Matteo Renzi

Il Corriere della Sera sul camper con Matteo

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Matteo Renzi in camper

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Sul camper no stop di Renzi tra comizi e rivendicazioni: spese folli? Non guardate me 

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Duello sull’albo dei votanti. Bersani: non voglio er Batman

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Articolo pubblicato sul “CORRIERE” il 22 Settembre

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DA FIRENZE A MANTOVA – «’O Billy, le hai portate le pizze?». Billy, l’autista del camper/angelo custode di Matteo Renzi (nonché amico di famiglia) mostra orgoglioso i cartoni fumanti: «E certo. Anzi, mi son fermato a comprare anche i calzini, ché mi ero dimenticato la valigia».

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11 e 30 del mattino. Piazzale (semideserto) della Coop di via Nenni, periferia di Firenze. Il sindaco arriva alla guida della sua Nissan elettrica blu e sale sul camper per un’altra giornata in tour per l’Italia. Lo aspetta una due giorni in Lombardia. La prima tappa è il teatro Bibiena di Mantova. C’è da convincere la gente a scegliere lui alle primarie. Il suo «Air Force One» è un camper di pochi metri con la scritta «Adesso!». Dentro, un frigo carico di banane (ne è ghiotto), acqua e Coca Cola. Sedili beige. Una cuccetta per riposare.

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Ma Renzi la usa poco, perché tende a non fermarsi mai. E anche quando lo farà, magari per cambiarsi le scarpe, contemporaneamente parlerà al telefono, leggerà una mail, chiederà i dati del nuovo sito. Fosse un bambino, le maestre lo definirebbero iperattivo. «Cosa abbiamo lasciato in sospeso?». Simona Bonafè, 39 anni, controlla l’agenda. Lei è il braccio organizzativo della campagna. Sul sedile di fronte la portavoce Antonella Madeo, 33 anni: «Matteo, c’è il Gr1 per te». Detto, fatto: 5 minuti di intervista. Poi apre i cartoni della pizza: «Taglio io?». A vederlo così tranquillo, sembra non aver letto i giornali. Il Fatto ha pubblicato un articolo sugli accertamenti della Corte dei conti in merito a spese di quando il «rottamatore» era presidente della Provincia di Firenze (2004 – 2009): una lunga lista di viaggi e ristoranti, 600 mila euro di spese. Gli vengono contestati pranzi nei migliori locali di Firenze a colpi di aragosta e bottiglie di champagne da 60 euro. Lui scuote il capo, mentre mangia un trancio di pizza: «Mai pasteggiato ad aragosta… Mai stato in molti dei ristoranti citati. È una storia vecchia, parte dagli esposti di un dipendente poco credibile della Provincia… Quelle cifre si riferiscono a spese di rappresentanza di tutta la giunta. La follia è che quelle spese le ho fatte mettere proprio io online ».

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Renzi «l’amerikano» legge l’iPad. Ci sono le sue foto alla sfilata di Armani, a Milano: «Ci riandrei anche oggi». Nessun timore di essere troppo presenzialista? «Non sono un ragazzo cresciuto a Botteghe Oscure ma negli scout. Sono diverso dal cliché del politico di sinistra. Non credo che per esserlo bisogna per forza indossare giacche stropicciate». Ma allora perché fa così paura? Sfodera argomenti a lui cari: «Per la prima volta ho detto che il re è nudo. I nostri leader si erano già spartiti tutto, io ho rotto le uova nel paniere. D’altronde, non è che diedero dei complottisti a D’Alema e Veltroni quando si accordarono per far fuori Natta. Lo stesso Veltroni che dice che ora gli ex ds sono con loro. Falso: hanno solo quelli di Fioroni, e se li tenessero».

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La sua corsa, però, la giustifica così: «Non avevo interesse a mettermi in gioco. Meglio sarebbe stato accordarmi. L’ho fatto solo perché di fronte a un calcio di rigore non ci si tira mai indietro. Se vincessimo, cambieremmo l’intera politica». In caso contrario? «Darei una mano, mica fonderei un mio partito…». Il confronto tv, Renzi se l’aspetta: «Bersani non lo farà solo con me, ma allargato». Su Vendola: «Si candidi. E quando parla di diritti gay, vorrei capire se lo fa per condividere esperienze personali o per provocare un dibattito. Io, su questo tema, voglio l’introduzione della stessa legge che c’è in Inghilterra e in Germania, la Civil partnership . Facciamo una pausa?». Per riposare piega le braccia sul tavolino e appoggia la testa. Quando apre gli occhi, riprende come se nulla fosse: «Mia moglie condivide con me gli eventi da sindaco, ma ora ha fatto un passo indietro. Lei è un’insegnante precaria di Lettere, ora sta studiando per partecipare al nuovo concorso. Sa quante cattedre universitarie finora ci hanno offerto? Eeeh… Ma noi siamo gente perbene».

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Fissa la foto di Bersani, con i tre giovani della sua squadra, apparsa sui giornali: «Gli auguro buona fortuna. Ma sembra stia per dare il foglio rosa a tutti e tre. Con un’operazione così, che ha fatto incavolare tutti, io ci guadagno». Il camper si ferma a Pegognaga, nel Mantovano, centro tra i più colpiti dal sisma e ancora in attesa dei fondi del governo. Alla partenza, sale sul camper Roberto Reggi, ex sindaco di Piacenza e responsabile organizzativo della campagna. «Ecco Er Bugia», ride Renzi. «Ciao Brighella», saluta Reggi. Che proprio ieri ha bocciato l’idea dell’albo dei votanti alle primarie, (sostenuta dal segretario perché «non voglio trovarmi Batman al gazebo»): «Una cosa ad hoc , contro Renzi».

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Nuova sosta a Mantova. In teatro, ad attenderlo, oltre 300 persone. In platea anche Giorgio Gori, spin doctor della campagna. Renzi apre con l’imitazione esilarante che fa Crozza di lui. Poi citerà Troisi, Obama e Will Smith. Intorno, il suo staff – i Renzi boys – lo guardano ammirati. «Se si vince? Noi ci stiamo provando», rispondono. Applausi, cartelli. Poi Billy sgomma via. Cremona aspetta.

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Angela Frenda