Matteo Renzi

Intervista a La Nazione

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Intervista di Ilaria Ulivelli pubblicata su La Nazione il 19 settembre 2010

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Che il sindaco fosse rapido di lingua non è una novità. Ma le idee che gli frullano in testa vanno più veloci. Matteo Renzi enumera le «mille cose fatte e un milione ancora da fare». Si schernisce dietro alle battute, il sindaco più amato d’Italia: «Come la Scavolini». Lo inorgoglisce la Firenze che verrà grazie alla sua impronta.

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Un’anticipazione sulla nascita sofferta del nuovo Teatro del Maggio.
«Secondo me rappresenta la rivoluzione totale della vita culturale cittadina. All’interno sarà il teatro più bello d’Italia, l’immagine esterna non è granché, sa un po’ poco di Firenze. Ne abbiamo parlato anche con il commissario straordinario Elisabetta Fabbri. L’idea è quella di proporre al maestro Zeffirelli di disegnare la scenografia del nuovo Parco della Musica. Sarà una bomba».

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Se Zeffirelli accetterà potrebbe chiederle in cambio anche l’organizzazione di una celebrazione in memoria di Oriana Fallaci.
«Non vorrei immergermi nelle polemiche e non mi sembra che non sia stata degnamente ricordata. In ogni caso, le intitoleremo una strada. E una via verrà dedicata anche a Tiziano Terzani. Non vogliamo relegare in un angolo i nostri illustri concittadini, per questo stiamo pensando di far realizzare una nuova scultura dedicata all’Elettrice Palatina da collocare, magari, all’uscita degli Uffizi».

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La disputa sulla proprietà del David, poi l’attacco del direttore dei Musei Vaticani Paolucci sull’importanza delle Sovrintendenze, «ultimo residuo dell’antico prestigio di una città che ha perso per strada le sue eccellenze».
«Non sono d’accordo, le Sovrintendenze sono organismi statali, romanocentrici. Stimo molto Antonio Paolucci, se lui fa una battaglia per Firenze voglio farla con lui. E’ un uomo capace di incantare un’intera platea davanti a un quadro. Ma una cosa è avere la capacità di suscitare un’emozione, altra cosa è riuscire a organizzare eventi di richiamo internazionale con una campagna di comunicazione efficace. Ricordo ancora quando lui era sovrintendente a Firenze: i 500 anni del David furono celebrati con un grande convegno, se fossero stati organizzati festeggiamenti per un anno intero si sarebbe riusciti a catalizzare più attenzione e turismo».

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Tanti progetti in ponte per cambiare la città, i Cento luoghi e le cento assemblee che il 28 settembre si terranno in altrettanti posti di Firenze per far partecipare i cittadini a questa grande operazione. Ma i soldi ci sono? Ascolterete davvero le proposte e le idee degli abitanti?
«Per molti dei luoghi che cambieranno faccia, i soldi ci sono già. Questa operazione è fondamentalmente all’insegna della partecipazione per comunicare tutti insieme che la città sta cambiando. Ascolteremo i cittadini, prenderemo in considerazione tutte le idee e le proposte. E anche nei casi in cui non si possano realizzare le volontà degli abitanti, daremo risposte concrete sul perché abbiamo preferito intervenire diversamente. Ma è una cosa che vogliamo fare tutti assieme. Intanto abbiamo tagliato dai Cento luoghi il progetto di via Pietri, già fatto, e l’abbiamo sostituito con via Corelli: un progetto molto bello da realizzare con le suore di Madre Teresa di Calcutta in accordo con il vescovo: nascerà la cittadella della solidarietà».

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Un luogo simbolo che sta già cambiando volto, la Stazione. Quando sarà completato il progetto con il collegamento con piazza Santa Maria Novella? Ha ancora in mente di portare le stazioni dei pullman alla Leopolda?
«La nuova piazza della Stazione sarà completata entro il 2012. Stiamo lavorando con i frati domenicani di Santa Maria Novella che ha sette chiostri a disposizione, compreso il nostro cortile dove non ci va nessuno. Sarà realizzato il collegamento tra le due piazze, attraverso i chiostri. Poi stiamo portando a compimento l’accordo con il generale dei carabinieri: il governo non dà i soldi per ristrutturare alcuni locali della Scuola Marescialli, li daremo noi, in cambio dell’utilizzo del bellissimo cortile per tre mesi all’anno. Il traffico è sicuramente un nodo da sciogliere. Via Alamanni, con i semafori della tramvia, non dovrebbe essere utilizzata dalle auto. Quanto allo spostamento delle stazioni dei pullman, mi hanno convinto a fare la concertazione e questi sono i risultati: tutto fermo. In ogni caso contiamo di portare in fondo il progetto e di trasferire le stazioni alla Leopolda il prima possibile».

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A proposito di tramvia, di semafori e di traffico. Il progetto delle linee 2 e 3 sta andando avanti? Ma come intende risolvere la questione Statuto?
«Il passaggio allo Statuto è già stato risolto. Faremo un ponte Bailey sul Mugnone da dove passerà la tramvia. I lavori per le linee 2 e 3 non potranno durare più di tre anni ciascuna. La linea 2 dall’aeroporto di Peretola alla stazione, sarà portata fino al Polo univerisitario scientifico di Sesto fiorentino. La linea 3 da Careggi arriverà alla stazione, con il passaggio da via Valfonda. Poi ci sarà la linea 4, dalla Stazione Leopolda alle Piagge. Senza dimenticare che contiamo di poter utilizzare anche i binari di superficie della ferrovia. In prospettiva, per collegare tutta la città vorremmo realizzare la linea che da viale Corsica arriva in Gavinana con il tratto interrato in centro, sotto piazza della Repubblica e piazza Santa Croce».

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A che punto sono i cantieri Tav? Consentirà a Ferrovie la realizzazione delle palazzine al Campo di Marte?
«Ciò che io penso sulla Stazione Foster e sul sottoattraversamento è cosa nota. Hanno detto di no al progetto di fermata sotterranea alla Fortezza spiegando che non sarebbe stata realizzabile perché siamo in curva. In realtà abbiamo raccolto ampia documentazione di fermate in curva in cinque progetti di Alta velocità realizzati in altrettante città europee, perfettamente funzionanti. Quanto alle palazzine al Campo di Marte, mi spiace ma non se ne parla proprio. Vorrei ricordare che quella è una delle zone che nel piano strutturale sono a volumi zero».

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Che ne dice di un giardino a disposizione di tutti nella zona del camping del Piazzale Michelangelo?
«Stiamo trattando con la proprietà per trasferire il campeggio in un’altra zona di Firenze: sicuramente non ci sarebbe lo stesso panorama ma probabilmente sarebbe più comodo anche per gli ospiti. Quello è uno spazio che va restituito alla città».

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Cittadella viola: quali prospettive?
«Nel tempo che la Fiorentina finirà i lavori per i nuovi campini, noi avremo concluso l’iter burocratico-amministrativo per decidere della Cittadella».