Matteo Renzi

Renzi: se vinciamo noi il Paese volta pagina

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logo-gazzettadelmezzogiornodi Michele Cozzi su La Gazzetta del Mezzogiorno del 21 Novembre 2012

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Matteo Renzi, sindaco di Firenze, candidato alle primarie del centrosinistra. Si sceglie un candidato o un progetto per il Paese?

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«Il nostro quadro di riferimento è comune, ma ovviamente ci sono delle diversità. Io chiedo l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, il taglio del numero dei parlamentari e dei vitalizi, eliminando il cumulo tra quello di parlamentare e quello di consigliere regionale: una cosa questa che chiedo a Vendola e Bersani. Propongo inoltre la sburocratizzazione dello Stato e, poi, non voglio aumentare le tasse che sono già alte, ma farle pagare a chi non le paga».

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Contro di lei si è schierato quasi tutto il quartier generale del Pd, compresi gli ex Dc e gli ex Ppi. «La partita non è tra ex democristiani e ex comunisti. Bisogna mettere fine alle reciproche provenienze. Stiamo tutti insieme con posizioni e sensibilità diverse, e tutto questo è legittimo. Non ho alcuna critica a chi sta ora a difendere il fortino, ma noi oggi siamo nella condizione, per il bene del centrosinistra e del Paese, di dovere andare nella prateria, non di stare a difesa del fortino del potere consolidato».

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Propone un nuovo orizzonte per il centrosinistra?

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«Il centrosinistra deve uscire da una politica tutta autoreferenziale fatta sempre dai soliti noti. Per cui è chiaro che proponendo noi un rinnovamento totale gli altri facciano muro». Quando D’Alema e Veltroni hanno annunciato il passo indietro, le hanno spuntato l’arma della rottamazione?

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«Hanno riconosciuto la fondatezza del tema da noi proposto, e di questo non posso che esserne contento. E comunque il tema ricambio è all’inizio, non si ferma. Ma voglio precisare che non siamo contro gli anziani: la “rottamazione” non è un fatto generazionale. Poi c’è un altro aspetto, il cambiamento dei contenuti: se gli italiani vogliono l’innovazione voteranno me, se vogliono l’usato sicuro voteranno Bersani».

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Vendola protesta per le regole. Che dice?

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«Queste regole sono state concepite in un modo sbagliato, le hanno cambiate per la prima volta in 20 anni. Mi è sembrato un gesto di paura. Voglio ricordare che fino all’ultima volta votavano i sedicenni. Vendola scopre oggi che il meccanismo è farraginoso. Ricordo che lo chiamai per dire che erano un pasticcio. Ora però bisogna andare avanti e chiedere al più largo numero di cittadini di andare a votare. E dico loro che è meglio fare la coda di 15 minuti domenica che perdere poi cinque anni».

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Vendola ha detto che nel suo governo troveranno posto da ministri Bersani e D’Alema. Nel suo governo ci sarebbe posto per Bersani e Vendola?

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«D’Alema non farebbe parte del mio Governo».

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E Vendola?

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«E’ prematuro fare il toto-ministri».

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Se dovesse vincere Vendola, è probabile che sia rottamata l’agenda Monti. Che fa in quel caso?

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«Chi si candida alle primarie, se perde è obbligato a sostenere il vincitore. Obbligo che non hanno chiaramente i cittadini. Comunque mi sembra impossibile che possa vincere Vendola. Lui ha detto che sono bravo a fare il sindaco di Firenze, io dico che lui è bravo a fare il presidente della Regione Puglia. Diciamo che stiamo uno a uno».

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Con il centro pensa di dovere trattare dopo il voto?

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«Se vinco io quel mondo vota per noi. Io non seguo Casini, ma voglio i voti di quel mondo. Lo schema di Bersani è delegare i moderati all’Udc».

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Si dice che mercati e cancellerie spingano per il Monti bis. Che dice?

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«Lui ha una autorevolezza internazionale che nessuno di noi ha. Ma ora tocca a noi. Credo che Monti possa fare molto per il Paese in tante posizioni, può essere una figura di riferimento a livello istituzionale, in quelle europee e nelle più alte istituzioni italiane».

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Cosa propone per il Sud?

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«Non credo che il Sud sia il problema dell’Italia. I problemi sono il lavoro, l’ammodernamento, la crescita. Il Sud soffre questa situazione. Al Sud va chiesto uno sforzo in più, ma ci sono tante eccellenze e talenti che vanno valorizzati. Saremo un Paese civile quando le distanze tra Nord e Sud saranno colmate».

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