Matteo Renzi

La Buona Scuola

La Buona Scuola non è soltanto una riforma, ma è un approccio completamente nuovo al mondo dell’istruzione. Con la Buona Scuola si sono rimessi al centro i due soggetti principali: studenti e docenti, perché gli uni sono i destinatari finali dell’insegnamento scolastico, i secondi perché non c’è buona scuola senza buoni insegnanti.

Il disegno di legge (ddl), attuato da 8 decreti legislativi, prevede un finanziamento aggiuntivo di 3 miliardi a regime sul capitolo istruzione e un piano straordinario di assunzioni per poter dare alla scuola i docenti di cui ha bisogno e tirare una linea con il passato sul tema del precariato storico. Dal 2016 si assume solo per concorso. Il provvedimento mette al centro l’autonomia scolastica. Si danno gli strumenti finanziari e operativi a dirigenti scolastici e docenti per poterla realizzare.

Agli studenti viene garantita un’offerta formativa più ricca che guarda alla tradizione (più Musica, Arte), ma anche al futuro (più lingue, competenze digitali, Economia).

Nel ddl ci sono risorse specifiche per la formazione e l’aggiornamento dei docenti e per la loro valorizzazione. Continua l’investimento dello Stato sull’edilizia scolastica, con fondi ad hoc per gli interventi di manutenzione, ma anche per la costruzione di strutture innovative.

La riforma della Buona Scuola ha fatto discutere – e la politica deve avere la capacità di ascoltare – ma non c’è dubbio che il confronto tra ciò che c’era prima e ciò che c’è ora dimostra come la scuola italiana abbia finalmente intrapreso una via nuova, moderna e certamente più europea.
Chi si è opposto, lo ha fatto ‘a prescindere’ dai contenuti della riforma della scuola che, tra le altre cose, ha garantito un piano di assunzioni che dà agli studenti continuità didattica e ai docenti maggiore dignità nel loro lavoro.
Per la nostra Italia, così poco abituata ai cambiamenti, la Buona Scuola è stata una sorta di rivoluzione e, come al solito, i conservatori hanno interesse soltanto a mantenere i propri privilegi, piccoli o grandi che siano.

Gli 8 decreti approvati della Buona Scuola

La riforma della Buona Scuola si è concretizzata attraverso i decreti attuativi della legge 107, approvati dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 7 aprile 2017, in vigore dal 31 maggio 2017.
Ecco l’elenco dei provvedimenti pubblicati:

Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 59 “Riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera b), della legge 13 luglio 2015, n. 107”

Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 60 “Norme sulla promozione della cultura umanistica, sulla valorizzazione del patrimonio e delle produzioni culturali e sul sostegno della creatività, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera g), della legge 13 luglio 2015, n. 107”

Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 61 “Revisione dei percorsi dell’istruzione professionale nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, nonché raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera d), della legge 13 luglio 2015, n. 107”

Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 62 “Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107”

Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 63 “Effettività del diritto allo studio attraverso la definizione delle prestazioni, in relazione ai servizi alla persona, con particolare riferimento alle condizioni di disagio e ai servizi strumentali, nonché potenziamento della carta dello studente, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera f), della legge 13 luglio 2015, n. 107”

Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 64 “Disciplina della scuola italiana all’estero, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera h), della legge 13 luglio 2015, n. 107”

Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 65 “Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera e), della legge 13 luglio 2015, n. 107”

Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 66 “Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107”

Cosa prevede la Legge 107 Buona Scuola

La Legge 107/2015 della Buona Scuola, ha numerose parole chiave e una di esse è autonomia scolastica.
La riforma dà alle scuole gli strumenti finanziari e operativi per dare piena attuazione al processo di realizzazione dell’autonomia e di riorganizzazione dell’intero sistema di istruzione.

L’istituzione dell’organico di potenziamento assicura alle scuole la possibilità di realizzare i progetti previsti dal piano triennale per migliorare l’offerta formativa. Ma garantisce anche più risorse umane: ogni istituto ha in media 7 docenti in più per realizzare i propri progetti e per l’arricchimento dell’offerta.

Per la prima volta la legge 107 ha previsto un finanziamento aggiuntivo di 3 miliardi a regime sul capitolo istruzione e un piano di assunzioni per la copertura delle cattedre vacanti e il potenziamento della didattica. I concorsi per gli insegnanti tornano ad essere banditi regolarmente.

