Matteo Renzi

Nel quartier generale del rottamatore

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Renzi quartier generale Repubblica

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Nel quartier generale del rottamatore
di Massimo Vanni su La Repubblica

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Che strano, solo un cartellino bianco con la scritta nera «Fondazione». Niente altro, sul portone di Palazzo Ruspoli di via Martelli. Il quartier generale del rottamatore che fa il pienone nei teatri d’Italia e che enumera compiaciuto le centinaia di cittadini incontrati ad ogni tappa, sui campanelli non è neppure segnalato. Eppure, ad oltre dieci giorni dalla candidatura di Verona, il cuore pulsante della macchina elettorale del sindaco Matteo Renzi, al primo piano di via Martelli, arranca sopraffatto dalle richieste e dalla posta.

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Circa 1.200 richieste di comitati da tutta Italia, 21mila persone che si sono fatte avanti, 150 mila ‘mi piace’ sulla pagina Facebook. «Non ci aspettavamo una valanga così», dice Maria Elena Boschi, l’avvocata prestata alla causa che Renzi ha voluto a capo dei comitati. «Per fortuna sta per entrare in funzione la registrazione ‘on line’ su www.matteorenzi. it e ci semplificherà il lavoro », spiega Maria Elena, appena iscritta al Pd.
Sono le 13.30 passate. E mentre l’intera Firenze è a pranzo, nella «sala operativa» di Renzi, aperta con orario continuato dalle 9 alle 19 (tranne il sabato) si smanetta ai computer: Valentina, studentessa di 23 anni, risponde al numero verde messo a disposizione (è l’800 800 555), Curzio studente di scienze politiche anche lui di 23 anni inserisce i dati nel data base. E così fanno Elena, architetto di professione, e Carolina, diplomata Accademia delle belle arti e oggi disoccupata. Tutti volontari e tutti prestatori di passione e lavoro
sotto la supervisione della direttrice di sala. Cioè dell’onnipresente Claudia: «Sono una libera professionista, faccio l’architetto ma a dire la verità la faccio poco adesso, sono sempre qui».
Del vecchio «Noi Link», del comitato elettorale al tempo delle primarie di Firenze e della campagna da candidato sindaco di
Renzi, è rimasta la disposizione spaziale: la sala riunioni a fianco della stanza del caffè e le tre salette affacciate su via Martelli. Oltre a quella dei comitati, quella dell’organizzazione diretta dalla consigliera provinciale Sara Biagiotti e quella del tour affidata all’assessore di Scandicci Simona Bonafè, che segue il sindaco ad
ogni tappa.
Stessa “location”, nuovo arredamento però per un comitato primarie dominato dal gentil sesso. A cominciare dai mobili Ikea montati dai volontari e dal consigliere regionale Nicola Danti. Per continuare con le lettere blu sulla parete del primo ingresso che compongono la scritta «Adesso!», le gigantografie di Renzi e la foto di Verona che torreggia nella sala riunioni, il logo ufficiale con i colori americani. Inutile cercare simboli del Pd: neppure una spilla caduta per caso.
Il sindaco Renzi l’aveva promesso
durante il tour lombardo:
«Ce lo stanno chiedendo in tanti, non abbiamo niente in contrario, da lunedì avremo la bandiera del Pd, dell’Italia e dell’Europa», aveva detto ai sostenitori. Ma invece niente: «Ci sta pensando», dicono al quartiere generale. Dove ogni giorno girano a turno almeno 30 volontari. Oltre al presidente del Consiglio provinciale Davide Ermini.
E’ un numero destinato ad aumentare dopo il 6 ottobre, quando l’assemblea del Pd deciderà le regole. Ma tutto continuerà a girare attorno alle tre salette che danno su via Martelli e alle tre capo- staff. Che da qui al 25 novembre sono pronte a tutto: «Sono dimagrita tre chili, qui non si mangia neppure», lamenta Sara Biagiotti, che cerca di conciliare il comitato elettorale con l’impegno in Provincia e il lavoro in Cna. «Per essere qui almeno il pomeriggio devo lavorare la mattina, a volte mi sveglio alle 5 per mandare avanti il lavoro allo studio», confessa Maria Elena Boschi. Ma è solo l’inizio.

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di Massimo Vanni su La Repubblica