Matteo Renzi

«Norme assurde, così primarie finte»

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unitaVLADIMIRO FRULLETTI

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«Questo è un boomerang. Bersani non lo può permettere. Non capisco perché il Pd deve aver paura di primarie libere e aperte. Tutti i sondaggi, al di là dei voti ai singoli nomi in corsa, su una cosa sono unanimi: il Pd sta crescendo. E sale grazie al confronto che s’è aperto con le primarie. Adesso invece le vogliono fare finte. Spero davvero che intervenga Bersani. Mi auguro che ci pensino bene, che prevalga la ragionevolezza».

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Il sindaco di Firenze Matteo Renzi arriva su una bicicletta in piazza Savonarola a Firenze. Deve scoprire una lapide in memoria di San Francesco. Scherza coi bambini che giocano a pallone («poi si fa’ due tiri») e si ferma con gli anziani che gli chiedono di mettere a posto la fontana che perde acqua. Gentile e sorridente. Ma il buonumore termina appena si parla delle norme sulle primarie, albo degli elettori e doppio turno, che sabato dovrebbero essere approvate dall’assemblea nazionale del Pd. A suo giudizio quei paletti sono così alti che non aiuteranno la partecipazione dei cittadini: «In tutto il mondo la sinistra si apre e qui invece si fa di tutto per far diminuire i votanti». E soprattutto sono stati messi all’improvviso, in mezzo alla sua corsa, per non farlo arrivare al traguardo.

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Bersani dice che chi vuole votare alle primarie deve dichiararsi elettore di centrosinistra. Per evitare incursioni dalla destra, per scongiurare che voti anche un Batman.

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«Sono d’accordo con lui. È sempre stato così. Siamo tutti d’accordo che per votare alle primarie ci sia da aderire alla carta dei valori del centrosinistra».

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Allora cosa non va nell’albo pubblico?
«Questa storia della pubblicità è discutibile. Perché suona stravagante che la stessa organizzazione di partito che non ha ancora reso pubblici i votanti delle scorse primarie voglia oggi rendere pubblici quelli che voteranno alle prossime primarie. Però se non ci sono problemi di privacy per me nulla osta».

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Per votare sembra che ci sarà da ritirare il certificato di elettore del centrosinistra.
«E questo è inaccettabile. Credo che Bersani interverrà. Ma stiamo scherzando? È una procedura che non si è mai vista. Una cosa è firmare l’albo degli elettori, dichiarare l’appartenenza, sottoscrivere la carta di intenti. Ma arrivare a dover ritirare una tessera non è accettabile. Sono curioso di capire se andranno avanti o avranno il buon senso di fermarsi prima. Tra l’altro ci stanno regalando la possibilità di fare le vittime. Non capisco. È stato Bersani a dire che voleva fare primarie libere e aperte. Ma davvero pensano che questo sia il modo giusto di presentarsi davanti agli elettori? Non si rendono conto del rischio boomerang che c’è per il Pd. Se devono fare le primarie che si facciano vere primarie, se vogliono farle finte lo dicano».

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Cosa non la convince dell’eventuale ballottaggio (se nessun candidato la prima domenica prende più del 50% dei voti) a cui dovrebbe poter votare solo l’elettore che ha già votato al primo turno?
«È allucinante un doppio turno in cui può votare solo chi ha votato al primo. Se uno quella domenica stava male che fai? Non lo fai votare? È un clamoroso autogol per il Pd e il centrosinistra. Non capisco perché le regole che andavano bene per Prodi, per Veltroni, per Bersani, per Pisapia, per Fassino, per Vendola, per Zedda, per Doria non vadano più bene ora. Che è successo? Come mai non ci sono le stesse regole?»

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Lei come si risponde?
«Che sarebbe strano se alle primarie del centrosinistra si consentisse di correre a Tabacci e non al sindaco Pd di Firenze».

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Cioè ritiene che queste regole siano state pensate contro di lei?
«Non capisco la logica. S’è detto fino a oggi che si facevano delle regole, poi improvvisamente si cambiano. Non capisco a chi giovi. Se è una mossa dettata dalla paura allora è meglio che non facciano le primarie. Ma che senso ha fare le primarie oggi in questo modo? Le primarie sono un’altra cosa. Perché Bersani a Piacenza ha approvato delle regole delle primarie che adesso vogliono cambiare? Spero davvero che intervenga Bersani e che faccia prevalere la ragione. Insomma Bersani dovrà scegliere se le primarie le vuol fare o no. E io credo che le voglia fare per davvero».

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Ma perché lei sabato non andrà all’assemblea nazionale del Pd?
«Non faccio parte dell’assemblea e ho pensato che la mia presenza potrebbe sembrare una provocazione. Non vado a creare motivi di divisione e scandalo».

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L’accusa è che lei sta snobbando il Pd.
«Non mi pare che stia snobbando il partito. Ho fatto 32 feste de l’Unità e democratiche. Ho partecipato a decine di confronti come quello di Ferrara con Franceschini. Ho spiegato reiteratamente che nel caso in cui perda le primarie non ci sarà nessun tentativo di creare strani pasticci per il dopo. Questa accusa proprio non sta in piedi».

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Fioroni dice che l’assemblea andrebbe rinviata a quando lei sarà disponibile.
«Mi sembra che Fioroni voglia alimentare un clima di tensione che non mi appartiene e che è dannoso per il Pd».

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L’assemblea deve votare la deroga che le consente di candidarsi. Ma per cambiare lo Statuto servirà il sì della metà più uno dei membri. Teme sorprese?
«No, mi fido di Bersani, non ho dubbi sul fatto che abbia la maggioranza dell’assemblea. Che abbia anche quella degli elettori lo vedremo alle primarie, ma che abbia quella dell’assemblea lo do per scontato».

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Se vince Renzi finisce il centrosinistra?
«È un’accusa umiliante per me, ma anche per chi lo dice. Se gli elettori del centrosinistra premiano un candidato diverso da quello che D’Alema o chi per lui immaginano non è che finisce il centrosinistra. Non è che il centrosinistra sta in piedi soltanto finché vince il candidato che appoggia lui».

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Con Renzi vincente alle primarie però il nodo delle alleanze per il Pd resta.
«Vorrei che le primarie fossero un confronto sui contenuti. E i contenuti decideranno anche i contenitori. È chiaro che nel momento in cui Vendola accetta di correre la partita si fa più chiara. Ora però aspetto che Vendola dica che sosterrà chiunque vinca le primarie».

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Se Vendola vince le primarie, lei poi lo sosterrà?
«Io sono uno che sta dentro le regole, per cui chi vince avrà il mio sostegno, mi auguro che anche gli altri facciano la stessa cosa».