Matteo Renzi

Enews 442, lunedì 12 settembre 2016

Buon lunedì. Ben ritrovati all’appuntamento con l’E-News.
Leggo sempre le vostre risposte. Questa, di Giuseppe è arrivata giovedì scorso: “A Mattè! Ma tte pare che me posso mette a lègge tutta sta robba? Te voto lo stesso, ma nun me fa morì”. L’accento non deve essere di Bolzano, immagino. Ho riso pensando ai tanti di voi che non sopportano le lettere chilometriche. D’altro canto questo strumento ci aiuta a tenersi in contatto. E dunque ho voglia di raccontarvi le cose che facciamo (tante!) e di ascoltare le vostre idee, i vostri suggerimenti, le vostre critiche ([email protected]).
Cerco almeno di essere più breve.

1. Primo giorno di scuola

Un pensiero ai professori, al personale non docente, ai dirigenti scolastici, ai genitori. Ma soprattutto un pensiero agli studenti: la scuola è per loro, per la loro libertà. Mi auguro che sia un anno di curiosità e passione, per tutti. Quanto a noi: sono fiero delle tante risorse che abbiamo messo per l’edilizia scolastica. Ne parlerò oggi vicino a Caserta, nel comune di San Tammaro alla meravigliosa Reggia di Carditello. Quante perle preziose e spesso sconosciute ha l’Italia! Continuerò a girare per l’Italia visitando scuole o cantieri scolastici, a cominciare da mercoledì quando inaugureremo due scuole in provincia di Cuneo. E stiamo lavorando sui cantieri “normativi” dei decreti di attuazione della riforma Buona Scuola, dalla formazione dei docenti all’educazione 0-6 di cui ho parlato qui a Reggio Emilia, nella sede di Reggio Children.
Ma permettetemi di andare con la mente innanzitutto ad Amatrice. Grazie al lavoro di tutti, domani riapre la scuola, ovviamente provvisoria. La strada da fare è ancora lunga, ma con l’impegno di tutte le Istituzioni, riusciremo a percorrerla, tutti insieme. Ho parlato di questo stamani a RaiRadio2 con Giovanni Veronesi sul suo programma “Non è un paese per giovani”, qui dal minuto 31 trovate l’audio della mia chiacchierata.

2. Lavoro e pensioni.

Nonostante tutte le polemiche i dati ufficiali dell’Istat usciti oggi certificano un dato semplice e banale: il JobsAct funziona. Nell’ultimo trimestre abbiamo avuto 189 mila posti di lavoro in più. Nell’ultimo anno 435 mila posti di lavoro in più. Da quando noi siamo al governo (febbraio 2014), 585 mila posti di lavoro in più. Le chiacchiere stanno a zero, i posti di lavoro a più 585.000. Ma purtroppo non basta. E dunque in legge di stabilità ci saranno nuove misure per la competitività. E ci saranno anche misure per agevolare la pensione di chi ha maturato molti anni ma non ha ancora i requisiti previsti dalla riforma Monti-Fornero: tenere insieme la giustizia sociale con la crescita, questo il nostro obiettivo, come ho spiegato in questa lettera a Vittorio Feltri. A proposito chi è interessato a conoscere le misure della prossima stabilità, oltre che a vedere un bel match contro i direttori Feltri (Libero) e Padellaro (ex Fatto Quotidiano), può cliccare qui, e assistere alla puntata di Porta a Porta.

3. La doppia morale

In queste ore il caos scoppiato dentro il Partito Cinque Stelle rende evidente una brutta caratteristica della politica: la doppia morale. Quando è stato indagato uno del PD, il partito di Grillo chiedeva le dimissioni. Se è indagato qualche grillino, invece, gridano al complotto. Questo atteggiamento è francamente triste. Ma proprio per questo ho chiesto al PD ieri alla Festa dell’Unità Nazionale di Catania di non cadere nella trappola. Di non farsi trascinare in una battaglia nel fango. Proprio perché noi siamo diversi, non dobbiamo attaccare la sindaco di Roma e le faide interne del Partito Cinque Stelle. La Raggi ha vinto nettamente e dunque noi speriamo che governi, nell’interesse della sua città e del Paese. Scelte come la pulizia, i trasporti, le Olimpiadi, il turismo, devono essere fatte pensando all’interesse della Comunità, non alle singole correnti del proprio partito. L’unica cosa che mi spiace è veder tradita la promessa di trasparenza. Alla fine siamo rimasti gli unici a fare lo streaming: gli altri si rinchiudono nelle segrete stanze. Devono aver finito i giga per la connessione. Oppure forse non c’è campo. Peccato. Nel frattempo noi il principio di trasparenza lo abbiamo messo nella Riforma Costituzionale, all’articolo 97.

