Matteo Renzi

Mi attaccano ma sarà un boomerang

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unita

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“Mi attaccano ma sarà un boomerang”
di VLADIMIRO FRULLETTI su l’Unità

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Viene messa in discussione la pagina a pagamento con l’invito a iscriversi per votare.

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«Ci sono le pagine a pagamento per votare Bersani pubblicate su vari giornali. Noi non abbiamo fatto pagine a pagamento per far votare Renzi. C’è un invito a partecipare e non l’ha fatto il mio comitato».

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Tutto questo però non rischia di avvelenare delle primarie che oggettivamente avevano portato grande entusiamo nel centrosinistra?

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«Ieri (mercoledì ndr) sei milioni di italiani, più del doppio di quelli che sono andati a votare alle primarie, hanno visto il confronto tv. Vogliamo parlare solo a chi è andato alle primarie o a tutti? Le elezioni questi le vogliono vincere o no?»

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Questi immagino siano “loro”. Perché lei fa questa distinzione “noi “e “loro”. Spesso lei lamenta che la descrivono come un corpo estraneo al centrosinistra, ma anche lei non pensa di essersi mosso in questa direzione di estraneità?

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« Se mi fossi considerato un corpo estraneo al centrosinistra non mi sarei candidato alle primarie del centrosinistra. Abbiamo fatto una battaglia dura, ma bella e leale che ha fatto del bene al centrosinistra e al Pd. I sondaggi ci davano al 25%% ora siamo al 35%. E io avrei fatto del male al mio partito e al centrosinistra? Ma perché c’è questa abitudine della sinistra a farsi del male? In queste ore siamo alla follia che nelle sedi del Pd stanno cacciando la gente. Il Pd dovrebbe tenere le porte aperte, spalancate».

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Resta quel “noi “e “loro”.

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«C’è un ballottaggio, e c’è ovviamente un noi e un loro. A partire da lunedì però lavoreremo tutti insieme. Sempre che ne abbiamo voglia di lavorare insieme con quei berlusconiani che non rispettano le regole».

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Che significa?

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«Che c’è da fare attenzione. Perché le frasi che vengono dette oggi non so se cambieranno l’esito del ballottaggio, non credo, ma rischiano di avvelenare il clima per dopo. Se vincono loro avranno bisogno di un aiuto. E davvero pensano di chiedere un aiuto a chi hanno insultato? Finito il confronto tv sono andato ad abbracciare Bersani. E’ questa la ricompensa? Essere insultati? Certo che c’è un noi e un loro. Noi pensiamo che debba essere cambiato allenatore, modulo di gioco e squadra. Ma se perdiamo staremo nella squadra di chi ha vinto senza chiedere nessun premio. Siamo leali».

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Quando lei dice che va rottamata la classe dirigente degli ultimi vent’anni sembra che metta sullo stesso piano i governi Prodi e quelli Berlusconi.

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«Ma no, le differenze sono enormi. L’Ulivo ha fatto tante cose buone, ma possiamo dirlo che qualcosa non siamo riusciti a fare? Che abbiamo diritto al futuro? In tutto il mondo arriva una nuova generazione che vuole cambiare. E questa richiesta arriva da tutta la base del centrosinistra. Lo stanno dicendo la Toscana, le Marche, l’Umbria. Fuori da qui c’è una base che chiede “ragazzi rinnovatevi “».

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Non è preferibile che siano i cittadini a finanziare la politica con le tasse piuttosto che grandi gruppi, aziende, potenti etc. Quelli mica danno i soldi senza poi chiedere nulla in cambio.

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«C’è un referendum che ha detto basta al finanziamento pubblico ai partiti perché facciamo finta di non vederlo. E’ un momento in cui la casta deve dare un segnale. Partiamo noi del Pd».

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Per Bersani lei dimentica il tema dell’uguaglianza.

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«No, per me l’uguaglianza è tema centrale, ma a mio avviso l’uguaglianza passa dalla capacità di promuovere il merito altrimenti è ugualitarismo».

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Però il figlio di un operaio ha meno possibilità del figlio di un notaio.

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«In Italia il figlio di un operaio oggi ha un quarto delle possibilità di laurearsi di quelle che ha il figlio di un operaio francese. Il sistema che ci hanno lasciato produce disuguaglianza».

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Perché dice no a un intesa con Casini?

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«E’ altalenante l’atteggiamento di mi contesta di voler prendere i voti del delusi del centrodestra e poi chiede a Casini di farlo lui».

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Lei vorrebbe due soli partiti, uno di centrosinistra e uno di centrodestra?

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«Sì in prospettiva il modello è quello».

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Un sistema presidenziale?

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«Un bipartitismo col sindaco d’Italia. Il cittadino deve scegliere chi lo governa e chi lo governa deve essere in grado di essere credibile con gli elettori».

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Servirebbe un centrodestra credibile, invece le primarie non le fanno più e torna Berlusconi. «Mi pare un errore clamoroso, stanno perdendo una grande occasione».

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Bersani ha circa 300mila voti in più, parecchi. Come pensa di recuperare?

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«Punto a portare più gente possibile a votare, però questa caccia all’uomo che s’è scatenata nei miei confronti, con tutti gli altri candidati contro, mi sembra totalmente contraria a quello che avevamo fatto fino a oggi. Stanno facendo il male del Pd. Noi faremo di tutto per onorare fino in fondo questa battaglia leale che abbiamo fatto. Se poi non vinceremo rispetteremo l’esito senza alimentare le polemiche come stanno facendo altri».

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Vendola ha scelto Bersani, provi convincere un suo elettore a scegliere lei domenica.

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«Se vuole scommettere su una vera novità, su un’Italia fatta di innovazione, green-economy, educazione e scuola noi ci siamo. Se invece gli va bene il centrosinistra che c’è stato in questi vent’anni Bersani è l’ideale».

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L’Italia ha detto sì alla Palestina come membro dell’Onu. Ha fatto bene?

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«Sono per due popoli e due stati, ma non sono convinto che la questione centrale del Medioriente sia il conflitto fra Israele e Palestina. La vera questione di quell’area è l’Iran».

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Molti dicono che un Pd che ha Bersani e ha Renzi è un Pd vincente. Perché non fate un ticket? «Partendo dal fatto che il ticket non esiste, bisognerebbe chiederlo a Bersani e ai bersaniani se davvero pensano che le persone che hanno votato per me siano una risorsa per il centrosinistra o dei malevoli interpreti del berlusconismo. Temo che questi insulti siano cicatrici che rimarranno a lungo. Chi alimenta questo clima non sta facendo un bel servizio a Bersani. Magari vince con 1 punto in più di quelli che pensava, ma dopo farà molta più fatica a riportare al voto tutte quelle persone che ora insultano. Vedo i volti di chi si vede respingere dalla sedi del partito, come fanno non capire che questo è un boomerang clamoroso».

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