Le risorse stabili arrivano non solo per l’assunzione ma anche per la formazione in servizio dei docenti (40 milioni).

Per gli studenti è prevista un’offerta formativa flessibile che guarda alla tradizione, più Musica e Arte, ma anche al futuro, ad esempio più lingue straniere, più economia e più competenze digitali. Le scuole superiori potranno attivare materie opzionali per rispondere meglio alle esigenze educative dei ragazzi. L’offerta formativa sarà declinata in base alle esigenze degli studenti e coerente con la necessità di orientarli al futuro.

Le assunzioni record della riforma Buona Scuola

Il Piano di assunzioni previsto dalla Buona Scuola è il più consistente degli ultimi 20 anni. Per l’anno scolastico 2017-2018 i posti che sono stati stabilizzati sono stati 58.348 (di cui 6.260 unità di personale Ata, 259 dirigenti scolastici e 56 educatori nei convitti e negli educandati).

In precedenza, nel 2015 sono stati 90.000 i docenti assunti. Il valore medio annuo di assunzioni prima del Piano della Buona Scuola era di 24.000 circa: il confronto dimostra come la Buona Scuola sia veramente tale per tutti, studenti, docenti, dirigenti e tutto il personale scolastico.

Bonus scuola da 500 euro per i docenti

Sono stati previsti investimenti ad hoc per laboratori e digitale. Per i docenti è prevista la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione, un voucher di 500 euro all’anno da utilizzare per l’aggiornamento professionale attraverso l’acquisto di libri, testi, strumenti digitali, iscrizione a corsi, ingressi a mostre ed eventi culturali, hardware e software. Può essere utilizzata anche per l’iscrizione a master e corsi post lauream.

Per rendere coerente la formazione con l’orientamento al futuro, una parte dei fondi che lo Stato stanzia per gli Istituti tecnici superiori sarà legata, per il 30%, agli esiti dei diplomati nel mondo del lavoro. Altri 90 milioni vengono stanziati subito per l’innovazione didattica e la creazione di laboratori territoriali, aperti anche di pomeriggio, per orientare i giovani al lavoro e da utilizzare come strumento di contrasto alla dispersione.

Sul digitale e l’innovazione l’investimento diventa permanente: dopo i primi 90 milioni, stanziati altri 30 all’anno a partire dal 2016. Il ddl prevede la creazione di un portale unico dei dati della scuola con la pubblicazione di tutte le informazioni relative al sistema di istruzione: bilanci degli istituti, Anagrafe dell’edilizia, Piani dell’offerta formativa, dati dell’Osservatorio tecnologico, curriculum vitae degli insegnanti, incarichi di docenza. Uno strumento di trasparenza nei confronti dei cittadini e di responsabilizzazione degli istituti.

Piano Nazionale Scuola Digitale

Il Piano Nazionale per la Scuola Digitale (PNSD) è un pilastro della riforma della Buona Scuola che guida le scuole in un percorso di innovazione e digitalizzazione. Le tecnologie entrano in classe, superando l’impostazione frontale della lezione e favorendo una didattica meno trasmissiva e più operativa.

Il Piano ha funzione di indirizzo e di coordinamento: attraverso azioni già finanziate contribuisce a introdurre le nuove tecnologie nelle scuole, a diffondere l’idea di apprendimento permanente (life-long learning) ed estendere il concetto di scuola dal luogo fisico a spazi di apprendimento virtuali.

La sua funzione, dunque, è quella di agevolare l’impiego dei Fondi Strutturali Europei (PON Istruzione 2014-2020) e dei fondi della legge 107/2015 (La Buona Scuola) per favore l’innovazione digitale e le nuove tecnologie.

Bando scuole innovative, continua l’impegno sull’edilizia scolastica

L’edilizia scolastica è sempre stata una delle parti più dolenti del sistema di istruzione italiano. Anche in questo caso la legge 107 è intervenuta con decisione ed ha previsto un bando per la costruzione di scuole altamente innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico. È stato inserito un investimento di ulteriori 200 milioni per i mutui agevolati per la costruzione e ristrutturazione delle scuole, 40 milioni per finanziare le indagini diagnostiche sui controsoffitti degli istituti.