Matteo Renzi

Longarone, folla per Renzi «Difenderò la montagna»

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BELLUNO—Impegno contro il dissesto idrogeologico, attenzione alle politiche per la montagna e una spallata a chi vorrebbe aggregarsi alle Regioni e Province a statuto speciale: questa la ricetta di Matteo Renzi, 37 anni, sindaco di Firenze e sfidante del segretario Pierluigi Bersani alle prossime primarie del Partito Democratico, per dare una mano al Bellunese. Nel giorno dell’apertura della sua campagna elettorale, il «rottamatore» della «vecchia guardia» politica anche nel suo Pd ha tenuto due comizi in provincia.Prima tappa a Longarone, dove ha ricordato le vittime del Vajont. «Parlando con chi era qui 49 anni fa mi sono venuti i brividi – ha commentato – Qui il dolore si rinnova ed è un monito per ciascuno di noi». Partire da Longarone, ha proseguito incontrando i cittadini, «significa anche inginocchiarsi di fronte a una comunità che ha subito il danno più grave che si possa immaginare, soprattutto se si considera che la scelta di costruire la diga era stata contestata in anticipo ».

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Perciò attenzione alla gestione del territorio, specie sul versante del dissesto idrogeologico. «Nel 2011 ci sono state 70 frane con 18 morti in Italia – ha commentato – Serve una politica che non pianga all’indomani delle catastrofi, ma che punti sulla loro prevenzione». Incalzato sulla questione dei referendum per il passaggio alle Regioni a statuto speciale, diffusi in molti comuni bellunesi, il sindaco fiorentino ha risposto: «La scommessa è cambiare l’ordinamento dello Stato, non dar vita a un festival di referendum in cui si muovono le pedine e i territori come si giocasse a Risiko ». La cosa migliore, quindi, sarebbe «garantire anche alle Regioni ordinarie maggiori poteri e risorse. Se finora non è accaduto è perché in questi anni la grande scommessa federalista, che la Lega in particolare aveva in teoria impersonato, è venuta meno».

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Lasciata Longarone, Renzi si è diretto a Belluno col camper utilizzato – un po’ come aveva fatto Beppe Grillo prima delle ultime amministrative – per la campagna elettorale. Comizio-show alle 18, in un Cinema «Italia» gremito di sostenitori. Qui, nel presentare il suo programma fondato su progettazione politica del futuro, identità europea e meritocrazia, ha parlato anche di politiche per la montagna. «Non pensarci significa non occuparsi di qualcosa che fa parte della nostra identità nazionale – ha commentato – occorre creare le condizioni per pensare al futuro di questi territori con serenità». Il sindaco di Belluno Jacopo Massaro, altro «ribelle» del Pd tanto da essere uscito dal partito, ha fatto gli onori di casa a Renzi con cui ha da tempo vicinanza. E ha chiosato: «Favorevoli o contrari a Renzi, oggi siamo alla ribalta nazionale grazie alla sua presenza. C’è voglia di tracciare un segno di discontinuità, si è fatto un cambio di passo».

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Andrea Zucco