Matteo Renzi

Renzi: «Ora si riparte da zero a zero»

\n

 

\n

corrieredellaseradi FRANCESCO ALBERTI

\n

Ha la faccia da Gianburrasca, stasera più che mai, dietro a quel leggio in plastica con la scritta «Viva l’Italia viva». È stanco. Felice. Osannato. «Ho ricevuto molto di più di quanto ho dato…» dice, la voce arrochita dalla stanchezza, la moglie Agnese per una volta al suo fianco. I dati non sono ancora ufficiali e i suoi cinguettano: «I nostri sondaggi sono molto meglio, abbiamo toccato quota 40%, vedrete…».

\n

È quasi mezzanotte alla Fortezza da Basso. Renzi ha seguito lo spoglio mentre cenava: «Ottimi dati». Che vuole dire: obiettivo centrato. Il primo: arrivare al ballottaggio di domenica prossima. Il secondo: far sentire a Bersani il fiato sul collo. Il primo pensiero del sindaco è per il suo avversario: «Un doppio abbraccio per Bersani che ha accettato la sfida e ha vinto il primo round». Poi cianuro per la Camusso, che gli ha sparato contro: «Spero che arrivi un giorno nel quale il segretario della Cgil non intervenga ad urne aperte per endorsare al contrario un candidato». Quindi se stesso: «I dati che abbiamo ci danno a 5 punti di distanza dal segretario».

\n

Ma è un’altra la questione che gli sta a cuore: «Dicevano che avremmo preso i voti dei delusi della destra: e invece abbiamo vinto nei feudi rossi. È ora di smetterla di accusarci di stare a destra: la realtà è che avevamo tutti i vertici contro e rischiamo di prendere il 40% dei voti del centrosinistra». Sarà una settimana cruciale. L’unica cosa certa è che «ce la giocheremo pancia a terra, rispettando Bersani, ma cercando di vincere  – carica i suoi -. Si riparte da zero a zero. Analizzeremo i luoghi dove siamo andati peggio e, se alla fine perderemo, dimostreremo che il centrosinistra può vincere e cancellare la brutta pagina di Berlusconi».

\n

È una lunga notte, la notte fiorentina di Renzi. Un trampolino verso un sogno: «Se fossimo a Sanremo avremmo vinto il premio della critica, ma noi vogliamo il festival». Una domenica tutta in salita. Perfino riuscire a votare è stata un’impresa per il sindaco, costretto a una coda di 2 ore e 40 minuti al seggio Arci di piazza dei Ciompi, popolare quartiere di Santa Croce. Una maratona più impegnativa di quella, vera, a cui il primo cittadino ha partecipato in mattinata (1 ora e 59 minuti per fare 21 km) con tanto di maglia rossa con frase di Jimi Hendrix («Se sono libero è perché continuo a correre»). Arrivato al seggio poco dopo le 17, anche il suo proverbiale buonumore per una volta ha vacillato alla vista dell’interminabile fila. Prima se l’è presa con le tv («Se non vi togliete di qua, chiamo i vigili»), poi ha puntato il dito contro la macchina organizzativa del Pd: «Non ho fatto io le regole: se penso che chiedevamo più gazebo e ci hanno risposto che non servivano, mi scappa da ridere…».

\n

Sbollita la furia, Renzi ha quindi ripreso a fare ciò che ha fatto negli ultimi 2 mesi: campagna elettorale, tra autografi e battute, in un siparietto infinito. Come quello con Tiziano, suo simpatizzante, che, passandogli il cellulare, gli ha chiesto di convincere i suoi genitori a votare per lui, anziché per Puppato e Bersani. Il sindaco ci ha provato a modo suo: «Signora, davvero voterà per la Puppato? Fa bene, Laura è brava. E suo marito per Bersani? Siete un inno al Pd…».

\n

Erano le 8 di sera quando finalmente Renzi è riuscito a votare per se stesso, mentre il Pd fiorentino annunciava: «L’unico inconveniente si è registrato al seggio di piazza dei Ciompi…». Acqua passata. Da oggi è un’altra partita.

\n

CORRIERE DELLA SERA, 26 novembre 2012