Matteo Renzi

Lezione alla politica dei dinosauri

\n

Four more years

\n

Pubblicato su QN

\n

HA VINTO Obama. E ancora una volta il popolo americano ha scelto la strada della speranza e dei sogni, per quella «Land of Hope and Dreams» cantata da Bruce Springsteen. E una grande emozione, e l’ho provata personalmente nei giorni in cui sono stato ospite della convention democratica di Charlotte. Al termine del suo secondo mandato, Barack Obama avrà da poco compiuto 55 anni.

\n

Di fronte a sé avrà una seconda vita. Sicuramente dietro di sé, così giovane soprattutto rispetto a molti dei nostri politici-dinosauri, lascerà una profonda e duratura orma nella storia americana, anzi mondiale figura simbolo di questo inizio di nuovo millennio. E’ una transizione, quella in corso, di cui il presidente statunitense resta ancora un protagonista e un punto di riferimento. Lucido e consapevole. LA SUA azione di governo lo dimostra, a partire dal mix di concretezza e di audacia, di freddezza e di passione, che ha caratterizzato le sue scelte, confermandone anche il profilo di politico post-ideologico. Ha dato seguito alla promessa saliente della sua prima campagna elettorale “la riforma sanitaria” anche se l’aggravarsi della crisi avrebbe indotto un presidente meno coraggioso a lasciarla cadere. La dimostrazione che si può e si deve essere coerenti nei confronti di chi ti ha votato. Ma al tempo stesso ha affrontato di petto le conseguenze di una crisi ereditata, assumendo decisioni scomode, costantemente dettate dalla convinzione di far bene per il Paese. A Obama qualcuno ha rimproverato nel corso della lunga campagna elettorale di non avere una Big Idea. E davvero un messaggero senza un messaggio? FOSSE pure così, paradossalmente è proprio questa la sua forza. Il suo carisma, che deriva dal suo LEZIONE ALLA POLITICA DEI DINOSAURI essere autentico quando ripete alle sue platee: «Siete voi non io, io senza di voi chi sono?». L’idea di non calare dall’alto la politica, ma di farla crescere dal basso. Obama sa connettersi con l’America di oggi, è un personaggio che sfugge alle definizioni delle consuete e ormai logore classificazioni politiche. E sa dare respiro, credibilità, futuro alla politica e alla tutela dei cittadini e in particolare quelli più indifesi. ECCO come si mette fuori dalla porta la politica che ha combinato un sacco di guai, ha snobbato principi fondamentali e ha permesso di tutto con un clamoroso atteggiamento miope. Se l’Italia è ferma e siamo nelle sabbie mobili, e gli sbadigli e il senso di nausea sono i commenti più diffusi e spontanei a ciò che sta offrendo da tempo la nostra cronaca politica, Obama dimostra con cosa può essere riempito quel vuoto che esiste tra la politica e il cittadino, come si può riscoprire l’orgoglio di servire il nostro Paese cancellando quel triste lungo catalogo di errori e ritardi, come ci insegna ogni giorno un grande italiano, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E il nostro compito. Adesso.