Matteo Renzi

Rassegna stampa

Per ora c’è solo Renzi ed ecco perché il suo “format” nel Pd spopola

pubblico giornale

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di Federico Mello su Pubblico Giornale

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Per raccontare il vento montante dietro le vele di Matteo Renzi, sindaco rottamatore ormai lanciato a 100 all’ora nella corsa delle primarie, bisogna partire dai motorini. Lunedì a Roma, all’Auditorium della Conciliazione, non si trovava un posto per parcheggiare lo scooter neanche a pagarlo oro. Certo, il mezzo di locomozione non è un dato politico, ma il contesto a volte parla: il clima era più da con- certo rock che da noioso comizio old school. Poco prima nella Capitale erano arrivati due camper con stampato sopra a caratteri cubitali la scritta «Adesso». L’effetto che facevano, lì dietro al Cupolone, era quella di un circo. Un circo “sobrio” ma, come potrebbe esserlo una presentazione Apple, luccicante e colorato, proprio come una novità tecnologica appena arrivata in provincia.
Per capire perché Renzi “piace” sempre più, allora, anche ai vecchi militanti di sinistra, ai delusi del berlusconismo, a chi dopo anni torna ad interessarsi alla politica e, soprattutto, a molti trenta-quarantenni che ormai vedono in “Matteo” l’unica arma possibile contro i baby-boomer nei posti di comando, bisogna entrarci in quell’auditorium.

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Ventura: il mio scandaloso voto per Renzi

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ilfogliodi Sofia Ventura su Il Foglio

Negli ultimi venti anni alle elezioni nazionali non ho mai votato a sinistra, non per un pregiudizio ideologico o antropologico e nemmeno perché sentissi di appartenere a un qualche altro “popolo”, ma semplicemente perché, nella pochezza dell’offerta politica che via via mi si presentava davanti, da liberale ho sempre ritenuto che l’altra parte fosse meno peggio. Di fronte alla deriva integralista e confessionale del Pdl, alla sua ormai conclamata incapacità di divenire un vero e proprio partito con dinamiche democratiche al suo interno (per assumere la fisionomia di un’aggregazione tra bande), e al definitivo tradimento della promessa liberale e dopo il fallimento dell’esperienza finiana, che per un breve periodo mi aveva fatto sperare che qualcosa di più somigliante a una destra liberale potesse emergere anche in Italia, per la prima volta nella mia vita mi sono detta che ormai nemmeno il criterio del “meno peggio” avrebbe potuto di nuovo indurmi a votare. 

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I renziani trasversali: dall’ex finiana Ventura a Jovanotti e Prandelli

corrieredellasera

corrieredellasera\ndi Monica Guerzoni su Corriere della Sera

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È scandaloso se una cittadi- na «delusa e sconsolata» (che ha sempre votato a destra) si mette in fila ai gazebo del centrosinistra e scrive sulla scheda il nome di Matteo Renzi? La politologa ex finiana Sofia Ventura non ne può più del- la «deriva integralista e confessionale» del Pdl, sente che la «promessa liberale» di Berlusconi è definitivamente «tradita» e ha deciso che non starà più a guardare. Dalla prima pagina del Foglio ha an- nunciato che voterà per il sindaco di Firenze e, se lui batterà Bersani, sarà «una sua convinta elettrice» alle politiche del 2013. «Se me lo chiedono posso anche prendere la tessera del Pd — confida al Corriere — perché sono molto motivata»

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De Gregorio: “Prof, sedicenni e spie dei rivali ecco il melting pot del Renzi show”

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larepubblicaCONCITA DE GREGORIO

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ROMA – Cambio di prospettiva. La campagna elettorale di Matteo Renzi bisognerebbe provare a guardarla dal palco: spalle al protagonista e occhi negli occhi al pubblico. Proprio come fa il fotografo – bravissimo – che ad ogni tappa dà il visto si stampi ad un’immagine sempre uguale e ogni volta diversa: Matteo di spalle, camicia bianca e pantaloncini affusolati, che parla alla folla inquadrata di prospetto e col grandangolo, assiepata nei teatri e nelle piazze. Effetto: un uomo solo e la moltitudine. Nelle foto gli sguardi delle cuoche della festa di Ravenna, i capelli col gel dei ragazzini di Monza, la messa in piega delle anziane signore del Politeama di Varese, i giovanotti con la borsa a tracolla e le insegnanti trentenni dell’Auditorium di Roma. 

