Matteo Renzi

Rassegna stampa

Matteo Renzi a “L’Infedele”

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Grillo-Renzi, l’impossibile sfida tv

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iltempodi MASSIMILIANO LENZI

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Beppe Grillo ha un (Matteo) Renzi per capello: sarà l’anagrafe – il comico genovese ha 64 anni, più o meno l’età di quelli che il sindaco di Firenze vuole rottamare – ma da un po’ di giorni a questa parte (oltre agli anatemi verso chi dei suoi si accomodi in televisione) Grillo (s)parla spesso di Renzi. Lo ha fatto tempo fa, tirando fuori niente meno che “l’invidia del pene” di cui soffrirebbe, a detta del fondatore del Movimento 5 Stelle, il primo cittadino fiorentino. E lo ha rifatto ieri, usando come metafora il nome di un programma della televisione – che tanto dice di disprezzare – Chi l’ha visto, per rinfacciare a Renzi di partecipare poco ai consigli comunali della sua città che – aggiunge Grillo – “affoga nei debiti”. 

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Si può perdere o si può vincere. In Sicilia la scommessa per il futuro

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nov3 catania18Intervista di Lillo Miceli su La Sicilia

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Il «rottamatore» Matteo Renzi, il giovane sindaco di Firenze che ha osato sfidare i leader storici del Pd, candidandosi alle «primarie» per la scelta del candidato alla presidenza del Consiglio, arriva oggi in Sicilia. Un tour di tre giorni, che inizia questo pomeriggio a Catania, e che lo vedrà attraversare l’Isola in lungo in largo: da Piazza Armerina a Taormina; da Marsala a Palermo. Renzi raggiungerà anche Pozzallo, la città natale di Giorgio La Pira, suo predecessore alla guida del capoluogo toscano.
Renzi sbarca in Sicilia all’indomani del voto regionale che ha visto l’elezione di un esponente del Pd, Rosario Crocetta, a Palazzo d’Orleans, mentre il Partito democratico ha dimezzato i voti.
In Sicilia trova già un Pd rottamato dall’astensionismo e dai grillini e un presidente della Regione che non ha la maggioranza all’Ars.

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Renzi accende di entusiasmo la Mole

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logo corriere adriaticoOvazione all’arrivo, poi battute e applausi. Video e aneddoti: il comizio del rottamatore è uno show

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di EMANUELE COPPARI e FEDERICA BURONI su Corriere Adriatico

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Ancona Giacca blu su jeans e mocassino marrone, arriva quando sono passate da pochi minuti le 18 il sindaco casual di Firenze, candidato stilnovo alle primarie del Pd. S’affaccia nell’auditorium della Mole gremito di giovani e meno giovani, studenti e teste d’argento in platea. Il tempo per i fans di Matteo per far scatenare l’applauso, e lui s’infila nella stanzetta accanto, prigioniero del capannello di cronisti, telecamere e taccuini. “Veloci veloci ragazzi, non voglio farli aspettare”. Un pensiero gentile per Vendola, l’assoluzione del governatore della Puglia e suo sfidante nella battaglia elettorale interna ai democrat è il tema del giorno. “Gli ho mandato un Sms, sono contento per te. Sono contento per noi”. Qualche altra battuta volante e una domanda malandrina rimasta appesa. “Ad Ancona c’è il sindaco Gramillano, lo conosce?”, ammicca alla crisi perenne a Palazzo del popolo il giornalista. Espressione un po’ così. Ci pensa uno scatenato presidente del consiglio regionale Solazzi a togliere Renzi dall’imbarazzo con un: “Gli racconto io di Gramillano”. Lo prende sottobraccio e lo accompagna sul palco. Ovazione e inizio del one man show della campagna elettorale. Overture all’assessore comunale Eliana Maiolini: “Le primarie se non ci fossero bisognerebbe inventarle”. Poi inizia il comizio infarcito di battute, aneddoti con inflessione toscana, video che scorrono sul maxischermo alle sue spalle dove spicca la chiamata a raccolta: “Adesso”.

