Matteo Renzi

Renzi potrebbe riuscire dove ha fallito Veltroni

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Renzi potrebbe riuscire dove ha fallito Veltroni

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Articolo pubblicato su “IL FOGLIO” il 21 Settembre 2011

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ilfoglioChe Matteo Renzi sia una ventata di novità nel panorama politico italiano, almeno nelle apparenze, è un’affermazione difficile da smentire. Basta infatti fare un salto nel suo sito internet per trovarsi di fronte una grafica e dei contenuti che non sfigurerebbero in una campagna per le primarie statunitensi. D’altronde che il sindaco di Firenze si ispiri a Obama e al partito Democratico d’oltreoceano non è una novità. È pur vero che ci provò anche Veltroni a sfruttare l’immagine del senatore dell’Illinois, con i risultati che tutti ricordiamo, ma per Renzi la storia sembra diversa a partire dal fundraising, organizzato per sostenere le spese per il carburante del suo camper, grazie al quale in pochi giorni è già riuscito a raccogliere più di 18.000 euro da donazioni di semplici cittadini.

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Oltre al dato finanziario a risaltare in modo positivo è il segnale che sia possibile autofinanziare una campagna elettorale nazionale in modo trasparente, rendendo attivamente partecipe il proprio elettorato, pur facendo parte di un partito tradizionale e non di un movimento. Queste sono cose che in un periodo storico come questo non possono passare inosservate agli occhi degli elettori. Anche se ormai è una cosa scontata da dire è indubbio che una delle qualità di Renzi sia quella di sapersi muovere abilmente facendo apparire vecchio e stantio tutto quello che lo circonda. Per questo può sembrare attraente anche per un elettore di centro destra. Non tanto per le sue ricette politiche ed economiche – di cui ancora molto poco è dato sapere – ma per la sua capacità di mettere a nudo la scarsa attraenza comunicativa di quelli che lo circondano sia a destra che a sinistra. Restando sul piano comunicativo – e parafrasando Nanni Moretti – quanto infatti dovremo aspettare prima che un esponente del Pdl dica qualcosa di destra? Recenti sono le uscite di Sandro Bondi che da cattolico si diceva sostenitore di Obama mentre ancora nessuno da quello stesso partito ha esternato le sue simpatie per il duo Romney/Ryan. Perché quindi un elettore di centro destra dovrebbe preferire una copia annacquata e poco attraente rispetto all’originale?

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La domanda più importante però forse è un’altra: quanto dovrà aspettare l’elettorato di centro destra per vedere un candidato che, dopo aver costruito la propria carriera sul territorio, abbia il coraggio di sfidare l’establishment del suo partito presentandosi alle primarie per vincerle? La risposta a questo quesito purtroppo sarà destinata a farsi attendere visto che recentemente Alfano ha escluso l’utilizzo delle primarie in caso di candidatura di Berlusconi e senza competizione sarà difficile che un partito riesca a migliorarsi. Stando così le cose non ci sarà da stupirsi se un elettore di centro destra si sentirà più rappresentato da un moderato dell’altro schieramento piuttosto che da chi afferma di voler abolire l’IMU dopo aver sostenuto in parlamento la sua attuazione.

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