Matteo Renzi

Renzi accende di entusiasmo la Mole

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logo corriere adriaticoOvazione all’arrivo, poi battute e applausi. Video e aneddoti: il comizio del rottamatore è uno show

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di EMANUELE COPPARI e FEDERICA BURONI su Corriere Adriatico

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Ancona Giacca blu su jeans e mocassino marrone, arriva quando sono passate da pochi minuti le 18 il sindaco casual di Firenze, candidato stilnovo alle primarie del Pd. S’affaccia nell’auditorium della Mole gremito di giovani e meno giovani, studenti e teste d’argento in platea. Il tempo per i fans di Matteo per far scatenare l’applauso, e lui s’infila nella stanzetta accanto, prigioniero del capannello di cronisti, telecamere e taccuini. “Veloci veloci ragazzi, non voglio farli aspettare”. Un pensiero gentile per Vendola, l’assoluzione del governatore della Puglia e suo sfidante nella battaglia elettorale interna ai democrat è il tema del giorno. “Gli ho mandato un Sms, sono contento per te. Sono contento per noi”. Qualche altra battuta volante e una domanda malandrina rimasta appesa. “Ad Ancona c’è il sindaco Gramillano, lo conosce?”, ammicca alla crisi perenne a Palazzo del popolo il giornalista. Espressione un po’ così. Ci pensa uno scatenato presidente del consiglio regionale Solazzi a togliere Renzi dall’imbarazzo con un: “Gli racconto io di Gramillano”. Lo prende sottobraccio e lo accompagna sul palco. Ovazione e inizio del one man show della campagna elettorale. Overture all’assessore comunale Eliana Maiolini: “Le primarie se non ci fossero bisognerebbe inventarle”. Poi inizia il comizio infarcito di battute, aneddoti con inflessione toscana, video che scorrono sul maxischermo alle sue spalle dove spicca la chiamata a raccolta: “Adesso”.

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Il popolo del Pd venuto ad acclamare il rottamatore, conoscerlo, studiarlo, e i tanti curiosi che occupano tutte le poltroncine della sala e si accalcano sui corridoi laterali, lo seguono e ritmano la loro partecipazione con risate e applausi. Di tanto in tanto si leva la vocina di un signore anziano che quasi affonda in mezzo al pubblico: sembra dissentire, farfuglia qualcosa di difficilmente decifrabile. Fa niente.

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Sul mega display scorre uno sketch di Crozza che fa la parodia di Renzi bambino (“I politici non devono prendersi troppo sul serio “). Una foto di Firenze imbiancata per l’autocritica sul flop del piano antineve (“Ho sbagliato qualcosa da sindaco “). Cita sua nonna e il signore di 85 anni che in piazza della Signoria gli fa da antenna sul territorio. Rimanda ai suoi trascorsi da arbitro e saluta l’ex fischietto Daniele Tombolini seduto a un soffio da lui. Disinvolto e tranquillo Renzi, forse un po’ stanco a forza di girare in lungo e largo per l’Italia sul camper, arringa la folla con frasi ad effetto. Nelle prime due file ci sono tutti i volti noti. Tommaso Fagioli e Filippo Ugolini, presidente e vice del comitato pro Renzi. Altri consiglieri comunali: Diego Urbisaglia, Corrado Cantani, Giovanni Cardoni. L’ex assessore al bilancio Andrea Biekar, fresco di dimissioni, e Andrea Nobili, assessore ancora in carica. Lo sono stati Paola Bellini, Romana Mataloni ed Emilio D’Alessio. Lui era in squadra con Sturani, oggi tifa Renzi con il figlio del già sindaco di Ancona: c’è anche Sturani junior in sala. E c’è un primo cittadino di Ancona, anche se del passato recente: Renato Galeazzi. E uno di oggi: Francesco Fiordomo, ma di Recanati.

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E poi: Massimo Mandarano presidente della Prima circoscrizione, Silvio Mantovani che le cronache locali conoscono come l’ex senatore, economista e blogger Pd. Ancora ex Piergiorgio Carrescia è stato segretario della Margherita, Agostino Montillo consigliere comunale Dc. Spunta un drappello di Socialisti capeggiato dal segretario regionale Lidio Rocchi. Altri politici: Gennaro Campanile, assessore comunale a Senigallia, Franco Paoletti, ex presidente regionale della Margherita, Mario Adrenacci, presidente regionale Anci, Sandro Simonetti, ex presidente di Anconambiente.

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Poi: Adriana Stecconi, vicepresidente Amat, Massimo Bellezza di Italia Futura, il commercialista Gianni Ciotti, Idv, ex assessore pure lui. C’è anche il segretario del Pd Stefano Perilli. Aspetta Renzi per accoglierlo con tutti gli onori. Poi concede una battuta. “Sono segretario di tutti, Renzi è un candidato del Pd e tutti sono alla pari quando si decide di aprire le primarie”.

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Quando si dice la democrazia.

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