Primarie, albo segreto (e i dirigenti del Pdl non possono votare)

corrierefiorentino

Cambiano (ancora) le regole per le primarie. Per votare l’elettore dovrà sempre sottoscrivere l’appello «degli elettori dell’Italia bene comune», in cui c’è scritto che «vogliamo archiviare la lunga stagione berlusconiana e sconfiggere ogni forma di populismo», ma l’elenco non sarà

Ragioni della scelta di votare per Renzi

L’intervento di Alessandro Maran dal Messaggero Veneto Giornale del Friuli

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Voterò per Matteo Renzi. Sono dell’opinione che il centrosinistra abbia bisogno di una rigenerazione, sia pure al prezzo di qualche scossa. E bisogna che le primarie sciolgano il nodo del posizionamento di fondo del Pd nella crisi italiana ed europea. Fare una campagna elettorale di opposizione dopo un anno in maggioranza è schizoide. Il Pd deve rivendicare con orgoglio di aver partecipato (da protagonista) allo sforzo per salvare l’Italia, non vergognarsene; e deve prendersi il merito della popolarità di Monti in Europa, non accreditarsi come quello che non vede l’ora di toglierselo dai piedi. Si può pensare quello che si vuole di Matteo Renzi, ma non c’è dubbio che nei suoi discorsi (e nel suo programma) abbia ripreso quasi tutte le idee-chiave della sinistra liberale; e non c’è dubbio che è con queste idee che prova a sfidare la maggioranza del Pd. Diciamoci la verità: il più delle volte, le riforme che sarebbero necessarie (per trasformare un sistema giudiziario bizantino, un governo locale sciupone, un sistema sanitario scricchiolante ecc.) sono impopolari e rischiare l’impopolarità nei punti di forza tradizionali (il pubblico impiego, per esempio), puntando sulla riconoscenza delle generazioni che verranno, esige un coraggio che gli attuali leader del Pd non hanno. Il punto irrisolto è sempre lo stesso.

Ichino: nove motivi per votare per Matteo Renzi alle primarie

dal blog di Pietro Ichino

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Dei motivi più squisitamente politici per votare Renzi si è detto nella prima fase della campagna elettorale. Ora, gli ultimi sviluppi ne mettono in evidenza diversi altri.

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1) Renzi è l’unico candidato ad aver messo nel proprio programma la trasparenza totale, secondo il modello dei Freedom of Information Acts britannici e statunitensi, come misura decisiva per combattere la corruzione e le inefficienze nelle amministrazioni pubbliche e di partito.

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2) Renzi è l’unico “con i radicali “a proporre come forma esclusiva di finanziamento pubblico ai partiti la detassazione dei contributi dei soggetti privati, condizionata comunque alla trasparenza totale: ogni entrata e ogni uscita devono essere immediatamente visibili on line. E lui ha incominciato subito a farlo.

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3) In materia di lavoro Renzi propone semplificazione e flexsecurity: le sole due ricette che possono rivitalizzare il nostro mercato e il nostro diritto del lavoro.

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4) Il solo fatto che Renzi abbia posto in modo efficace la questione del ricambio nelle cariche parlamentari e di governo ha già prodotto dei risultati concreti su questo terreno nell’atteggiamento del vertice del Pd. Senza di lui non sarebbe accaduto.

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Renzi: “Solo io tra Monti e Grillo”

lastampa

lastampadi FEDERICO GEREMICCA

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In Sicilia sta per andarci anche lui, magari non attraversando lo Stretto a nuoto – alla maniera di Grillo – ma in tour col camper, come da un mese e mezzo a questa parte. Tappa obbligata Pozzallo, dove nacque Giorgio La Pira, sindaco della città di cui adesso è sindaco lui: poi la Valle dei Templi, Gela e un paio di appuntamenti a sorpresa. Matteo Renzi dirà anche lì, come in questa intervista, che il voto siciliano non gli è piaciuto granché: fatta salva la soddisfazione per la vittoria di Rosario Crocetta («È stato un bravo sindaco, farà benissimo anche in Regione») e qualche riflessione controcorrente proprio su Beppe Grillo. Già, Renzi e Grillo: secondo molti, due tipi assai simili…

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