Matteo Renzi

Rassegna stampa

Perché Renzi raccoglie consensi?

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lastampaANGELO BENESSIA

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Chiediamoci perché il «rottamatore» fiorentino, con la sua verve dissacratrice, sembra crescere in popolarità. Non appaga la risposta secondo la quale la chiave starebbe nella disputa, francamente stucchevole, fra i giovani da promuovere e gli anziani che non vogliono cedere il passo. 
Neppure può dirsi che soddisfi la semplice esigenza di un ricambio elettorale, anche perché la seconda repubblica è iniziata, a ben vedere, con una grande capacità di mettere in luce nuovi esponenti politici, a cominciare dall’ex capo del governo, i quali hanno segnato il ventennio scorso. Il fatto è che la scelta di quel ceto politico si è rivelata assai infelice, e anzi proprio il tessuto amministrativo più vicino alla popolazione, quello dei grandi enti locali, ha ben presto rivelato che il nuovo è nato vecchio. E che alla fine della giornata i padroni di casa, cioè gli amministrati, hanno scoperto che stava sparendo l’argenteria.

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“Da D’Alema e Veltroni nobile atto di rinuncia. Bindi e gli altri li seguano”. Renzi: ma ora discutiamo di contenuti.

renzicarrara

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di CLAUDIO TITO

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«Mi pare che sia un gesto onorevole da parte sua. Ma io non intendo strumentalizzare». Matteo Renzi è contento. L’addio anche di Massimo D’Alema lo considera «merito» suo «ma non mi intesto la vittoria». Dopo Veltroni, è un altro passo verso il «rinnovamento». Ora il confronto sulla rottamazione può finire, si discuta di contenuti. Ma avverte: «Anche tutti gli altri ne prendano atto». E soprattutto spiega che nessuno può considerare l’addio «alla politica attiva» una scorciatoia per un incarico di governo: «Con me nessuno di questi sarà ministro».

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Chiamparino, Baricco & co.: s’allarga il voto pro-Renzi

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lastampadi Jacopo Iacoboni

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A Torino anche Farinetti, a Milano Davide Serra.
Movimenti in Bocconi e McKinsey.

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Sergio Chiamparino in questa campagna elettorale per le primarie del centrosinistra non farà alcuna presa di posizione pubblica, ma andrà a votare da semplice cittadino democratico, e voterà per Matteo Renzi. È un altro endorsement di fatto, probabilmente uno dei più rilevanti, che il sindaco di Firenze può incassare con soddisfazione particolare, anche considerando ciò che Chiamparino ha espresso, politicamente, in tutti gli anni in cui è stato sindaco: una sinistra laica, liberal, capace di capire decenni fa che il nord era in sofferenza, e andava ascoltato uscendo dai soliti giri romani.

Naturalmente la sua posizione ufficiale resterà un “no comment” a prova di bomba; ma chi gli è vicino, conosce il pensiero dell’ex sindaco e l’ha sentito esprimersi sul tema, non comunica alcun dubbio. Dopo di che il profilo attuale di Chiamparino è diverso da quello del politico, lui presiede dal maggio scorso la Compagnia di San Paolo e si è fatto un punto d’onore nel sembrare – non solo essere – distante dalla lotta politica. Poi certo, se a ridosso del voto qualcuno gli chiederà a bruciapelo cosa pensi, non è tipo da tirarsi indietro e lo dirà.

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Renzi: “Le regole? Un delirio, ma Walter li ha inguaiati”

renziadesso

renziadesso

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di FEDERICO GEREMICCA

Noi andiamo avanti: senza arroganza, con serenità e sempre col sorriso sulle labbra. Detto questo, ora davvero non vorrei essere nei panni di Pier Luigi…». Sono le quattro del pomeriggio, e Matteo Renzi fa il punto con gli uomini e le donne del suo staff prima di rimettersi in movimento.

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«Incassiamo il bel gesto di Veltroni: dimostra che il problema che poniamo non è un’invenzione, ma esiste. So che era preoccupato che io, dopo il suo annuncio, continuassi ad attaccarlo. Perché avrei dovuto? Ho detto “onore a Veltroni”, e questo penso. Si è sfilato nei tempi giusti… ora nei guai ci sono gli altri».

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Renzi al contrattacco: Veltroni non sarà l’unico

messaggero

messaggerodi ETTORE COLOMBO

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Matteo Renzi non intende fermarsi sulla strada della rottamazione. Quella dei massimi dirigenti del Pd, che poi è il suo cavallo di battaglia in vista delle primarie. Veltroni annuncia pubblicamente che non si ricandida? «Bene la scelta di Walter», commenta il sindaco di Firenze dalla sua pagina Facebook (che contava, a ieri sera, 167.586 Mi piace e 30.731 amici). Non basta. «Sono sicuro che Veltroni non sarà l’unico a fare questo passo». Renzi è a conoscenza di nuove rinunce? No, pare, ma è convinto che la lista degli auto-rottamandi sta per allungarsi a vista d’occhio ( “il vento non lo fermi con le mani”, ripete anche in questo caso) e ne è più che felice. «Sto vincendo, io e i miei principi», ribadisce ai suoi.

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Con Renzi leader, centrosinistra oltre il 40 per cento

12ott pordenone11

12ott pordenone11

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Articolo pubblicato su “Europa Quotidiano” il 13 Ottobre 2012

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Su molti quotidiani e anche su Europa (si veda l’accurato articolo di Rudy Francesco Calvo sul numero di ieri), fioriscono da qualche settimana le analisi di scenario elettorale, che cercano di immaginare il futuro parlamento sulla base delle leggi elettorali in discussione in questi giorni. Alcune fantasiose, altre più credibili, tutte hanno però due difetti di fondo: non ragionano sul possibile voto “di coalizione” e non tengono conto dei possibili risultati delle primarie.

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Renzi e la sinistra che ha sbagliato tutto (in materia di lavoro e non solo)

PIETRO ICHINO

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Intervento alla manifestazione inaugurale del Comitato milanese per Matteo Renzi, svoltasi allo Spazio Energolab di via Plinio stipato di giovani e giovanissimi, a Milano l’11 ottobre 2012.

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Il grande consenso raccolto dal sindaco di Firenze non è né una bolla mediatica, né espressione di un elettorato di destra in cerca di un leader liberista: è invece per lo più il consenso di quella parte dell’elettorato a cui si rivolgeva il PD originario e a cui negli ultimi tre anni il PD si è chiuso.

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Quando cinque anni fa abbiamo fondato il Partito democratico, lo abbiamo fatto anche per dotare il nostro centrosinistra di un partito capace di liberarsi dalle contraddizioni e dai ritardi della sinistra italiana del secolo passato.

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La corsa a ostacoli per votare alle primarie

lastampa

lastampaMATTIA FELTRI

Votare alle Primarie del centrosinistra: ecco un esercizio che è l’anello di congiunzione fra la caccia al tesoro e la burocrazia cinese. E che promette di evolvere a gioco di società/rompicapo con cui vincere il tedio autunnale. Di certo c’è che si voterà al primo turno domenica 25 novembre. Il resto brancola nelle nebbie della perfidia umana.

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