A proposito di referendum e di www.bastaunsi.it

Finalmente abbiamo sparecchiato il tavolo da tutte le cose che impedivano una sana discussione di merito nel referendum.

      • Abbiamo spersonalizzato, come richiesto da tutti o quasi e non parliamo più di durata del governo o della legislatura.
      • Abbiamo dato la disponibilità a cambiare la legge elettorale e siamo pronti a confrontarci in modo libero con tutti.
      • Abbiamo dimostrato che questa riforma non tocca minimamente il sistema dei poteri del premier, del controllo e delle garanzie
      • Abbiamo dimostrato, documenti alla mano, che tutte le forze politiche in passato proponevano di ridurre il numero dei parlamentari e eliminare il bicameralismo paritario. La differenza è che noi non ci siamo limitati a proporlo: lo abbiamo fatto. E se i cittadini diranno SÌ, la politica ridurrà le poltrone. E soprattutto l’Italia sarà più semplice.

 

Insomma, questo referendum non riguarda legge elettorale, poteri del premier o durata della legislatura. Chi vota SÌ vuole ridurre il numero dei parlamentari, chi vota NO salva tutte le poltrone della politica. Chi vota SÌ vuole contenere i costi della politica, chi vota NO è contento di quanto spendiamo oggi. Chi vota SÌ vuole abolire il CNEL, favorire la partecipazione dei cittadini, cambiare le regole tra Stato e Regioni, mentre chi vota NO lascia tutto come è oggi.
Se non ci credete, leggete il quesito che troverete sulla scheda.

Chi può darci una mano, è il benvenuto sul sito www.bastaunsi.it
Potete darci una mano creando un comitato (ad oggi più di tremila).
Potete darci una mano economica (siamo a quota 106.000 euro, con piccoli versamenti).
Potete diventare volontari e seguirci sia via web che a livello personale.

La cosa bella – ce la siamo detta in questi giorni a Lecce, Reggio Emilia, Firenze, Catania – è che questo referendum restituisce la palla ai cittadini. Per anni i politici hanno chiesto un sacrificio alla gente. Adesso le parti si invertono e sono i cittadini a chiedere ai politici di ridurre costi e posti, stipendi e poltrone. Per farlo, basta un sì!

Varie

      • Per chi ne ha sentito parlare, ma ancora non ha capito bene cos’è: Il video sul Dopo di Noi
      • come da accordi sono partite le consultazioni per Casa Italia
      • Per gli amanti dei discorsi lunghi (arghhh!!!):
        qui il mio intervento alla Festa dell’Unita di Reggio Emilia,
        qui l’intervista con Gianni Riotta alla Festa dell’Unità di Firenze,
        qui l’incontro con i cittadini di Lecce,
        qui il mio intervento per l’inaugurazione della fiera del Levante a Bari,
        qui l’intervento per la firma dei patti per la Sicilia ad Agrigento,
        qui a Catania, la chiusura della Festa Nazionale dell’Unità

Pensierino della Sera. In Puglia dopo l’incidente ferroviario, e più recentemente nei luoghi del terremoto, ho avuto la possibilità di ringraziare, tra i tanti, i Vigili del Fuoco. La loro professionalità negli scenari di calamità è fuori discussione e ci viene invidiata in tutto il mondo.
Non basta un grazie, però, se sei capo del governo. Non è sufficiente un abbraccio. Ecco perché sono fiero dell’estensione degli 80 euro alle forze dell’ordine, ai militari, a chi serve lo Stato con una uniforme. Si tratta, infatti, della prima misura a loro sostegno dopo anni di stipendi bloccati.
Ma agli 80 euro abbiamo aggiunto un altro impegno, annunciato sabato scorso alla Fiera del Levante, a Bari. Abbiamo liberato 100 milioni dai fondi di Palazzo Chigi per acquistare nuove strumentazioni ai nostri Vigili del Fuoco e consentire loro di essere sempre all’avanguardia.
Il cuore lo mettono sempre loro, ma i mezzi dobbiamo darglieli noi. E noi lo facciamo, convinti come siamo che anche da questi piccoli gesti passi la ripartenza dell’Italia. Avanti tutta, tutti insieme.

Un sorriso,
Matteo
www.bastaunsi.it

PS. Sono tornato per la prima volta da presidente del consiglio alla Festa dell’Unità delle Cascine, a Firenze. E niente, dai. Saremo anche politici, professionisti del consenso e tutto il resto. Ma che gioia amici e compagni di strada che quando ti rivedono ti fanno capire che è bello avere una città che puoi chiamare casa.