Matteo Renzi

La dolce rivoluzione

\n

larepubblicadi OSCAR FARINETTI

\n

BELLE primarie, mi sono piaciute. Ho visto una parentesi di bellezza della politica “in questo mondo pieno di nebbia”. Cinque galantuomini (una è donna e chiedo scusa se il maschile prevale) si sono affrontati con lealtà e coraggio su temi forti.

\n

Così facendo hanno coinvolto anche gente come me, senza tessera in tasca, a dire la propria. Appare chiaro a tutti che il Pd è in grado di mettere insieme pensieri anche diversi di chi si sente progressista e vuole provare a raddrizzare questo Paese.

\n

Nebbia, dicevo. Ma il cielo sta diventando sempre più cupo. Colgo un clima prerivoluzionario. La disoccupazione sale in modo esponenziale mentre non vedo interventi forti sul costo del lavoro. Lo Stato, le Regioni incominciano a far fatica a pagare fornitori e stipendi mentre non si vede un’azione drastica di tagli alla spesa corrente. Regna un cinismo vergognoso nell’Italia delle corporazioni. Non sento più emozioni, ideali, altruismo, ascolto delle ragioni altrui. I politici, i giornalisti e i magistrati si danno botte da orbi.

\n

E poi le categorie sociali rappresentate da organismi che si sono gonfiati oltre misura. Ciascuna ferma sulle proprie convinzioni, una marea di confederazioni e di sindacati che confliggono, convinti che la colpa sia sempre dell’altro. Il polipo della burocrazia, governato da funzionari incompetenti e cattivi nominati da politici incompetenti ed egoisti, uccide la crescita.

\n

Insomma la brutta. Non vedo reazioni e oltretutto mezza Italia, il centrodestra, non è più rappresentato. I loro politici si stanno suicidando e da tempo si disinteressano scandalosamente del bene del Paese. La reazione dovrebbe essere da parte di tutte le categorie sociali ma l’esempio dovrebbe partire dalla politica e quindi dai politici.

\n

Occorrerebbe che subito, domani mattina, i politici facessero un gesto forte di rinuncia ai propri privilegi, i quali sono diventati così odiosi da fare arrabbiare anche le persone più moderate. Ridursi nel numero, dimezzare gli stipendi, annullare i contributi pubblici, rinunciare ai finanziamenti dei loro quotidiani, decidere un tempo massimo della loro missione per il Paese, in modo da favorire alternanza e nuova vitalità: questo gesto sarebbe contagioso e procurerebbe un effetto domino virtuoso su altre categorie. Un effetto di bontà, altruismo e spirito di sacrificio. Per questo domani voto Renzi. Matteo è l’unico che lo ha capito. La rivoluzione dolce che lui propone è la sola che può contagiare positivamente gli italiani verso una nuova mentalità. Un nuovo spirito, la supremazia culturale dell’altruismo, che funziona sempre, ma nei momenti difficili addirittura ci può salvare.

\n

Per questo domani voto Renzi, perché è coraggioso, e pensa di farcela. Domani voto Renzi, perché ha capito che, prima di qualunque altra cosa, occorre fare la riforma della politica. Meno politici e più politica.

\n

Infine lo voto perché è simpatico. E, se non fosse vestito da prima comunione e fosse riuscito a fare meno la figura del saputello e primo della classe, sarebbe risultato simpatico ad ancora più gente. Per questo domani voto Renzi, perché è tenero anche nelle sue debolezze. Voto Renzi perché so che è disponibile a cambiare idea. Perché so che, se per caso non vincesse, darebbe un significativo contributo a Bersani e se invece vincerà gli chiederà un aiuto altrettanto significativo. Ma secondo me lui ha già vinto, in ogni caso. Ricorderete “Graecia capta ferum victorem cepit”, la Grecia, conquistata, conquistò il feroce vincitore. La sua voglia di futuro ha già contagiato il Pd. Ma sono convinto che Matteo abbia ancora chance di vincere domani. Per questo io lo voterò.

\n

LA REPUBBLICA, 1 dicembre 2012