Matteo Renzi

Il ritorno al paese d’origine.

lanazione

\n

MATTEO RENZI torna al paese d’origine, Rignano sull’Arno. Il paese che gli ha dato i natali, dove ha iniziato e la sua vita e la carriera politica. E Rignano gli riserva l’accoglienza delle grandi occasioni.

\n

Domenica mattina, 18 novembre: la piazza è piena. Potevamo fare meglio» commenta qualcuno, ma non siamo pochi. Ci sono babbo Tiziano, anche mamma Lalla, la sorella Matilde e il marito Andrea, così come la moglie Agnese e i figli. Insieme agli amici di un tempo. Ci sono curiosi, sostenitori, conoscenti, ex amministratori. Rignano si ritrova così, per un giorno, al centro della politica nazionale.

\n

Matteo non nasconde l’emozione, attorniato tra coloro che lo hanno visto crescere. Scherza, sorride, scambia battute di ricordi e momenti condivisi per le strade di questo piccolo comune nel cuore del Valdarno «dove ci tenevo ad essere “precisa “per dire che questo è un luogo nel quale ci sono dei valori; per fare politica occorre rimanere sempre se stessi, non montandosi la testa, ma ricordandosi di essere, come dicono i ragazzi del mio comitato locale, uno di noi». Per l’occasione anche il sindaco di Rignano, Daniele Lorenzini, partecipa alla manifestazione assieme ai sindaci di Figline Valdarno, Riccardo Nocentini e quello di Reggello, Cristiano Benucci. E la giovane Eleonora Tatini ad aprire le porte dell’evento a Matteo. «Siamo contenti che sia tornato alle sue origini, ci crediamo, le persone presenti, come noi – puntualizza Eleonora – oggi hanno trovato nuova motivazione ma il lavoro non è ancora finito».

\n

A Matteo non sfugge certo la presenza, domani, di Rosy Bindi a Rignano. La stessa Bindi che circa dieci anni fa prese parte ad un incontro nella sala parrocchiale proprio assieme ai Renzi. «So che martedì qui viene Rosy Bindi, io non ci sarà, ma salutatemela tanto. E’ sempre così nervosa, abbracciatemela e salutatemela» dice Renzi sorridendo.

\n

Davanti a lui la sua infanzia: compagni di scuola, di calcio e anche vecchi amici del nonno Adone. «Gli anziani sono saggezza ed esperienza» puntualizza. «Non bisogna mai dimenticare che la più grande lealtà è la parola data. Mio nonno diceva che se stringi la mano a qualcuno e lo guardi negli occhi questo ‘Lui è morto nel 2001″ ha ricordato “dopo avermi visto una volta al Tg3. Quando gli chiesi se era contento mi disse ‘no’: volevo vederti al Tg1”. In piazza c’era anche il babbo Tiziano, e gli ex comunisti, una volta “suoi avversari “: quando “il mio babbo, capogruppo della Dc in Consiglio comunale, litigava con il sindaco-dice Renzi -, noi per una settimana non si poteva entrare alla Coop».

\n

Antonio Degl’Innocenti