Matteo Renzi

Rosy parla a un mondo chiuso con lei giocheremmo a perdere

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«Rosy Bindi leader? Beh, se giochiamo per perdere può andare bene. Ma se tanto tanto il centro sinistra volesse vincere… Possibile che non si esca mai da questa visione decoubertiniana, per cui basta sempre e solo partecipare?». Non piace a Matteo Renzi, sindaco di Firenze, l’idea di Nichi Vendola di candidare la presidente del Pd alla premiership, sostenuta da un’alleanza democratica estesa a Udc e finiani.

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Eppure la Bindi, in quanto donna, risponderebbe a un’esigenza di rappresentanza femminile molto sentita nell’elettorato di centrosinistra. Ed è anche cattolica, come lei…
«Ma insomma, stiamo vivendo un momento difficilissimo, c’è un paese sbattuto dalla crisi che avrebbe bisogno urgente di riforme strutturali e un governo che invece naviga a vista, un 40-44% di indecisi e possibili astenuti e se vogliamo schifati dalla situazione, e noi che facciamo? Il totoleader. Il superenalotto dei nomi, invece di impegnarci in un ragionamento su una chiara linea politica e di governo per il dopo Berlusconi».

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Il fattore-donna però è importante.
«Per dare peso al fattore-donna servono gli asili nido, mica una candidatura femminile così, come fosse un gioco di prestigio».

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Ma della Bindi come esponente politico cosa pensa?
«È una donna di grande esperienza, però le manca la capacità di parlare a un altro mondo rispetto al suo. E poi ha già fatto cinque legislature nel parlamento italiano più una in quello europeo, la prossima sarebbe la settima. Ancora: alle primarie si era già presentata, nel 2007, e ha perso contro Veltroni. Insomma: la Bindi rappresenta una delle facce dell’antiberlusconismo generato dal berlusconismo. Mi chiedo: dopo tanti anni, non è il caso di immaginare una leadership in grado di segnare l’Italia dei prossimi vent’anni, anziché riproporre il girone di ritorno dei venti appena trascorsi?».

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E’ comunque vero che il centro sinistra ha un problema di leadership.
«Sì, ma a che serve una discussione sulle persone fatta in questo modo? Di fronte a quello che sta accadendo il centrosinistra cambia posizione ogni giorno, litiga, rincorre sempre qualcuno che sta al di fuori, oggi Fini, domani Bossi e dopodomani chissà, magari Sara Tommasi. Questo è il vero problema, mica la scelta di un nome. Io non so come finirà il lungo periodo del berlusconismo, ma dei miei tre desideri — il premier si presenti ai giudici, il premier dimostri la sua innocenza, il centrosinistra lo sconfigga alle elezioni — il terzo, che non è morale, ma politico, è di gran lunga il più importante. Vogliamo o no cominciare a prendere sul serio l’ipotesi di una nostra competizione elettorale?».

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Però, che Vendola proponga una figura come la Bindi non è anche un segnale politico?
«Mah… Dopo tutta la “narrazione” che ha fatto sulle primarie, questa storiella del farsi da parte all’improvviso Vendola ce la dovrebbe proprio spiegare. Mi sembra un giocatore che, per evitare un rigore, butta la palla in calcio d’angolo…. ».

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Intervista di Maria Cristina Carratù pubblicata su Repubblica del 18 febbraio 2011