Matteo Renzi

Rush finale tra applausi e autografi. Il cuore rosso batte anche per Renzi

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quotidianonazionaleUn altro pienone nella ‘tana del lupo’. Il camper elettorale di Matteo Renzi, nel rush finale verso le primarie di domenica, ha fatto tappa per la terza volta a Bologna. Città roccaforte di Pier Luigi Bersani, dove la federazione del Pd “dal segretario all’usciere “si è schierata compatta per il leader, atteso questa sera per il comizio finale al palasport. Politica, musica e gastronomia, stile Festa dell’Unità.

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Per la terza volta, Renzi ha fatto il tutto esaurito sotto le Due Torri. Accolto da un tifo da stadio: Bolo-gna, Bo-lo-gna. Strette di mano, foto, autografi. La sala del quartiere è troppo piccola: si siedono in 200, 150 restano in piedi. Un centinaio sono nel giardino a fianco, con maxischermo. «La mia sensazione è che domenica sera ci saranno le condizioni per essere molto felici», dice Renzi. Applausi.

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«Abbiamo dati “assicura “che sono profondamente diversi da quelli che le tv e i media riportano», e che danno in testa Bersani. «Sono dati che ci consegnano non soltanto la decisa probabilità del ballottaggio” dice Renzi “ma anche una partenza del ballottaggio con percentuali ben diverse da quelle che qualcuno continua a mettere in circolo in queste ore». L’ultimo appello ai supporter bolognesi: «Ora tocca a voi. I voti li prendo se voi mi aiutate a prenderli. Se fate il tam tam noi andiamo a vincere le primarie». «E’ già partito», grida una signora dal pubblico. «Acceleriamolo», ribatte lui. Più che un comizio, è una chiacchierata. «Quando la politica torna in mezzo alla gente” commenta Renzi “mostra il suo volto più bello, il volto della speranza».

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Fra il pubblico, pochissimi politici. Molti giovani. Ma anche tante teste grigie. Renzi – che viene da Modena, dove ha pranzato con 500 anziani – rassicura: «Io non voglio la rottamazione degli anziani, ma quella di chi sta da vent’anni in Parlamento». Rinnova la promessa: se perde, non chiederà posti. «Non ho fatto tutto’sto casino per andare a fare il ministro». Applausi. E altri arrivano quando elenca alcuni temi del programma: abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, abolizione dei vitalizi ai parlamentari, divieto del cumulo delle pensioni per i politici.

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C’è la stilettata alla Cgil, che “a differenza di Cisl e Uil “non ha firmato l’intesa sulla produttività. «Non si possono avere sindacati che dicono solo di no: è importante che ci siano in Italia sindacati che sanno dire anche sì». C’è un affondo anche su Pier Ferdinando Casini. «A me di fare l’accordo con Casini non frega nulla», dice Renzi. Mentre «leggo che il mio partito insegue l’alleanza con i moderati di centro. Io dico: riprendiamo i voti dei delusi del centrodestra, non deleghiamo a Casini e a Montezemolo. Basta. Parlano di Terza Repubblica, ma dove eravate durante la prima e la seconda?». Ancora un appello ad andare a votare alle primarie. «Meglio perdere 15 minuti domenica o i prossimi cinque anni?». 

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