Matteo Renzi

Renzi tenta la volata Il programma punta su fisco e merito

\n

sole24ore di EMILIA PATTA

\n

«Sono felice che per la prima volta in tre anni il Partito democratico non ha organizzato niente come controprogrammazione della Stazione Leopolda». La kermesse renziana della Leopolda, quella che secondo i suoi organizzatori dovrà dare la volata finale a Matteo Renzi per il primo turno delle primarie del centro-sinistra, inizia con una nota di fair play da parte del sindaco di Firenze.

\n

Che tuttavia non rinuncia ad attaccare ancora una volta sulle regole: «Il contributo di 2 euro se lo potevano risparmiare – dice –: non so a che cosa servano. Io sono l’unico a proporre l’abolizione dei fondi pubblici ai partiti».
Contro le regole troppo “rigide” per votare alle primarie si è scagliato nel suo intervento anche il capo dello staff renziano Roberto Reggi. E il senatore del Pd Piero Ichino ha fatto un discorso appassionato contro la vecchia sinistra che difende i privilegi e le rendite di posizione lasciando fuori dal welfare e dal mercato del lavoro milioni di persone («c’è più sinistra in cinque minuti di Ichino che in dieci anni di discussione dei soliti noti», chiosa Renzi).

\n

Mancano dieci giorni al voto e l’impressione è che si vogliano alzare un po’ i toni per tentare l’impossibile: il primo posto al primo turno. Gli uomini dello staff renziano assicurano che «siamo a un’incollatura» e che tutto dipenderà dalla partecipazione: più alta sarà, più crescono le chance di Renzi. I sondaggi “veri” – dicono – danno Renzi da 5-6 punti sotto Bersani al pareggio, a seconda appunto dell’affluenza ai seggi. Per questo, al di là delle dichiarazioni ufficiali, è stata presa molto bene in casa renziana l’ultima delibera sulle regole: il giorno del voto, domenica 25, si dovranno fare sì due code, una per registrarsi e una per votare, ma si faranno nelle steso posto e non in posti diversi come previsto inizialmente. Una semplificazione che può appunto facilitare l’espressione del voto di “opinione”. «Tutta la partita è adesso portare a votare i tanti che già sono convinti per noi», dice lo stesso sindaco di Firenze.

\n

La tre giorni della Leopolda servirà anche a fare il punto sul programma per le primarie incorporandone gli ultimi spunti che dovessero venire dal dibattito. Un programma che punta molto sulla riduzione del peso fiscale come strumento per la crescita. A cominciare dalla prima proposta-slogan lanciata da Renzi nella sua intervista al Sole 24 Ore del 12 ottobre: 100 euro netti in più a chi guadagna meno di 2mila euro (costo della detrazione 20 miliardi l’anno, da reperire attraverso il taglio della spesa pubblica intermedia). «Sul tema del fisco Renzi è l’unico contrario a qualsiasi nuova imposta – spiega Giuliano da Empoli, il giovane economista che ha curato il programma del sindaco di Firenze –. Bersani e Vendola sono entrambi favorevoli alla patrimoniale e il leader di Sel anche a un’imposta alla Hollande sui redditi oltre un milione di euro».

\n

Quanto alla politica industriale, che i critici di Renzi hanno giudicato il vero punto debole del suo programma, Da Empoli la mette così: «Sul tema delle politiche industriali Bersani ripropone lo schema dei grandi investimenti pubblici sui settori strategici. Renzi sostiene invece che la prima politica industriale, da noi, sia la semplificazione a 360 gradi unita a un massiccio investimento in capitale umano». Renzi è inoltre «l’unico a non rinunciare alla disciplina di bilancio assumendo un impegno preciso sulla prosecuzione delle misure di contenimento della spesa». Infine il merito: «Renzi è l’unico a fare della valutazione dei risultati e dell’incentivazione del merito uno dei cardini delle sue proposte di riforma della scuola, della sanità e della pubblica amministrazione in genere», conclude Da Empoli. Puntare sulle differenze con gli altri due principali candidati, dunque, e soprattutto con Bersani. Magari facendo più attenzione all’elettorato anziano, come ammette lo stesso Renzi: «Abbiamo qualche difficoltà con gli anziani. L’idea che la rottamazione sia scelta politica e non anagrafica va fatta passare di più».

\n

IL SOLE 24 ORE, 16 novembre 2012

\n