Matteo Renzi

Enews 562, lunedì 21 gennaio 2019

1. Lavoro, non assistenzialismo.
In questa settimana il Governo ha approvato il Decreto su reddito di cittadinanza e prepensionamenti. A me sembra un errore grave: si scelgono misure economiche che vanno contro il lavoro.
L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro, non sull’assistenzialismo.
Saranno i più giovani a pagare le pensioni dei prepensionati.
E il modo per combattere la povertà è il lavoro, non un sussidio.
Prendendo spunto dalle immagini di Salvini a Afragola, direi che considero il reddito di cittadinanza una sorta di baciamano istituzionalizzato. Si educano le persone ad avere bisogno di un politico o essere comunque dipendenti da una procedura, da un burocrate, da una richiesta. Esattamente il contrario di ciò che servirebbe soprattutto al Sud dove bisognerebbe innanzitutto far emergere il lavoro nero, quello sfruttato, quello irregolare.
Il tentativo di dipingerci come radical chic contro i poveri non funziona.
L’unica forma di povertà che i grillini hanno abolito è quella di molti di loro.
Per combattere la povertà devi creare posti di lavoro, non assistenzialismo.
Ci vuole la crescita, non la recessione.
Qui un post dove spiego la mia posizione.
Qui uno dei miei video da #60secondi in cui illustro la mia posizione: adesso che hanno fatto le misure che Lega e Cinque Stelle ritengono fondamentali, non ci resta che attendere. E vedere se hanno ragione loro nel dire che queste misure aiuteranno l’Italia o se abbiamo ragione noi nel dire che per colpa loro torneremo in recessione.

(Apro e subito chiudo una parentesi) Da quando ho iniziato a fare tutti giorni i #60secondi (si possono vedere sul mio canale You Tube, su instagram e su facebook) ho raggiunto visualizzazioni di centinaia di migliaia di persone. Potenza dei social. Un paio di video hanno già superato il milione di visualizzazioni. Ma naturalmente arrivano tante critiche: quello polemico sul motoscafo a Venezia, quello sul colore del golfino, quello sul fatto che il barbiere di lunedì è chiuso.
Si diano pace: quella dei #60secondi è soltanto una delle tante iniziative per tenersi in contatto. E altri strumenti sono in arrivo. Qui non ci si rassegna!

2. L’onorevole Frailis
I risultati della Sardegna. Pessima l’affluenza, ottimo il risultato. Il palloncino populista si sgonfierà prima del previsto. E adesso dove i Grillini avevano eletto un velista mai presente alla Camera, è stato eletto Andrea Frailis, giornalista, candidato del centrosinistra. Salvini vola nei sondaggi, ma intanto il seggio vacante lo prende l’opposizione.

3. Battisti. E Casimirri
Adesso che Salvini e Bonafede hanno fatto il loro squallido sciacallaggio mediatico su Battisti, è il momento di non mollare sulla caccia ai veri terroristi. Noi vogliamo giustizia, non vendetta. E per questo nelle prossime ore depositerò una interrogazione parlamentare – alla quale sto lavorando con l’ex Presidente della Commissione di Inchiesta su Aldo Moro, Fioroni – per chiedere al Ministro Salvini di Alessio Casimirri, una delle figure più inquietanti del terrorismo italiano. Su questi temi un Paese civile lavora unito e compatto. Con gli atti, non con la propaganda. Chissà se lo capiscono anche i signori della maggioranza.

Pensierino della Sera
Allo stesso modo dovremmo essere tutti compatti nel condannare gli scafisti, novelli schiavisti. Ma anche nel salvare quante più persone possibile. Nessuna ideologia vale la morte di un bambino affogato nel Mediterraneo. La vita vale più di un like su Facebook. L’ho sempre detto da premier, lo continuo a dire adesso. Nel frattempo c’è una storia pazzesca raccontata da un medico legale Cristina Cattaneo che ha lavorato sui cadaveri recuperati dal terribile naufragio dell’aprile 2015. Vi ricordate? Quello per il quale decidemmo di stanziare soldi per raccogliere cadaveri e seppellirli. Perché noi, italiani, non rinunciamo ai valori della nostra civiltà. E la storia è di un quattordicenne del Mali che ripiega la sua pagella e la cuce dentro la camicia. Perché dovendo portarsi una cosa in Europa, lui sceglie la pagella. Più ci penso, più mi vengono i brividi: vi prego di leggere questo post.

 

Un sorriso
Matteo
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