Matteo Renzi

Enews 503, venerdì 8 dicembre 2017

Approfitto della giornata di festa per farvi intanto i migliori auguri.

Questo grafico spiega molto bene ciò che sta avvenendo in Italia.
I governi di destra, incapaci di fare riforme, hanno distrutto l’occupazione.
Il PD, grazie al JobsAct e all’abbassamento delle tasse, ha rilanciato il Paese.
Questo grafico lo spiega meglio di mille discorsi ed è basato sui dati ufficiali, quelli dell’ISTAT.

Peccato che si parli di tutto ma non di questo. Perché da mesi il dibattito politico è avvitato solo sulla questione delle alleanze. Il PD ha fatto e sta facendo un lavoro molto generoso – guidato in modo impeccabile da Piero Fassino – per cercare di tenere aperte le porte a tutti. Adesso che mancano poche settimane alle elezioni, è tempo di partire con la campagna elettorale.
Chi vuole starci è il benvenuto e avrà pari dignità.
Chi se ne è andato avrà il nostro rispetto.
Ma adesso si parte.

Rispettiamo chi ha deciso di non essere della partita, ma noi saremo in campo: vogliamo mettere testa e cuore per vincere le elezioni. Perché pensiamo che questo serva all’Italia, non solo al nostro partito. Perché con noi l’Italia è cresciuta, con gli altri no.

I giornali di queste ore sono pieni di messaggi sulla presunta solitudine del PD. Sono gli stessi che dicevano che alla Leopolda mi avreste lasciato solo e che non sarebbe venuto nessuno: avete visto come è andata a finire.
Alfano e Pisapia hanno deciso di non candidarsi? Non capisco perché se rinuncia Di Battista questo sia un gesto nobile e coraggioso, se rinunciano Alfano e Pisapia questo diventi una ritirata. Sarebbe più saggio avere lo stesso rispetto per tutti e tre.
Rinunce o non rinunce, il PD avrà comunque come minimo un alleato al centro e un alleato a sinistra. E il contributo di queste liste sarà in molti collegi determinanti per strappare seggi al centrodestra, vedrete. Molti collegi infatti si decideranno sul filo di qualche centinaio di voti.

Quello che serve allora è un grande sforzo organizzativo e politico, innanzitutto del PD.

Ricapitoliamo.

  • Due terzi dei seggi saranno assegnati su base proporzionale. Tutti i sondaggi sono concordi nel dire che per il primo posto sarà un testa a testa tra Pd e Movimento Cinque Stelle. Per il terzo e quarto posto si sfideranno Forza Italia e Lega. Ma al primo posto o ci sarà il PD o ci sarà il Movimento Cinque Stelle. Per questo dovremo avere sulle circoscrizioni proporzionali candidature forti e credibili. Siamo testa a testa per il primo posto come lista: sono circa 400 collegi alla Camera.
  • Un terzo dei seggi sarà assegnato su base maggioritaria. Il centrodestra sarà unito sulla scheda: loro preferiscono nascondere le proprie divisioni ma mostrarsi compatti. Per questo i sondaggi li fotografano in testa ma il centrosinistra è stimato appena sotto, al secondo posto. Solo terzi i Cinque Stelle. Sono circa 200 collegi alla Camera.

Ecco perché serve, davvero, mettere in campo le candidature migliori, adesso. E un capillare sforzo organizzativo a cominciare dai 61.597 responsabili di seggio (chi vuole dare una mano scriva qui, per favore).

Sia chiaro: il nostro obiettivo è l’Italia. Non ci interessano le piccole polemiche, le discussioni, le divisioni. A noi interessa l’Italia.

Per questo sabato 16 dicembre ci riuniremo a Reggio Emilia con Paolo Gentiloni, molti ministri, molti amministratori, molti volontari. A Reggio Emilia come PD per dire che noi siamo il partito che rispetta il Tricolore, nato in quella città. A Reggio Emilia come PD per ricordare il passato, come abbiamo fatto qualche settimana fa presso la casa dei Fratelli Cervi, ma anche per ricordarci del futuro, pensando a Reggio Children e alla grande battaglia per la scuola dell’infanzia e le nuove sfide educative. A Reggio Emilia come PD in collegamento con mille sedi del PD sul territorio per chiedere a tutti quelli che credono in questa sfida di mettersi in gioco. È tempo di partire, amici.

Ovviamente la campagna elettorale sarà l’occasione per lanciare proposte concrete e credibili per il futuro del Paese. Ieri ne ho parlato in questa intervista su Rete4 con Paolo Del Debbio, soprattutto a proposito dello “scaricare tutti, scaricare tutto”. Del resto il bellissimo viaggio in Italia – in ascolto del Paese reale – è terminato ieri, dopo le tappe siciliane e sarde. Un’esperienza davvero affascinante che diventerà nelle prossime settimane un libro e un film. Domani, intanto, saremo a Como per partecipare alla manifestazione contro l’intolleranza “E questo è il fiore”. Saranno letture di brani intervallati da musica, senza comizi, ma solo con la presenza di persone che dicono no a ogni forma di violenza e intimidazione.

E se adesso siete arrivati sino a qui, prima di chiudere l’email, tornate sull’immagine-grafico che apre l’E-News. Provate a immaginare cosa sarebbe accaduto a migliaia di persone che oggi hanno un lavoro, se non avessimo fatto le riforme di questi anni. E provate a immaginare cosa potrebbe accadere a quel grafico se fosse ancora il PD a governare i prossimi anni. Gli altri si affidano alle promesse e alle polemiche, noi abbiamo dalla nostra i fatti, i numeri. Ecco perché dobbiamo metterci al lavoro, amici. Avanti.

Un sorriso,
Matteo

Pensierino della sera. Torna fortissima la polemica sulla propaganda online e sulle fake news. Oggi il Movimento Cinque Stelle ha deciso di attaccare l’ex vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden, reo di aver citato il referendum costituzionale dello scorso anno come una delle campagne elettorali considerate “a rischio”. Appena possono tuffarsi in un complotto – vero o presunto – gli uomini del Blog sono felicissimi. Sono nati del resto parlando di scie chimiche, sirene, falsi allunaggi: hanno una certa esperienza nel settore. Io però non parlo di complotti, né ritorno al 4 dicembre 2016. Penso solo che dobbiamo stare attenti alle schifezze che girano in rete per i nostri figli. Non mi preoccupa la dimensione politica delle fake news (su cui peraltro martedì prossimo il PD presenterà il primo report quindicinale, promesso all’ultima Leopolda, molto interessante). A me preoccupa che la rete non rilanci notizie false e pericolose per i nostri figli. Come quelle di chi attacca i vaccini o le mammografie. O inneggia all’anoressia. Su questi temi, insisto come ho già fatto da Fazio, per favore non litighiamo. Ne va del futuro dei nostri ragazzi.