Matteo Renzi

Enews 556, lunedì 17 dicembre 2018

1. La Legge di Bilancio che non c’è
Mancano 14 giorni al Capodanno e nessuno conosce quale sia davvero la legge di bilancio.
È una cosa MAI vista.
Hanno presentato una legge festeggiando da Palazzo Chigi e dichiarando abolita la povertà.
Hanno giurato guerra eterna all’Europa dicendo che loro se ne fregavano.
Hanno rifiutato la nostra proposta lanciata con Padoan alla Leopolda.
Hanno fatto retromarcia utilizzando la solita arrogante cialtroneria.
E ancora oggi non si degnano di dirci quali sono le misure su cui dobbiamo votare.
Per dirvi: da giorni la Commissione Bilancio del Senato sta attendendo che Salvini compri il sushi, che Conte torni da Bruxelles (facendovi una figuraccia barbina, peraltro, vedi qui), che Di Maio capisca le carte. E nel frattempo il Senato è fermo.

Faccio un appello ai parlamentari della maggioranza.
A quei parlamentari che ci guardano imbarazzati perché si rendono conto di quello che sta accadendo ma cercano di minimizzare.
Vi hanno fatto scendere in piazza per applaudire il leader dal balcone di Palazzo Chigi.
Poi vi hanno fatto votare alla Camera una manovra dicendo che non era quella.
Smettete di farvi trattare da spettatori e passacarte.
Voi non siete le majorette di Salvini e Di Maio.
Avete una dignità. Mostratela, se vi riesce.

(Ovviamente vi terrò informati sui miei emendamenti, come prevede il gioco parlamentare. Ma i grandi sostenitori della centralità del Parlamento probabilmente faranno un maxi emendamento alla fine senza farlo vedere nemmeno alla maggioranza).

2. A Nessuno interessa parlare di clima
C’è solo una notizia peggiore in questa settimana del fallimento della COP24, la conferenza sul clima in Polonia. E la notizia peggiore è che questo fallimento non fa notizia.
La sostenibilità ambientale e sociale dovrebbe essere la priorità, qui non ne parla più nessuno.
Dovremo inventarci qualcosa. Chi ha idee si faccia sotto: [email protected].

3. Firenze Secondo Me
Vorrei ringraziare tutti quelli che mi hanno scritto per “Firenze Secondo Me” (qui tutta la prima puntata). Ho ricevuto quasi un migliaio tra email e messaggi, assediato dai commenti veri come ai vecchi tempi (i troll non mancano mai, invece). Spero di riuscire a rispondere a tutti, intanto grazie. Non sono mancate le critiche. La maggior parte si è concentrata sulla scarsa audience. In realtà il programma in onda sul NOVE ha fatto più della media del canale e più di simili trasmissioni culturali sulla stessa rete. Quindi nessun flop, anzi. Ma:

  • se faccio il programma sulla RAI – “Ecco, occupa la TV pubblica”;
  • se faccio il programma su Mediaset – “Si è venduto a Berlusconi”;
  • se faccio il programma su Discovery/NOVE – “Non lo vede nessuno”.

Arriverà un giorno in cui anche i critici per professione faranno pace con se stessi.
Spero che valga anche per Salvini.
Negli ultimi tre giorni, infatti, Salvini è intervenuto tre volte sul documentario “Firenze secondo me”. Sono onorato dell’attenzione anche se penso che il ministro dell’interno dovrebbe occuparsi di cose più rilevanti. Se proprio non ama seguire le questioni di sicurezza nazionale, il ministro potrebbe almeno trovare 100 miliardi di euro le coperture per le promesse a vuoto della campagna elettorale o più banalmente recuperare i 49 milioni che la Lega ha nascosto.
E invece niente, Salvini parla di “Firenze Secondo Me”. E prima dice che lui non lo guarderà mai per nessuna ragione al mondo, poi dice che lui non vuole fare documentari sui beni culturali della sua città, infine dice che la Signora in giallo ha avuto più spettatori. Tutta la mia solidarietà alla Signora in giallo per il paragone, naturalmente. Ho scelto di dedicare le mie vacanze a un progetto educativo e culturale. A mostrare la bellezza di ciò che ci circonda. A dire grazie alla mia città per quello che ho ricevuto. Ad affermare, anche in tempi di barbarie, che la bellezza salverà il mondo. A Salvini invece auguro di emozionarsi prima o poi davanti a un quadro, davanti a una statua, ammirando il paesaggio o l’architettura. Certo: queste immagini fanno meno like di un attacco agli immigrati o di un insulto a Juncker. Bisogna ammetterlo: la Madonna del Cardellino non rende bene sui social come un selfie ai funerali o come il post sul Grande Fratello Vip. Ma fortunatamente l’Italia è amata nel mondo per i simboli eterni del Rinascimento più che per le gesta di un ministro pro tempore. E un giorno persino Salvini capirà che investire in cultura serve all’Italia. Senza fretta, ma un giorno lo capirà anche lui. Persino lui.

Nel frattempo vi segnalo due clip di sabato scorso:

  • Quella sulla Madonna del Cardellino.
  • Quella sulla strage di Via dei Georgofili.

E leggo ovviamente i vostri commenti: [email protected].

Riepilogando.

  • In molti che hanno saltato l’enews straordinaria mi hanno chiesto il link per Vanity Fair sostenendo che nell’intervista “sembro umano”. Grazie per il sembro, amici. Eccolo.
  • A proposito di Audience. Da Vespa abbiamo fatto il 16%, la ritrovate di nuovo qui.
  • Qui il post sulla morte di Antonio Megalizzi, un giovane cittadino che sognava gli Stati Uniti d’Europa.
  • Sul PD segnalo la mia intervista a La Nazione di Davide Nitrosi.

Pensierino della sera
Oggi il Giornale ha scritto che l’azienda di proprietà di Alessandro Di Battista ha problemi con fisco, banche, fornitori e dipendenti. Spero che la notizia sia falsa e che Di Battista possa procedere per diffamazione contro il Giornale. Ove ciò non fosse, sono sicuro che Il Fatto Quotidiano dedicherà molto spazio a questa vicenda. è vero che Di Battista, collaboratore del Fatto Quotidiano, ha definito i giornalisti “pennivendoli e puttane”, ma io sono certo che la valente redazione del Fatto non si farà intimidire. Sperando che sia tutto falso, naturalmente.

Un sorriso da Chengdu, profonda Cina, amici,
Matteo
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P.S. Ovviamente domattina sono in Senato per votare la Legge di Bilancio. O meglio: io ci sarò. La Legge di Bilancio chissà.