Matteo Renzi

«La lettera è ideologica Subito al voto e vinciamo»

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Intervista di Di Vladimiro Frulletti a Matteo Renzi sul L’unità del 28 ottobre 2011.

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Inizia stasera alla stazione Leopolda di Firenze la convention del sindaco Renzi. Il “Big Bang” si incentra innanzitutto sulle idee e proposte, perché quanto a candidature per le primarie Renzi non si fa (ancora) avanti. Spiega solo che una competizione fra Bersani, Vendola e Di Pietro non sarà sufficiente e che un nome “giovane” ci sarà.

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Dice che non nascerà una sua corrente, che il Pd è «casa mia, non me ne vado neppure se mi buttano fuori» e che per il dopo Berlusconi c’è una sola strada: elezioni anticipate. Quanto a Berlusconi dice che il suo governo è «all’ammazzacaffè» nonostante gli impegni presi con l’Europa.

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Sindaco, che ne pensa della lettera di Berlusconi? \n«Che siamo alle solite. È il governo che tentenna, traccheggia rimanda e alla fine è costretto a fare cose senza un piano organico. È lo stesso film visto ad agosto con la manovra di Tremonti e che oramai va avanti da mesi».

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Sulla libertà di licenziare però il mondo del lavoro è molto preoccupato. Il segretario della Cisl Bonanni, che pure non è un estremista, dice che si tratta di «istigazione alla ribellione»\n «È l’ultimo dei problemi. È una misura molto ideologica e poco concreta. Se il Governo dicesse garantiamo i lavoratori con un sistema welfare diverso, valorizziamo i precari, diamo uno spazio di formazione professionale ai 50enni che perdono il lavoro, poi sarebbe credibile un ragionamento sul semplificare la vita alle aziende in crisi. Ma non è così».

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Però è oramai chiaro che il Governo politicamente sia alla frutta…\n «No, è già all’ammazzacaffè».

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E per il dopo che c’è da fare: elezioni o governo di transizione?\n «Elezioni. E questa volta per vincerle e per governare per 5 anni».

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Al voto con chi? \n«Partiamo da “per che cosa”. Su questo trovo un clima migliore nel Pd. Perché dopo tante polemiche, accuse e anche qualche insulto di troppo, finalmente stiamo confrontandoci sui contenuti. Cosa che faremo anche noi alla Leopolda fino a domenica».

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Chi salirà sul palco della sua convention avrà 5 minuti per dire che farebbe per l’Italia se fosse a Palazzo Chigi. Lei se fosse capo del Governo ci dice, in 5 righe, che farebbe?\n «Venga domenica che glielo dico. Ma alla Leopolda si scoprirà che sono tanti quelli che danno idee: dal direttore di Vita Riccardo Bonacina, a imprenditori come Nero Alessandri e Guido Ghisolfi, e uomini di cultura e personalità dell’associazionismo».

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Ma Renzi che vuoi fare da grande? \n«Renzi vuol fare per bene il sindaco. Ma visto che non sono il governatore di una repubblica autonoma e che la mia città soffre la crisi di credibilità del Paese, sento il bisogno, assieme a tanti altri amministratori, di dare una mano al mio partito formulando delle proposte. Mi stupisce che questa nostra attività tutta in positivo sia considerata un atto di cui aver paura. In alcuni casi addirittura da scomunica preventiva. Chi vuole criticare faccia la fatica di ascoltare quel che proporremo».

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Insomma lei non sarà protagonista nelle primarie per la leadership del centrosinistra?
«Non è un argomento oggi all’ordine del giorno. Io credo che le primarie siano fondamentali e insostituibili, che debbano essere libere e aperte a tutti. E quindi chi volesse blindarle in un confronto Bersani-Di Pietro-Vendola commetterebbe il più classico degli autogol. Chi tra i più giovani si candiderà non è in questo momento in discussione. L’importante è che candidiamo le nostre idee». Ma allora a che serve questo Big Bang?\n

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«A presentare le idee di tantissime persone e a mostrare volti diversi dal solito. Parleranno un centinaio di persone e si tratta di persone che di solito non vengono invitate negli ambienti di partito, ma che hanno qualcosa di dire. Ad esempio sono curioso di scoprire cosa dirà Campo Dall’Orto (il capo di Mtv ndr) sui giovani o cosa proporrà Alessandro Baricco sulla cultura. E insisteremo molto sui temi concreti, ad esempio sulla riforma della giustizia civile, perché la giustizia che non funziona è uno dei principali problemi del Paese».

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Nella Supernova che uscirà dalla Leopolda ci sarà spazio anche per temi come il testamento biologico, le coppie di fatto etc.?\n «Ne parleremo certo e con molta serenità. Discuteremo di come rilanciare la famiglia che è una grande questione di sinistra, fino al tema delle unioni civili, cioè di una cosa  che si fa in tutti i paesi civili del mondo. Non sono in contraddizione le due cose. Ma accanto ai diritti civili, parleremo anche dei doveri privati. Ne parleremo col sorriso sulle labbra di chi non si prende troppo sul serio, di chi crede nella bellezza della politica. Per noi la politica non è né lo scilipotismo né la conservazione fine a se stessa. Sotto questo profilo la rottamazione tanto criticata un anno fa, la necessità di un ricambio generalizzato, è argomento che sta arrivando a molti».

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Farà una sua corrente nel Pd? \n«Neanche uno spiffero. Ho sempre fatto di tutto per evitare che nascessero correnti fra di noi. Non credo nelle correnti. Non funziona più l’idea di partito in cui c’è una dirigenza nazionale che decide per tutti e c’è la divisione di vari gruppi in correnti».

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E un suo partito?\n «Ma stiamo scherzando. Le sembra che siano pochi i partiti? Io ho scommesso sul Pd. Il fatto che io non condivida le idea di una parte della dirigenza del Pd non può voler dire che io voglia andarmene. Ci chiamiamo Partito democratico, non ci chiamiamo partito autoritario. Il Pd è casa mia e ci sto anche se mi buttano fuori».

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Questa grande esplosione, partita con la famosa rottamazione, non rischia di cancellare tutta la politica e di lasciare poi spazio a qualche nome della provvidenza come avvenne nel ’94 con Berlusconi? \n«Il berlusconismo nasce dall’incapacità della politica di essere convincente. L’antipolitica si combatte con la buona politica. Se tu dimezzi il numero dei parlamentari e abolisci il vitalizio alle prossime elezioni dimezzi anche i voti di Beppe Grillo e magari vinci qualche Regione in più. C’è da scommettere sulla buona politica. E quello che faremo alla Stazione Leopolda».