni sono diametralmente opposte. Bersani e Vendola propongono il ritorno a un sistema più rigido, Renzi punta a sperimentare la flexsecurity e il codice del lavoro in 59 articoli proposto da Pietro Ichino.

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Sul merito, Renzi è l’unico a fare della valutazione dei risultati e dell’incentivazione del merito uno dei cardini delle sue proposte di riforma della scuola, della sanità e della pubblica amministrazione in genere. Per gli altri candidati, il merito va sempre qualificato (e neutralizzato) con mille distinguo”.