Matteo Renzi

“Grazie a Pier Luigi, ma noi votiamo Matteo”

\n

 

\n

di GRAZIANO DEL RIO * e ARTURO PARISI * *

\n

Caro Direttore,

\n

cresce tra gli italiani l’incertezza, e l’ansia va trasformandosi in rabbia. Invece di nutrire l’attesa di un nuovo inizio, la crisi appare ora a troppi come una via senza uscita. È a questi sentimenti che nelle prossime primarie siamo chiamati a dare una risposta di speranza ritrovando in noi stessi la fiducia perduta. Mentre la fine della legislatura si avvicina sempre più, a causa del vergognoso ritardo della nuova legge elettorale non sappiamo ancora se potremo mai scegliere quel premier che con le primarie siamo chiamati a proporre. La democrazia dei cittadini, che grazie al maggioritario esordì con l’elezione diretta dei sindaci, dopo vent’anni è ancora ferma sulla soglia del governo centrale, prima bloccata dalla reazione della partitocrazia, ed ora contrastata dalle illusioni della tecnocrazia.

\n

Noi sappiamo però che le prossime primarie sono comunque una spinta alla crescita della nostra democrazia. Questa crescita non sarebbe stata possibile se Pierluigi Bersani avesse ceduto a chi lo spingeva a trincerarsi dietro regole e modelli superati. Questo processo non si sarebbe rimesso in moto se, soprattutto, Matteo Renzi non avesse rinnovato la domanda di partecipazione democratica che otto anni fa con Romano Prodi rappresentammo per la prima volta in Italia. A questo ha certo contribuito l’energia con la quale Matteo Renzi ha messo il suo ottimismo e il suo coraggio al servizio della domanda di innovazione che attraversa il Paese.

\n

Ma la forza di questa iniziativa sta innanzitutto nell’idea di democrazia che la alimenta, la stessa idea della quale le elezioni primarie sono espressione. In questa idea noi ci riconosciamo. Innanzitutto nella fiducia nei cittadini, nella scommessa sulla loro iniziativa, nella loro capacità personale di riconoscere il bene comune, e di scegliere il governo della Repubblica, senza necessità di guide collettive nè imposizione di deleghe successive. Quindi nel principio di sussidiarietà che riconosce il diritto della persona a svolgere in libertà dentro la comunità tutto quello che è nella sua capacità, così come il diritto delle comunità a governare in autonomia tutto quello che in autonomia si può realizzare, e allo stesso tempo federarsi per fare assieme quello che da soli non si riesce a fare. Infine il principio di solidarietà che ci chiama a premiare i meritevoli mettendoli al servizio dei bisogni degli ultimi, e assicurare a tutti l’uguaglianza dei punti di partenza.

\n

È a questa idea e a questa pratica della democrazia che, più di altri, sentiamo vicina la scelta di Matteo Renzi. Su di essa auspichiamo che vogliano convergere quanti nel centrosinistra credono in una democrazia pluralista, autonomista, federalista, e solidale, e quanti, finora esterni al nostro campo, hanno maturato il rifiuto delle illusioni del collettivismo, del centralismo, del separatismo, e del liberismo. È per questa idea che chiediamo a tutti di recarsi ai seggi delle primarie per travolgere con la forza della partecipazione ogni tentativo di chiusura, e contrastare con la libertà delle scelte la spinta all’unanimismo e al conformismo che viene dal passato.

\n

* Presidente Anci, sindaco Reggio Emilia
** deputato PD

\n

LA STAMPA, 22 novembre 2012