Matteo Renzi

Renzi è il digitale in una politica pre-industriale

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Renzi è il digitale in una politica pre-industriale

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Articolo pubblicato su “IL FOGLIO” il 21 Settembre

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Se Matteo Renzi è il buco con la menta intorno, come dicono i detrattori, gli anti-Renzi contengono più buco e meno menta. Il sindaco di Firenze parte infatti con almeno tre vantaggi competitivi. Il primo è che ha preparato un programma: sarà vago, sarà ambiguo, ma esprime se non altro un approccio coerente tra le varie aree di cui si interessa. Secondariamente, Renzi si propone come rottamatore non solo dei suoi avversari interni ed esterni (anche) ma soprattutto di un “modo di far politica”. Il Cav. non è l’unità di misura attraverso cui egli definisce sé e gli altri: lui è semplicemente altro da Berlusconi e non viene in alternativa a Berlusconi, a viene dopo Berlusconi e in alternativa al B-yin (Berlusconi) e al B-yang (Bersani et similia). Terzo, nel merito, Renzi non parla come un politico della Prima Repubblica e neppure come un rappresentante della Seconda (che, in fondo, è uno scimmiottamento di chi l’ha preceduto) ma, anche anagraficamente, è un cittadino del suo tempo.

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Renzi è digitale in un mondo politico pre-industriale, chiunque lo vede e tutti ne traggono le dovute conseguenze. In questo senso è fuorviante giocare al gioco “Renzi è di destra, Renzi è di sinistra”. Renzi è di sinistra, ma appartiene alla sinistra degli anni Duemila e non a quella di un’era geologica fa. E’ questo suo tratto che può attirare anche elettori privi di una militanza storica nel Pci-Pds-Ds-Pd. Semplicemente, in una situazione storica dove la destra si è disgregata e non ha più nulla da dire, e la sinistra continua a parlare a (e di) un paese che ha caratteristiche, problemi e composizione sociale diversi da quelli del qui-e-ora, Renzi è uno che capisce, e si fa capire da, la società che lo circonda. In un certo senso ciò spinge addirittura in secondo piano il “significato” delle sue parole, perché – in un teatrino politico dove tutti parlano l’ostrogoto – Renzi è l’unico che si esprime in italiano corrente.

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Dunque, sì, Renzi rappresenta una novità assoluta per l’Italia: è un politico normale, che non pretende di essere l’unto del Signore (magari lo pensa, ma non lo dice, come fanno le persone ben educate) né ritiene di mettersi alla testa del Comitato di Liberazione Nazionale (contro l’unto del Signore della parte avversa). Ha una lettura della situazione, la espone, propone soluzioni, e chiede di essere giudicato per questo e non per i suoi superpoteri. Scusate se è poco.

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di Carlo Stagnaro – Chicago-blog

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