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Il camper di Matteo fa il pieno a Roma. D’Alema: se vince, centrosinistra finito

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larepubblicadi ANNALISA CUZZOCREA su La Repubblica

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Da una parte c’è Matteo Renzi che col suo camper marcia su Roma, prima a Porta a Porta per l’intervista di rito, poi all’auditorium della Conciliazione: «1700 posti», fanno sapere solerti i suoi. Sala piena. Dall’altra, Pier Luigi Bersani fissa per il 13 ottobre la firma del patto con i progressisti (socialisti e Sel), e chiude la giornata a Sesto San Giovanni, davanti a striscioni che lo invocano «premier subito».

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Io sto con Matteo Renzi

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ilpost-logo1di Ivan Scalfarotto su IlPost

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Credo che l’Italia abbia bisogno di speranze, di tornare a credere in se stessa, di convincersi che ha in sé tutte le energie per uscire fuori dalla situazione in cui si trova. La politica per me è tutto il contrario di quello che vediamo in questi giorni. È impegno civile, energia e lavoro messi a disposizione di un’idea di paese. E il lavoro in un grande partito è il modo più efficace per proteggere la democrazia e le istituzioni.

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Penso che il PD sia stata un’idea rivoluzionaria per la sua grandezza, che si è in parte rinsecchita e rinchiusa in se stessa strada facendo. Ha lasciato la sua ambizione di parlare all’intero Paese e ha a tratti adottato, con la crisi, il ruolo della parte in un conflitto. La mia idea è che le primarie siano una splendida occasione: non per dividersi in mille rivoli di appartenenze ma per parlare alle tante Italia che guardano a noi con speranza e dimostrare di quante buone idee siamo capaci.

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Matteo Renzi a Varese fa breccia nei cuori dei leghisti delusi

Varese-Renzi

Varese-Renzi

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Il sindaco di Firenze: meglio portarli da noi che farli astenere

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di MARCO ALFIERI inviato a Varese de “La Stampa”
http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/469639/

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Si capisce il pienone dall’entusiasmo di una signora 70enne che a fine incontro chiede agli organizzatori se «c’è ancora un poster del Matteo» da portare a casa. «Non volevo più votare Pd, ma il Matteo mi piace tanto…».

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Matteo Renzi arriva a Varese nella culla leghista di Bossi e Maroni, dove la sinistra non vince da anni, e trova mille persone che lo aspettano dalle 9 del mattino nonostante il Pd locale, nella sua newsletter, avesse segnalato per sabato solo la sagra dello gnocco fritto di Tradate. Da piazza Monte Grappa dove lascia il camper al teatro Politeama saranno 3-400 metri di passeggiata in mezzo a gente che scatta foto, lo saluta e gli stringe la mano. Un ciclista al semaforo lo incita, un signore lo insulta: «Renzi puzzi di muffa e sagrestia…».

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“Basta con le vecchie liturgie, la sfida è anche generazionale”

La rappresentante del comitato Renzi “Stiamo tutti nello stesso partito, questa deve essere un’occasione per allargare la nostra base”

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«No, non sono io il motore della campagna di Renzi, noi siamo una grande squadra», risponde Simona Bonafé, una delle tre donne che seguiranno la campagna elettorale del sindaco di Firenze. Ma è proprio lei, 39 anni, assessore all’ambiente al Comune di Scandicci, giornalista, a seguire passo il camper del sindaco di Firenze.

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