Matteo Renzi

Evasione Fiscale in Italia

Pagare le tasse forse non sarà bellissimo come diceva qualcuno ma può essere conveniente. A differenza del centrodestra che propone una tassa forfettaria uguale per tutti, ricchi e poveri, ma che favorirebbe esclusivamente i primi e avrebbe costi insostenibili per lo Stato, l’obbiettivo del Partito Democratico per i prossimi anni è quello di continuare ad abbassare la pressione fiscale anche attraverso strategie di lotta all’evasione che già in questi anni hanno dato risultati straordinari. Nei mille giorni di governo Renzi diversi strumenti come la dichiarazione precompilata e la fatturazione elettronica hanno completamente trasformato, in meglio, il rapporto tra il cittadino e il fisco. Con vantaggi concreti e misurabili per entrambi.

LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE: I NUMERI

Secondo l’Agenzia delle Entrate le risorse recuperate all’evasione fiscale sono passate dagli 11 miliardi del 2014 ai 19 miliardi del 2016, la cifra più alta mai registrata in Italia. Per conoscere i risultati ottenuti nel 2017 bisognerà aspettare marzo, ma la stima è di un’ulteriore crescita.

ADDIO EQUITALIA

Dal 1 luglio del 2017 Equitalia ha cessato di esistere e tutto il personale e le competenze sono passate al nuovo ente pubblico, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che agisce nel rispetto dello Statuto del contribuente e del principio di leale collaborazione tra fisco e cittadini.

LA BUFALA DI GRILLO SU EQUITALIA

Uno dei primi atti che la nuova Agenzia ha dovuto compiere è stato smentire la colossale bufala, messa in campo da Beppe Grillo che dal suo blog blaterava di fantomatici prelievi diretti dai conti correnti degli italiani che la nuova Agenzia delle Entrate avrebbe potuto operare senza la necessaria autorizzazione del giudice. Una reazione disperata, quella del garante del M5S, a una novità targata Partito Democratico che evidentemente ha spaventato molto chi sa solo protestare senza mai trovare risposte concrete alle preoccupazioni degli italiani.

CARTELLE ESATTORIALI: COSA E’ CAMBIATO

Una delle grandi novità introdotte dalla nuova Agenzia delle Entrate è stata, per esempio, quella relativa alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali notificate dal 2000 al 2016 per le quali è stata offerta la possibilità di estinguere il debito, senza corresponsione di sanzioni e interessi di mora, attraverso il pagamento rateizzato. Un bel vantaggio per chi deve mettersi in regola, altro che fake news!

UN FISCO “AMICO”

L’idea di un fisco “amico” che non perseguita il contribuente ma gli offre strumenti utili e non vessatori per mettersi in regola è alla base dell’intera azione che i governi Renzi e Gentiloni hanno deciso di mettere in campo.

VOLUNTARY DISCLOSURE

In particolare, rispetto ai 14,9 miliardi recuperati nel 2015, l’aumento di 4,1 miliardi registrato nel 2016 (il 28% in più) si è ottenuto grazie alla voluntary disclosure, ovvero la procedura di “autodenuncia” dei capitali nascosti al fisco. Confermata anche dal decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2018, essa permette agli italiani che hanno interessi, attività finanziarie e patrimoni all’estero, e che sono sconosciuti all’ Agenzia delle Entrate, di fare pace con il fisco e di regolarizzare la loro posizione, anche sul piano penale, pagando le imposte con uno sconto in alcuni casi.

CANONE RAI IN BOLLETTA

Anche l’introduzione del Canone Rai in bolletta ha funzionato addirittura meglio del previsto. Grazie alla nuova modalità di riscossione, sono stati infatti incassati circa 2,1 miliardi di euro, con un extragettito, rispetto agli anni precedenti, di circa 500 milioni, nonostante l’importo del canone sia sceso da 113,50 a 90 euro (anche per il 2018) con l’esonero totale per gli over 75 a basso reddito.

730 PRECOMPILATO

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione la dichiarazione dei redditi precompilata sia per chi presenta il modello 730 sia per chi presenta il modello Redditi. E’ uno strumento pensato per i lavoratori dipendenti e i pensionati e semplifica il complicato rapporto tra contribuenti e fisco e quindi la vita delle persone. 2,3 milioni di italiani lo hanno già scelto per le dichiarazioni relative al 2016, un record che ha stracciato il dato dell’anno precedente.

Quest’anno, oltre ai dati già presenti negli scorsi anni (redditi di lavoro dipendente e pensione, ritenute, acconti, premi assicurativi, interessi sui mutui, contributi previdenziali, spese sanitarie e universitarie con i relativi rimborsi, spese funebri e contributi versati alla previdenza complementare) saranno inseriti ulteriori oneri. E’ l’Agenzia delle Entrate a elaborare i dati e a calcolare anche le imposte da pagare o il rimborso da incassare. Il lavoratore dipendente o il pensionato dovrà solo verificare l’esattezza e la completezza dei dati inseriti e, se necessario, integrarli o modificarli.

TESSERA SANITARIA

In particolare, grazie al nuovo sistema “tessera sanitaria”, è stata ampliata la tipologia delle spese sanitarie inserite: farmaci acquistati nelle farmacie e nelle parafarmacie, spese per prestazioni erogate dagli ottici, dagli psicologi, dagli infermieri, dalle ostetriche, dai tecnici sanitari di radiologia medica e dalle strutture autorizzate per l’erogazione dei servizi sanitari e non accreditate.

FATTURAZIONE ELETTRONICA

Dal 2014 è stato inoltre introdotto l’obbligo della fatturazione elettronica nei rapporti tra pubblica amministrazione e fornitori: ministeri, enti locali, enti nazionali di previdenza non possono più accettare fatture emesse o trasmesse in forma cartacea.

REVERSE CHARGE

Tra i sistemi particolarmente efficaci nella prevenzione delle frodi IVA, vi è il cosiddetto “reverse charge” o inversione contabile, grazie al quale determinati acquirenti, tra cui la PA, le sue partecipate e le società quotate, versano l’IVA direttamente all’erario.

WEB TAX: ANCHE I COLOSSI DEL WEB PAGANO

Con la legge di bilancio 2018 è stata approvata la cosiddetta “web tax”. A partire dal 1 gennaio 2019 le grandi imprese che operano in rete pagheranno un’imposta sulle transazioni digitali. Si tratta di una flat tax del 3% da applicare alle prestazioni di servizi effettuate con mezzi elettronici. Questa tassa verrà applicata a tutti quei soggetti che superano le 3mila transazioni di servizi digitali all’anno (soglia che esclude automaticamente le piccole e medie imprese).