Matteo Renzi

La verità sulle pensioni

Giovedì 7 novembre sono stato ospite della trasmissione di Michele Santoro, Servizio Pubblico. Nel corso della puntata – molto serrata, a tratti tesa, sicuramente ricca di spunti – sono stati affrontati numerosi argomenti e si è discusso anche di pensioni: un pensionato livornese, Michele, addentrandosi in questioni molto tecniche, ha spiegato come una piccola fetta di popolazione, con il sistema retributivo, prenda di pensione meno di quello che avrebbe preso con il sistema contributivo. Per quel che mi riguarda, ho risposto cercando di spiegare perché secondo me possiamo chiedere a quelli come lui, con una pensione di settemila euro al mese, un piccolo contributo di solidarietà.

Conseguenza? Sui social network – ma non solo lì – sono immediatamente iniziati a fiorire i commenti di chi mi accusa di voler tagliare le pensioni, di voler affamare i pensionati, di voler abolire la reversibilità… Sarebbe quasi divertente; se non fosse che si tratta di una questione seria, che tocca direttamente il patto intergenerazionale su cui si regge una società, e che per questo motivo deve essere assolutamente difesa da qualsiasi tipo di strumentalizzazione o lettura grossolana.

Quindi, lo ribadisco: chi pensa che io voglia intervenire sui trattamenti pensionistici punendo chi ha versato contributi per un’intera vita lavorativa o prende pensioni basse sbaglia bersaglio. Quello che io voglio, e chiedo, è che si abbia il coraggio di introdurre una maggiore equità previdenziale. Perché continuo a pensare che sia più equo chiedere un contributo a chi ha avuto di più (grazie a regole troppo generose) anziché a chi ha una pensione da settecento euro al mese.