Matteo Renzi

Rassegna stampa

Baricco: “Renzi disegna una sinistra moderna”

\n\n   \n di ANDREA GIAMBARTOLOMEI \n Lo scrittore Alessandro Baricco, sostenitore di Matteo Renzi, domenica a Torino per il suo tour in vista delle elezioni primarie del centro-sinistra, commenta l’intervento del candidato sul palco del Palaisozaki. \n Repubblica.it, 21

Roberto Reggi: «È una polemica stucchevole. Matteo dialoga con tutti»

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unitadi MARIA ZEGARELLI

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I toni sono da guerriero in battaglia e d’altra parte, come lui stesso dice, «questa è una rivoluzione e non ho mai visto una rivoluzione senza conflitto». Roberto Reggi, consigliere politico di Matteo Renzi, o come qualcuno l’ha definito, il Casaleggio del sindaco fiorentino, annuncia la fase due ed è sicuro che non sarà meno cruenta della fase uno, la rottamazione. Ma l’intervista parte dalla polemica del giorno, la finanza buona e quella cattiva.

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“Comunque vada vince Matteo. Ha imposto il rinnovamento”

lastampa

lastampaFarinetti: alle politiche bisogna arrivare primi, ma senza essere in tanti

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Uno: «Se vince Renzi è la fine vera di Berlusconi». Due: «Il giorno dopo, Bersani sarà il miglior ministro che c’è». Tre: «Alle politiche bisognerà stravincere, senza essere in tanti». Perché ci sono un mucchio di cose da fare e non si può più perdere tempo. Allora, da dove partiamo? Renzi, lo aspettano oggi, da Torino ad Alba. Lui, forse, un po’ di più. Oscar Farinetti è l’inventore di Eataly. Ma adesso è anche «quello che vota Renzi», l’ha già detto a tutti e poi è andato pure in tv a ripeterlo. Le strade, in fondo, sono abbastanza uguali, hanno cominciato da poco e parlano la stessa lingua. Nel 2009, appena dietro l’angolo, uno pensava di diventare sindaco di Firenze, l’altro inventava il suo polo dell’alimentare. Ma se chiedi a Farinetti a quanti dà lavoro oggi, lui storce il naso: «Non mi piace dire che io dò lavoro. Io lavoro insieme: siamo in 2300, partendo da zero, 5 anni fa. Mi sembra un bel percorso». Anche Renzi è andato più veloce del suo tempo: da presidente della Provincia a soli 29 anni è andato a vincere la gara nella sinistra della sua città, poi ha fatto il sindaco di Firenze e alla fine ha ottenuto le prime vere primarie nella storia del Pd.

Perché Adesso tocca a noi

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fotoilLe ragioni, le idee e il senso di una sfida italiana
di MATTEO RENZI

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Niccolò avrà vent’anni tra vent’anni. Niccolò nascerà in una giornata probabilmente fredda di fine novembre. Niccolò era atteso da molto tempo. Sua mamma, Sara, è un’architetta. Non lavora granché, in questo periodo. C’è la crisi dell’edilizia, si sa. E poi comunque lo studio non ha ingranato. Quante discussioni dopo la laurea su come mettere a frutto quel lungo periodo di studio. Ma oggi è in arrivo il piccolo e Sara è concentrata soltanto su quello. Come tutta la sua famiglia, del resto. Ha 33 anni, Sara. E’ figlia unica, con le nonne acciaccate, ma ancora lucide e i genitori apprensivi e disponibili. Sono tutti per lei e il parto riempie le loro giornate di sereni e attivi pensionati del settore pubblico. L’Onu dice che tra qualche lustro arriverà il momento in cui ci saranno più nonni che nipoti. In tante parti d’Italia è già così. E questo paradossalmente dà serenità anche ad Andrea, il papà di Niccolò. Che con la sua laurea in Scienze politiche ha fatto un sacco di lavoretti. Niente di eccezionale, s’intende. Un’onesta esistenza da centrocampista di fatica, con i suoi sprazzi e le sue difficoltà. Oggi se la cava in un’azienda che ancora tira perché lavora con l’export. Non c’entra niente con quello che ha studiato, sia chiaro. Ma almeno il lavoro c’è. Anzi, cresce. Perché nonostante la crisi molte aziende funzionano anche se i giornali non ne parlano: continuano a esportare i prodotti italiani, nonostante la politica italiana. Il mondo ha fame di bellezza e di qualità. E gli italiani, che sono solo lo 0, 89%% della popolazione mondiale, hanno questi prodotti in abbondanza, dalla cultura all’agroalimentare, dal manifatturiero al turistico. Non hanno mai saputo raccontare se stessi come una comunità orgogliosa e capace. Ma gli italiani sono qualcosa di più di un indistinto insieme di codici fiscali: sono un popolo che deve soltanto ritrovare la dignità della propria vocazione.

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“Renzi vero innovatore, basta guerre nel Pd”, intervista a Graziano Delrio

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unita«E’ fisiologico che la decisione di non ricandidarsi di personalità come Veltroni, Castagnetti e lo stesso D’Alema stia monopolizzando mediaticamente questa prima fase delle primarie. E tuttavia il dato fondamentale è che questa sfida, come aveva giustamente previsto Bersani, si sta rivelando come una grande opportunità per il Pd, e i sondaggi lo confermano», dice Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci, che ha annunciato il suo sostegno alla corsa di Matteo Renzi.

«Basta con Bersani che fa il poliziotto buono e gli altri che menano».

MATTEO RENZI

MATTEO RENZI

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Intervista di Emanuela Fiorentino su Panorama

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«Portatemi un caffè e un bicchiere d’acqua fredda». Arriva solo il caffè, la cosa più importante in una giornata in cui Matteo Renzi non riuscirà a fare quello che ha postato su Facebook, e cioè andare in libreria. Lunedì 15 ottobre deve arrivare a Firenze il capo dello Stato per inaugurare la scuola di magistratura. Ma il Frecciarossa ritarda, no non ritarda… Il sindaco parla, gli occhi fissi sul telefonino, dove i suoi lo chiamano: «Brighella, rispondi». Si alza per aprire la finestra, poi la richiude. Sembra distratto, ogni tanto sbadiglia, ma è attentissimo a scansare le domande come un pugile navigato.

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Rottamare è bello

fattoquotidiano

fattoquotidianodi PETER KRUGER

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Rottamare. Quanta inquietudine genera questa parola? Molti raffinati opinionisti ci avvisano di essere inorriditi dall’uso corrente di questo verbo che evoca vecchie ferraglie, lavatrici arrugginite e sfasciacarrozze. L’applicazione di questo predicato agli esseri umani – ad una classe dirigente, per essere precisi – sarebbe il chiaro segno d’imbarbarimento della politica, la conferma del degrado culturale in cui è piombato questo paese negli ultimi vent’anni.

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De Giovanni: voto Renzi perché serve una frattura contro i burocrati del clan

lastampa

lastampadi JACOPO IACOBONI\n

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Sì, di un Renzi c’era bisogno». Così anche Biagio De Giovanni, filosofo, per anni parlamentare europeo, un maestro per due generazioni di riformisti del Partito, romperà una certa distanza dalla politica e per la prima volta voterà alle primarie del centrosinistra. E voterà per il sindaco di Firenze. È una notizia che colpisce per tante ragioni. La più immediata è la distanza più che anagrafica tra i due, stiamo parlando di uno degli intellettuali più importanti degli studi marxisti, se la parola può avere ancora un senso nella battaglia politica per come la si combatte adesso.

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