Matteo Renzi

La Nazione: “Renzi sfida Bondi sulla legge speciale: “Che ministri buffi”

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Firenze, 26 settembre 2010 –  «CERTO che i ministri del governo Berlusconi sono molto buffi». Il sindaco Matteo Renzi, pettorina bianca da «Angelo del bello» già indossata, inizia la sua giornata dedidata alla pulizia di Firenze commentando le dichiarazioni rilasciate dal ministro Sandro Bondi a La Nazione sulla possibilità di una legge speciale per Firenze.

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Bondi, in estrema sintesi, ha mandato un messaggio chiaro al giovane sindaco ribelle che ha già minacciato di riprendersi il David: «E’ vero che Firenze avrebbe bisogno di più finanziamenti per difendere il suo inestimabile patrimonio artistico dalla quotidiana usura cui i turisti lo sottopongono, ma non è ipotizzabile che lo Stato possa reperire tutte le risorse necessarie». In italiano semplice: «non ci sono abbastanza soldi». Il ministro concede però un appiglio, non chiude del tutto la porta e apre uno ‘spiraglio’ per possibili «iniziative speciali per Firenze». Cioè progetti specifici che possano, di volta in volta, sembra di capire, essere valutati e finanziati.

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Peccato che Renzi — ramazza in mano, non sia disponibile nè a mediare, nè ad accontentarsi: «Prima lanciano le proposte di leggi speciali, poi cambiano idea a seconda del periodo: se si è in campagna elettorale promettono mari e monti, altrimenti si ricordano della crisi e dei problemi di bilancio».

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La sua, quindi, è una conclusione che mantiene quindi il sapore della sfida: «Credo che il ministro dei Beni culturali abbia il dovere di dare delle risposte a Firenze sul merito di alcune questioni. Siamo stati invitati a discutere nuovamente di questi problemi a Roma, il 6 ottobre — ripete — noi andremo forti di un dato evidente: il governo non può trascurare la gestione dei Beni culturali in questa città. Quindi spero che finalmente si passi dalle parole ai fatti». 

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E ALLE ALCHIMIE propositive del ministro (no a una legge speciale, sì a fondi speciali) risponde netto: «Se non ci sarà la legge speciale verificheremo che cosa metteranno in campo. Ricordo però che la legge speciale l’avevano proposta loro, l’aveva proposta Bonaiuti e l’aveva assicurata Berlusconi. Se poi Berlusconi non mantiene le sue promesse, questo è un problema che riguarda lui e gli italiani che gli credono».
ARRIVA inaspettata manforte a Renzi nella sua battaglia per far arrivare soldi a Firenze dal presidente della Provincia Andrea Barducci: «Sono totalmente d’accordo con Renzi — ha spiegato Barducci — non è giusto negare a Firenze una legge speciale che è stata invece concessa alle altre due importanti città d’arte italiane: Venezia e Roma».

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E visto che c’è rilancia cercando di entrare, in qualche modo, in partita. «Bondi — insiste Barducci — ha ammesso che Firenze ha bisogno di interventi speciali, perchè allora non aprire un tavolo con tutte le istituzioni per affrontare una volta per tutte la questione. Non possiamo permettere che il ministro continui a sgusciare via come un anguilla. Anche perchè, a questo punto, il sospetto che esista un reale pregiudizio da parte del governo centrale verso Firenze diventa sempre più concreta».

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Che Firenze sia oggetto di scarsa simpatia è faccenda antica: la guerra dei campanili più feroce la città l’ha sempre dovuta affrontare prima che altrove in casa propria, in quella Regione matrigna che non è mai stata troppo generosa con il suo capoluogo, reo, forse, di essere un po’ meno ‘rosso’ del restante territorio, oppure di aver avuto, in secoli diversi, troppo.

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HA TONI del tutto diversi la musica suonata invece dall’onorevole Gabriele Toccafondi (Pdl) che più volte ha portato alla ribalta del governo nazionale i problemi fiorentini. «I ministri del governo Berlusconi sono buffi? — replica — Qui di buffo c’è solo Renzi. Di fronte al ministro Bondi e al sottosegretario Bonaiuti che cercano di risolvere i problemi che lui gli sottopone, il sindaco li apostrofa come ‘buffi’. Questa è la sinistra in Italia».

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Ma Toccafondi va avanti ed elenca tutte le occasioni in cui i ministri del governo Berlusconi non sono stati solo ‘buffi’ con Firenze.
«Non mi sembrano ‘buffi’ i ministri del centrodestra quando risolvono i problemi segnalati da Renzi. Qualche esempio? — incalza l’onorevole del Pdl — Penso al ministro Gelmini che gli risolve il problema della mancanza di alcuni insegnanti nelle scuole comunali, oppure allo stesso ministro Bondi che ha già assicurato di essere al lavoro per trovare una soluzione economica per il nuovo auditorium della musica».
 

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E NATURALMENTE l’elenco continua con il ministro Matteoli che, nonostante le opinioni di Renzi al riguardo «lavora per dare risposte reali al sistema infrastrutturale fiorentino». Oppure con il ministro Angelino Alfano che ha collabora economicamente per far aprire il nuovo palazzo di Giustizia.

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Mi sono occupato personalmente del problema — sottolinea Toccafondi — e se ben ricordo la sinistra del governo Prodi non aveva collaborato con la stessa prontezza per risolvere questi problemi. Gli assessori della giunta Domenici dovrebbero ricordarlo molto bene, vista la quantità di inutili viaggi fatti a Roma». 

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E POI, come il gioco della politica impone, Toccafondi rilancia la palla sul campo avversario: «Ma se i ministri del governo Berlusconi sono ‘buffi’ — è la provocazione — sarei curioso di sapere come il rottamatore Renzi pensa di poter definire il suo compagno di partito, nonchè governatore della Toscana Enrico Rossi che, per ora, almeno, non mi pare abbia fatto nulla su questo terreno.

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Anzi, se non sbaglio, il primo a chiudere ogni possibile strada alla tassa di scopo per Firenze, fu proprio il suo predecessore, quel Claudio Martini, più preoccupato di salvaguardare gli equilibrismi politici territoriali che di intervenire a salvare Firenze dal degrado».