Matteo Renzi

Rassegna stampa

Prandelli elogia Renzi. «Ma salvo i politici alla Trapattoni»

corrieredellasera

corrieredellaseradi ALBERTO COSTA

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Il fascino discreto della rottamazione. Cesare Prandelli ha stravolto il Dna della nazionale di calcio portandola alla finale dell’Europeo seguendo la stella cometa del gioco. Matteo Renzi sogna invece di stravolgere gli equilibri arrugginiti dei giochi di potere. E un binomio atipico quello tra il ct azzurro, lombardo della bassa bresciana, animo contadino, e il sindaco di Firenze, uno yuppie dell’Italia che cerca di uscire dagli schemi del passato.

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Bonacina: “Impressionante la voglia di Matteo Renzi di ragionare di cose e di problemi oltre i pregiudizi”

Matteo Renzi nella redazione di Vita

Matteo Renzi nella redazione di Vita

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Ieri sera, anche sull’onda della preoccupazione per i risultati delle Regionali siciliane dove oltre il 52% non ha votato (Crocetta che ha vinto è espressione di meno del 15% dell’elettorato), ho deciso di andare al Teatro Dal Verme di Milano, dove il camper di Matteo Renzi si fermava per la sua 96° tappa (su 100, infatti il tour si chiude oggi con le tappe a Urbino, Ancona e Cesena dopo una quarantina di giorni, circa 20mila chilometri e oltre 100mila euro raccolti).

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Articolo di RICCARDO BONACINA pubblicato su VITA.it 

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Milano, 2 mila in coda per Renzi

corrieredellasera

Nel teatro, 1.800 persone. Fuori, una coda lunga cento metri, in massima parte di under 3o. E l’accoglienza riservata da Milano a Matteo Renzi, arrivato ieri per una tappa della sua campagna elettorale per le primarie di centrosinistra. All’evento, ospitato

I dolori del giovane democratico

fattoquotidiano

da Il Fatto Quotidiano del 30 Ottobre 2012 \n Ho sedici anni e da qualche settimana sono iscritto al PD, Circolo di Trastevere, Roma. Andavo in giro orgoglioso con la mia tessera in tasca, felice di iniziare la mia attività

Tutti pazzi per «Matteo». Quel format che ha già vinto.

pubblico giornale

pubblico giornaledi TOMMASO LABATE

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Poco importa se alcuni aneddoti – «Una bambina, quando ho chiesto quale fosse la cosa più bella di Firenze, ha risposto la Torre di Pisa» – non sarebbero degni neanche delle barzellette che stanno sul Cucciolone, nel senso del gelato con il biscotto attorno. E poco importa anche se altre storielle – «Dopo le accuse di Marchionne a Firenze, una signora m’ha detto: “Noi s’è fatto il Rinascimento, lui la Duna”» – risultino all’orecchio talmente geniali da farsi perdonare anche la forzatura storica (Firenze ha fatto il Rinascimento ma Marchionne non ha mai fatto la Duna).

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Renzi presidente, una speranza per noi donne

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Dalla rubrica Italians di Beppe Severgnini

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italians beppe severgniniCaro Beppe, cari e soprattutto care Italians, lavoro a New York nel campo dei diritti delle donne da quasi dieci anni, e credo che non bisogna essere donne per avere a cuore le pari opportunità in Italia. Solo bisogna avere a cuore la crescita economica, la sopravvivenza culturale e demografica del Paese, e la giustizia sociale. Le donne dei governi Berlusconi non avevano chiaramente a cuore nessuna di queste cose, ed erano ben felici di sacrificare i diritti di tutte per i privilegi di pochissime. Matteo Renzi non è una donna, ma ha capito che non ha senso parlare di occupazione femminile senza parlare di asili nido. Ha capito che, oggi, quello che fa perdere il sonno a molte italiane non sono le quote rosa in Parlamento, ma la mancanza di strutture pubbliche che ci permettano di sostenere le nostre ambizioni e le nostre famiglie. Matteo Renzi ha anche capito che la violenza di genere non è una questione culturale ma un tema prioritario di sicurezza pubblica.

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Renzi cambia slogan e toglie il suo nome

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di FRANCESCO ALBERTI

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Gioca in casa. E si autorottama. Via nome e cognome dal simbolo: si passa dall’io («Matteo Renzi. Adesso!») al noi («Cambiamo l’Italia. Adesso!»). L’importante, però, è che sia «Adesso!». Non nel solito e nebuloso domani all’italiana. Cerca e trova il pienone (6 mila presenze), Matteo Renzi, nella città che lo ha scelto prima come presidente della Provincia e poi come sindaco, sempre a dispetto dei santi di partito. Il Mandela Forum offre un bel colpo d’occhio.

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Renzi: trenta giorni per vincere

renzimandela

renzimandeladi MARZIO FATUCCHI

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Un cambio di passo, un cambio di slogan, la richiesta di una mobilitazione porta a porta e una dichiarazione d’amore per Firenze ma a cui non «chiede scusa» per essersi candidato: sarà questa città l’esempio per «cambiare l’Italia». Parte anche in modo diverso la serata di Matteo Renzi al Mandela Forum. Parte con Carlo Terzaroli, un ventiduenne che si definisce «costruttore, non rottamatore», la segretaria del Pd Brenda Barnini di Empoli che attacca il ministro Fornero per aver definito «schizzinosi» gli under 35 e Simone Gheri sindaco di Scandicci, che chiede di «dar spazio a nuovi diritti e dar contro a tutte le caste, non solo quelle della politica» e che vuole un Pd «al 4o per cento, che non deve pietire alleanze con Vendola o Di Pietro».

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