Matteo Renzi

Intervista al QN: il rottamatore avverte Bersani “non sono come Alfano”

\n

quotidianonazionaleIntervista sul Quotidiano Nazionale del 15 luglio 2012 di Stefano Vetusti

\n

SINDACO Renzi, si è annoiato parecchio a Roma. Qualcuno al bar l’ha sentita dire ad amici: l’assemblea del Pd, du’ palle…
«Diciamo che non è stata un’assemblea entusiasmante. Sono liturgie di un modello di partito novecentesco che dovremo cambiare prima possibile. Fuori c’è una bella atmosfera quando sono a contatto con la gente normale. Un clima che qui manca, forse perché in troppi ai vertici del Pd stanno chiusi nei palazzi, perdendo il contatto con le persone».

\n

Non è un bell’affresco del Pd.
«Ma non voglio fare polemica con Bersani. Voglio sfidarlo con lealtà e serenità. Diciamo però che il bicchiere si può vedere mezzo pieno o mezzo vuoto».

\n

Prego.
«Partiamo dal bicchiere mezzo pieno. Bersani propone una cornice di lavoro in cui ci si può stare. Il primato della politica, le primarie che si faranno entro l’anno, l’apertura a più candidati del Pd…».

\n

Il bicchiere mezzo vuoto?
«Mah, ci saremmo aspettati anche regole e data delle primarie. Vorrà dire che verrà annunciata la prossima volta. Basta non sia un trucco per non farle. E che non siano un festivalbar. Se poi si faranno a dicembre anziché a ottobre avremo più tempo per lavorare. Ma se Bersani pensa di metterci in saccoccia rinviandole si sbaglia, a settembre saremo pronti. I giovani del Pd non faranno come Alfano…».

\n

Cioè?
«Umanamente mi dispiace davvero per Alfano, lo stimo. Ma non può dire ok, torna Berlusconi, mi faccio da parte. Appena torna in campo il capo ci si rimette tutti in riga? Io posso anche perdere le primarie, ma non rinuncio a giocarmela e soprattutto non rinuncio se il capo mi richiama all’ordine».

\n

A proposito di Berlusconi, ritorna…
«E il Pd ha l’opportunità di tirare un calcio di rigore. E i rigori non li para mai il portiere, li sbaglia l’attaccante. Dopo 10 anni di Berlusconi possiamo solo sbagliare noi. Il Cavaliere non può essere visto come uno spauracchio».

\n

Franceschini dice che nei Paesi normali il candidato premier è il segretario del partito più grande della coalizione.
«Mi pare in contraddizione con Bersani. E non è la prima volta. Si prendano un caffè per chiarirsi le idee, glielo pago volentieri io».

\n