Matteo Renzi

Rassegna stampa

Chi ha paura di Gianburrasca

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corrieredellaseraERNESTO GALLI DELLA LOGGIA

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Non è necessario avere una particolare simpatia per Matteo Renzi, condividerne la sommarietà del programma o il piglio da Gianburrasca, per stupirsi della piega che stanno prendendo le «primarie» dentro il Partito democratico. Una piega che si riassume non solo nel tentativo di boicottare in tutti i modi la candidatura del sindaco di Firenze, ma nel tipo di reazioni che questa sta scatenando in una parte del gruppo dirigente della sinistra.

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Perché voterò Matteo Renzi

Voterò per Matteo Renzi alle primarie per un motivo molto semplice: non voglio solo vincere le prossime elezioni. Vorrei un governo che duri almeno dieci anni e che sappia incidere sul Paese, trasformandolo radicalmente. Ad oggi Matteo Renzi è l’unico che ha le carte in regola per vincere ed è l’unico che consenta attorno a se spazi per poter partecipare a quel progetto anche se non si proviene dalla tradizione di partito o da una qualche corrente benedetta. 

Matteo Renzi a Piazza Pulita

piazzapulita

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Ieri sono stato a Piazza Pulita, programma di La7 condotto da Corrado Formigli, in cui con i vari ospiti abbiamo dibattuto di molte questioni, come edilizia scolastica, di sociale, del ruolo delle donne, di abolizione vitalizi, della bellezza e di una sfida controcorrente come quella delle primarie.

Nervosismo nel partito: nei sondaggi riservati il sindaco vola

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corrieredellaseradi Maria Teresa Meli su Il Corriere della Sera

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ROMA – Pier Luigi Bersani è sicuro di vincere queste primarie. Ma intorno a lui il nervosismo aumenta, come dimostrano le invettive di Alessandra Moretti, portavoce del comitato elettorale del segretario, contro Matteo Renzi. O le parole, durissime, di Massimo D’Alema.

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Insomma, nei gruppi dirigenti del Partito democratico serpeggia una certa inquietudine. Sarà colpa di un sondaggio riservato secondo cui il sindaco di Firenze piace al 70 per cento degli elettori del centrosinistra?

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Lo strappo di Paganelli

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lastampadi Fabio Martini su La Stampa

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Uno smarcamento fatto sottovoce, senza proclami, ma eloquente: Lino Paganelli, comunista in gioventù, da anni responsabile delle Feste democratiche, meglio note come Feste dell’Unità, passa con Matteo Renzi. L’altra sera, all’Auditorium di Roma c’era anche Paganelli, lo hanno visto quelli dell’Unità online e gli hanno chiesto cosa ci facesse lì e lui ha “confessato”: “Quella di Renzi è una candidatura che fa bene al PD, perché mi sembra coerente con lo spirito col quale è nato questo partito, l’idea di mettersi in gioco. E Renzi interpreta quell’entusiasmo delle origini, quella voglia di fare”. Fiorentino, prima iscrizione al Pci, uno dei funzionari di partito più affidabili della stagione post-comunista, al punto di affidargli l’organizzazione di un appuntamento clou come la Festa nazionale, Lino Paganelli è il primo funzionario-dirigente del PD di “fascia alta” ad annunciare di non appoggiare il segretario Pier Luigi Bersani. E su Facebook, Paganelli si è spinto un po’ più avanti: a D’Alema che aveva annunciato la fine del centrosinistra in caso di vittoria di Renzi, lui ha risposto: “Mi sono perso la lezioncina del leader massimo”.

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Il sindaco rottamatore a Radio Anch’Io

MatteoRenziRadioAnchIO

\n Il sindaco rottamatore porta a Radio Anch’Io la sua sfida all’establishment del Partito Democratico. Con la collaudata formula dell’ “Uno Contro Tutti” Matteo Renzi è nei nostri studi per parlare di primarie del PD, di rinnovamento generazionale in politica,

Renzi e la battaglia che manca

Renzi e la battaglia che manca \n Matteo Renzi non deve stupirsi se in questa fase della campagna i suoi antipatizzanti indirizzeranno gran parte delle proprie critiche sulla questione del suo rapporto con la parola “quattrini” continuando magari a spendere

Nel quartier generale del rottamatore

Renzi quartier generale Repubblica

Renzi quartier generale Repubblica

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di Massimo Vanni su La Repubblica

Che strano, solo un cartellino bianco con la scritta nera «Fondazione». Niente altro, sul portone di Palazzo Ruspoli di via Martelli. Il quartier generale del rottamatore che fa il pienone nei teatri d’Italia e che enumera compiaciuto le centinaia di cittadini incontrati ad ogni tappa, sui campanelli non è neppure segnalato. Eppure, ad oltre dieci giorni dalla candidatura di Verona, il cuore pulsante della macchina elettorale del sindaco Matteo Renzi, al primo piano di via Martelli, arranca sopraffatto dalle richieste e dalla posta.

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