Matteo Renzi

Enews 431, 6 giugno 2016

Il risultato delle elezioni.

Come ai vecchi tempi il giorno dopo le Elezioni hanno vinto tutti. Tutti sorridono davanti alle telecamere per dire che loro sì che hanno trionfato, signora mia. Spiacente, io non sono fatto così. E l’ho detto chiaro: non sono contento, avrei voluto di più. Non sarò mai un pollo di allevamento della politica che ripete le stesse frasi banali ogni scrutinio.
Intendiamoci. Il PD rimane saldamente in testa, i suoi candidati stanno intorno al fatidico 40% in molte città, siamo l’unico partito nazionale. Cinque Stelle che canta vittoria governa in appena 17 comuni (compresi espulsi, sospesi e disconosciuti) su ottomila, cui vanno aggiunti altre quattro municipalità ieri. Il movimento di Grillo e Casaleggio è andato al ballottaggio in venti comuni sui 1.300 in cui si votava. La Lega crolla, Salvini sta sotto il 3% a Roma ed è doppiato da Berlusconi a Milano, doppiato!
Forza Italia esiste ancora e ottiene risultati positivi a Napoli, Milano, Trieste. Ma scompare da Cagliari a Torino, da Bologna a Roma. La sinistra radicale che per mesi ci ha spiegato come funzionava il mondo non entra in partita né a Roma, né a Torino dove aveva scommesso tanto.
Ma una volta che abbiamo fatto questa lunga analisi del voto, per me cambia poco perché non è che “mal comune mezzo gaudio”: continuo a non essere contento.
A Napoli città il PD praticamente non c’è dal 2011: finita la fase del ballottaggio proporrò alla direzione un commissariamento coraggioso. A Roma Giachetti ha fatto mezzo miracolo a riportarci al ballottaggio: non escludo che riesca a fare anche l’altro mezzo, ma deve recuperare dieci punti di svantaggio. Olimpiadi, sicurezza, capacità di guidare una macchina complessa come il Comune di Roma: se la giocheranno su questo. Temi amministrativi, insomma, non di politica nazionale.
Che non sia un dato nazionale, del resto, si vede chiaramente dalla geografia: zone anche limitrofe vedono risultati molto diversi. È ovvio. Gli italiani sanno votare, sono liberi, scelgono di volta in volta. Fanno zapping in cabina elettorale perché non è più tempo di indicazioni dall’alto dei partiti. E quindi può accadere di tutto, come in realtà è accaduto a questo primo giro.
Dunque: onore ai sindaci eletti al primo turno, in bocca al lupo a chi corre per il secondo giro e un caloroso abbraccio a chi continua a urlare “Ho vinto!” anche quando la realtà dice un’altra cosa. Ma proprio perché non sono come gli altri a me la scenetta di dire che “abbiamo non perso” non è mai riuscita e non riuscirà mai.
Possiamo e vogliamo fare meglio, lo faremo. Punto.
Qui il link alla conferenza stampa di oggi

Pillole sull’azione di Governo:

1. Terzo settore
Oggi ho firmato la legge sul terzo settore e venerdì 10 giugno nel pomeriggio sarò a Lucca per parlarne con molti esponenti del terzo settore che proprio due anni fa, nella città toscana, mi videro prendere l’impegno di portare a casa questo importante provvedimento di riforma. Missione compiuta, dunque. Ma la sfida, paradossalmente, inizia ora. E noi che vogliamo investire sul terzo settore per farlo diventare il primo, sappiamo che ci sarà bisogno dell’impegno di associazioni, volontariato, impresa sociale, singoli. è una piccola riforma per la stampa e l’opinione pubblica, ma per me è un passo in avanti, generoso e impegnativo verso un nuovo modello di comunità e di valori.

2. Cultura
Quasi 100mila visitatori domenica mattina di oggi per l’iniziativa : uno straordinario successo tra Colosseo, Pompei, Reggia di Caserta, Giardini di Boboli, Villa d’Este a Tivoli, Castel S. Angelo e così via.

Quando noi italiani ci fermiamo ad ammirare ciò che siamo e ciò che abbiamo emerge spontanea la meraviglia, lo stupore, l’incanto. E sono molto orgoglioso di questo, come di iniziative simili. Nel frattempo il ministro Franceschini ha pubblicato il bando internazionali per la guida di nove musei. Ancora una volta un bando internazionale, ancora una volta spazio al merito: altro che amici degli amici.
Almeno adesso hanno smesso di dire che con la cultura non si mangia.

3. Banda larga
Il bando sulla banda larga può sembrare un gioco di parole. Ma in realtà è una cosa terribilmente seria: dopo un parto laborioso e complesso, finalmente ci siamo.

Con il primo bando da 1,1 mld di risorse nazionali e 350 mln delle regioni portiamo la banda ultralarga a 6,5mln di cittadini. La portiamo a 13 mln di cittadini in totale con i prossimi bandi. in 3000 comuni di 6 regioni che secondo la logica di mercato ne sarebbero stati esclusi. E la rete resterà pubblica. Entro l’estate i bandi per le altre regioni. Abbiamo investito più risorse di qualunque altro governo, stiamo risalendo la classifica europea ed entro il 2020 saremo passati dalla zona retrocessione, dove abbiamo trovato l’Italia, alla zona Champions.

Informazioni di servizio:

    • Sugli 80 euro avete visto il livello di cinismo dei nostri avversari politici. Come sapete ho deciso di rispondere a muso duro, con questo video e con l’infografica. Secondo voi è giusto questo nostro atteggiamento di risposta verso tutte le bugie che ci dicono? O meglio evitare di rincorrere le polemiche seguendo il principio “non ti curar di lor, ma guarda e passa”. In molti mi hanno scritto ringraziandomi perché abbiamo fatto chiarezza. Ma c’è anche chi ha detto che non ha senso fare tutta questa pubblicità a chi ci attacca. Che dite? è giusto rispondere punto punto a chi ci denigra e critica? Funziona questo atteggiamento o secondo voi è controproducente? Vi leggo sempre volentieri: matteo@governo.it
    • Il 16 giugno festeggiamo la fine dell’incubo Imu-Tasi stando in piazza con migliaia di tavolini in tutta Italia. Sarà l’occasione buona anche per raccogliere le firme per il referendum Costituzionale (www.bastaunsi.it) e per raccontare che cosa stiamo facendo in questo meraviglioso Paese. Chi di voi ci dà una mano? Stiamo cercando di aumentare il più possibile il numero dei volontari per questa giornata. Mi date una mano? matteo@governo.it

Pensierino della sera.
Io non so se, come hanno scritto, questo sia il miglior discorso di un neolaureato di tutti i tempi. Ma le parole di Donovan Livingston, studente di Harvard, su quanto sia importante nella America di oggi – l’America di Obama ma anche di Donald Trump – e non solo, l’educazione che si riceve, gli studi che si fanno, la formazione che fa di noi le persone che siamo sono di ispirazione per tutti. Un discorso che ha fatto il giro del mondo sui social network e che ci fa riflettere anche su come queste piattaforme non servano solo a far prosperare pettegolezzi e troll, ma anche a condividere occasioni di riflessione e di crescita personale. Lo diciamo dal primo giorno: la scommessa educativa, l’investimento sul capitale umano, la centralità dell’istruzione sono temi chiave per il futuro (anche) del nostro Paese.

Se avete cinque minuti, ascoltate le parole di Donovan. E, se vi va, aspetto i vostri commenti/pensieri a
matteo@governo.it

Un sorriso,
Matteo