Matteo Renzi

La lettera di Simona Bonafè a Fabio Fazio

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Caro Fabio,

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ti scrivo perché ho trovato molto impressionante la lettura della “Stampa” di oggi, con il retroscena di Iacopo Jacoboni sul dibattito televisivo tra i candidati di centrosinistra e la tua intervista. Quando negli anni ‘90 iniziasti l’avventura di “Quelli che il calcio” ero appena maggiorenne e, come tante mie coetanee, consideravo le trasmissioni calcistiche un noioso interludio domenicale riservato a padri e fratelli. Poi arrivò la tua trasmissione, vivace, divertente, e all’improvviso quel mondo fino ad allora ostico entrò a far parte della mia vita. La domenica, in casa, mi fermavo anch’io per due ore a guardare il calcio in tv. Da allora ho continuato a seguire le tue trasmissioni, quelle che altri definiscono “leggerine”. Ricordo il tuo coraggio “kamikaze”, quando in pieno editto bulgaro, unico giornalista in cinque anni, hai intervistato l’indimenticabile Enzo Biagi, fino ad arrivare alle straordinarie sperimentazioni con Roberto Saviano. Trovo singolare che un protagonista come te della tv intesa anche come esperimento civico possa essere considerato inadeguato a ospitare il confronto televisivo delle primarie del centrosinistra, il principale evento di partecipazione democratica di questa fase politica. Ma allora, mi chiedo, come ribellarsi a tutto questo, ad una politica intrigante e vittima di giochi di potere, se non proprio con il voto alle primarie? Perché non approfittare di questo strumento di democrazia per riportare trasparenza e correttezza nella politica? Sarò esagerata o forse confusa dalla tanta riconoscenza che troviamo per le strade, ma il mio primo pensiero dopo la lettura della “Stampa” è stato proprio Biagi. Ricordo come fosse oggi la sua ultima puntata dopo l’editto bulgaro, era il 18 aprile del 2002 e Biagi disse: “Lavoro in questa azienda dal 1961, le voglio bene. E’ la prima volta che un Presidente del Consiglio decide il palinsesto….”. Momenti bui, tremendi, che allora come oggi mi convinsero che l’unica strada era il voto. Ti prego, da persona attenta e sensibile quale sei, valuta attentamente se sia giusto in questo momento dichiarare pubblicamente di non votare alle primarie.